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RECENSIONE

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Titolo Vite bruciacchiate. Ricordi confusi di una carriera discutibile
Autore Elio e le storie tese
Dati 330 p., ill., brossura
Prezzo € 14,00
Prezzo IBS € 11,90
Editore Bompiani
Collana AsSaggi
EAN 9788845257353
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Elio e le Storie Tese

Vite bruciacchiate



"Quanti calcoli bisogna fare per rimanere a galla nel mondo della musica leggera! Quante variabili di cui tenere conto! La droga, il sesso, le ore piccole, le note, il playback, il Festival, lo show-business, il successo, il pentagramma, le voci di corridoio, gli mp3, le crisi isteriche, le crisi creative che ti spingono prima alla droga e poi al suicidio, Radio Italia, il mercato discografico, il libro autobiografico… Alcune di queste variabili, ma anche racconti più leggeri, nelle prossime pagine di carta."

Oggi il compito è difficile. Quasi impossibile. Mi odieranno puristi, militanti e integerrimi di ogni specie, ma non parlo di Elio e Le Storie Tese come fan: ne parlo come innamorato. Qualcosa di più profondo, ma a volte straordinariamente lucido.

Giro l’ultima pagina di Vite Bruciacchiate, che non è un’autobiografia ma una storia (e non solo di un gruppo, ma questo lo dirò dopo), e mi accorgo di aver ripercorso un’epoca strana, fatta di fraintendimenti, di clamore, di pagine strane  ma di tantissime emozioni, e che forse è stato l’ultimo vero contenitore d’arte musicale che l’Italia abbia vissuto. Anzi: arte E musicale.
Separo le due cose, perché Elio e Le Storie Tese sono, e sono stati, molto di più di un semplice gruppo musicale fatto di musicisti meravigliosi, con un bagaglio di conoscenza musicale enorme. Non a caso nel libro vengono citati gruppi influenti come Zappa, gli Yes, i Weather Report, i Ramones, e tantissimi altri. Ma chi conosce il gruppo riconosce in loro la versatilità più pura e l’abbagliante capacità di suonare qualsiasi genere, in qualsiasi momento, senza mai essere fuori tema. Sono stati cultura. Sono cultura.In tutti i modi e in tutti i significati più veri.

Esagero affermando che, nel loro piccolo, gli Elii sono stati una piccola capsula del tempo che ha conservato espressioni, nomi, icone, piccole parti della nostra storia (dall’analcolico moro alle Tepa, le scarpe sportive, ci hanno ricordato cose a noi ormai completamente svanite).

Un dato di fatto riguardo al libro: è proprio uguale agli Eelst.
Leggero, ironico, sottile, brillante, fatto di tanti, tantissimi punti di vista, non compiacenti e non trionfalistici. Un libro raccontato da tante voci diverse, davanti e dietro le quinte, sopra, sotto fuori e dentro il gruppo: il classico mosaico apparentemente disordinato, ma che nasconde un’immagine imponente.
Si ride e si riflette, ma soprattutto si entra nel gruppo. Si conoscono le persone, almeno un po’. E tirando le somme, è chiaro il perché di un successo ormai più-che-ventennale-ma-speriamo-anche-di-più. Chiunque abbia gravitato nel/o intorno al gruppo, ha avuto una parte, un significato, un valore. Non è mai stato sottovalutato. Chiunque ha portato qualcosa. E quel qualcosa è stato valorizzato. Sempre.
Un gruppo di amici nati e cresciuti nello stesso liceo, nello stesso quartiere, nella stessa piazza. Ognuno con la sua personalità, il suo carico di aspettative e di forza d’animo. Ognuno pronto ad essere, più che a fare. Innamorato della musica al punto da rinunciare a tutto (Cesareo che non si presenta a scuola per un anno, perché esce di casa e va a suonare la chitarra.) Ognuno indelebile in quanto uomo. Come Feiez, cui è dedicato il libro e le conclusive tre pagine firmate da un Rocco Tanica delicato e densissimo.
Cioè: non musicisti straordinari, ma nella semplicità uomini di grandissimo spessore. Umano ed artistico.

Vite bruciacchiate racconta una Milano diversa da quella che, al di fuori della provincia dell’impero, si è soliti raccontare. Non c’è solo una Milano da bere, ma una Milano da pensare.
Uno Zelig in pieno fermento, un circolo di musicisti in piena esplosione artistica, uno studio di registrazione (Psycho) centro di raccolta di talenti liberi. Un locale, il Magia, pronto ad accogliere giovani promesse e terribili scarponi. I Navigli in fermento. La Provincia un po’ buzzurra. La Lombardia bigotta e sbigottita.
Un’Italia che si scuote un po’, che si allinea ma che non dimentica The Great Pop and Roll Swindle del Festival di SanRemo.
Gli Eelst come i Sex Pistols? Concettualmente, può essere.
Ricordate “neanche un minuto di cachi”, l’esecuzione dell'intero brano sanremese, sul palco più elegante d’Italia, in 60 secondi scarsi? Uno dei più sottili gesti dissacranti della nostra storia musicale. Un gesto semplice e dirompente. Quasi Calviniano.
C’è tanto da imparare in un libro così. Tanto da ricordare. E riflettere su quello che è rimasto oggi. Poco. Molto Poco. Troppo poco.

E poi tante e tante considerazioni. Sarebbe ora, ad esempio, di non parlare più di rock demenziale. Quello è stato un grosso fraintendimento che ha dato origine a gruppi ignobili e francamente pacchiani. Gli Elii, no. Loro erano già da un’altra parte.
Il problema è che la KritiKa ha intercettato due parolacce e tre battute. E allora per forza era già tutto demenziale. Peccato che nel frattempo, con l’ironia e la sottigliezza solo di chi è libero e fortemente pensante, gli Elii scrivevano storie dalla grandissima dignità letteraria. Piccoli racconti di grande fantasia. Poesie surreali e neo-realismo dialettico. Insomma: facevano un po’ quello che volevano, ma ad un livello irraggiungibile. Tant’è che volgari erano i gruppi che cercavano di imitarli, scadendo inevitabilmente nel turpiloquio  o nell’umorismo da terza media.
Volgari gli Elii? Ma quando mai. Liberi. Senza vincoli. È molto diverso.

Gli Elii, lo leggerete spero in questo libro, sono persone di grandissimo carisma, che hanno catalizzato e attirato anche artisti di fama internazionale (da James Taylor a Morandi) pur mantenendo sempre un basso profilo.  Con la loro intelligenza. Quella vince sempre.

Loro non sanno chi io sia. Ma io li ricordo ancora nel primo grande concerto davanti a un megapubblicodiquellichecontano. Aprivano per loro i Dirotta Su Cuba e gli Aeroplani Italiani. Ero giovanissimo e feci 70 km in macchina con gli amici grandi. Ricordo ancora un Sirtaki improvvisato da Elio. E la platea, mano sulla spalla del vicino, che ballava tutta. Poi l’Elio nazionale che dice “E adesso limonate con la persona alla vostra sinistra”. E ho visto tanta gente farlo ridendo. In piena libertà. Cosa rara ad un concerto, perché esula dalla celebrazione. È una partecipazione molto più attiva. E sconvolgente. Sono passati vent’anni, credo, e me lo ricordo ancora. E di concerti ne avrò visti almeno tremila, nel frattempo.

E tutte le volte successive (tante, ne ho perso il conto) quel fare da teatro sviluppato su un canovaccio sottile, quel colpo di scena improvviso da spiazzarti completamente, c’è sempre stato. Non mi sono mai sentito trasgressivo per il mio amore per gli Elii. Mi sono sentito partecipe. Coinvolgimento globale. Giù e giù dal palco. Il segreto umile della musica vera. Fine dell’adorazione.

Potrei scrivere ancora per ore, ma vi consiglio di prendere il libro. E di cercare le vostre emozioni.
Vite Bruciacchiate
deve essere letto, anche solo per capire la genesi di un fenomeno che continua ad essere fenomeno, e non si è mai spento.

N.B. 1: Rocco Tanica è una delle migliori menti artistiche d’Italia. Lo dico da tempo. Leggete il libro e capirete il perché.
N.B.2:  Palma d’oro personale all’aneddoto più bello del libro: “l’entusiasmo palestinese”. Geniale
N.B. 3: non sono un parente degli Elii.
N.B.: A questo punto però potrebbero anche offrirmi una pizza, non fosse altro per i capitali spesi per comprare prima le cassette, poi i vinile ed infine i CD.





Le prime pagine


Questo libro viene a colmare un vuoto di memoria. Il pubblico da anni vuole sapere quali sono le origini di Elio e le Storie Tese, chi si nasconde dietro quei nomi così particolari, perché proprio Elio. E le storie sono ancora tese? E via così. Noi di Elio e le Storie Tese abbiamo cercato come al solito di trarre vantaggio da una situazione a prima vista sfavorevole (scrivere un libro è una gran fatica e poi ti si consumano i polpastrelli su quei tasti del calcolatore elettronico, insomma il computer), e ne abbiamo approfittato per farci raccontare da chi c’era come sono andati realmente gli eventi. Così, con questa scusa, ci siamo fatti fare il libro dagli altri e in più ci siamo fatti raccontare tutto quello che è successo, visto che noi, essendo entrati negli ‘anta, non ce lo ricordiamo più tanto bene. Come dici? Anche gli altri sono entrati negli ‘anta e quindi neanche loro ricordano molto bene? È vero, però hanno l’autorevolezza. Un Enrico Ruggeri, per dire, non puoi contraddirlo, anche se afferma palesemente il falso. Una Giorgia, per fare un altro nome forte, ha un’autorevolezza che noi ce la sogniamo. Se provi a contraddire un Enrico Ruggeri o una Giorgia quando dicono che Elio e le Storie Tese sono bravissimi e bellissimi, ti ritrovi circondato da sguardi di rimprovero e resti senza parole. Questo è un calcolo che abbiamo fatto quando ci siamo ritrovati obbligati dai poteri forti a scrivere il libro della nostra carriera. Un altro calcolo che abbiamo fatto è stato di non raccontare quest’ultimo periodo, così resta un alone di mistero e volendo, fra qualche anno, quando non ci ricorderemo più bene cos’è successo negli ultimi anni, potremo farci scrivere il seguito del libro da altri altri, dato che gli altri di questo libro forse saranno troppo vecchi e, o non saranno più famosi, o forse avremo rotto l’amicizia a causa delle brutte cose che ho appena scritto. Quanti calcoli bisogna fare per rimanere a galla nel mondo della musica leggera! Quante variabili di cui tenere conto! La droga, il sesso, le ore piccole, le note, il playback, il Festival, lo show-business, il successo, il pentagramma, le voci di corridoio, gli mp3, le crisi isteriche, le crisi creative che ti spingono prima alla droga e poi al suicidio, Radio Italia, il mercato discografico, il libro autobiografico… Alcune di queste variabili, ma anche racconti più leggeri, nelle prossime pagine di carta.

© RCS 2006

Elio e le storie tese - Vite bruciacchiate. Ricordi confusi di una carriera discutibile
330 pag., 14,00 € - Edizioni Bompiani 2006 (Assaggi)
ISBN 9788845257353





Gli autori


La biografia della band Elio e le Storie Tese e dei singoli componenti - Elio, Cesaro, Rocco Tanica, Faso, Christian Meyer, Mangoni, Jantoman, Feiez - è on-line, completa e dettaliata, sul sito ufficiale della band.


26 gennaio 2007 Di Mario Ruggeri


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