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Recensione


Swinging city. Londra centro del mondo di Valentina Agostinis

Arrivano a bordo di una jeep, gridando e gesticolando, tutti con le facce imbiancate, i vestiti colorati, eccentrici, quasi teatrali; l'auto fa un ampio giro della piazza e si ferma. Scendendo i ragazzi si riversano su St. James's Street, corrono tra passanti indifferenti e obbligano gli automobilisti a rallentare, con le loro urla e i loro corpi, padroni della città.
È la prima scena del film e parla di una storia che sta andando avanti da tempo, una storia che ha cambiato il volto di Londra.

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Olimpiadi 2012. Non c'è momento più opportuno per riscoprire Londra, il centro di una delle più grandi e significative rivoluzioni del costume del Novecento.
Negli anni Sessanta Londra è in fibrillazione, è la capitale che guida l'innovazione, in tutti gli ambiti: nella musica, nella moda, nella fotografia, nel cinema, nel costume.
Negli anni Sessanta Londra è pop. È la swinging city, secondo la fortunata definizione di Diana Vreeland, editor di Vogue, del 1965. In pochi anni Londra e le idee che lì erano nate e fermentate hanno toccato l'immaginazione di tutto il mondo. Insomma, dopo gli anni Sessanta londinesi il mondo non è stato più lo stesso.


Nel 1965 Michelangelo Antonioni trascorre alcuni mesi a Londra. La città gli si offre fremente, attraversata da un'energia nuova, una corrente che accende risorse creative e si propaga ovunque. Nei teatri, nei cinema, nelle scuole d'arte, nei media. Londra sfida tabù e convenzioni. I giovani dettano le loro nuove regole nella musica, nella moda, nella sessualità. Sono artisti, pubblicitari, stilisti, designer, musicisti, fotografi, influenzati dal movimento pop, che impongono nuovi stili e fanno tendenza. La spinta delle giovani classi lavoratrici ribalta le gerarchie e le prerogative, portando con sé una indipendenza nuova e provocatoria. Inizia la sfida al vecchio. Un vortice di innovazioni che scuotono ogni settore creativo della città manda in frantumi lo schema classista della società inglese, cambiando i costumi e la morale.
La swinging London si fa strada tra le macerie dello scandalo Profumo e tredici anni di governo dei Tories, scandita dai successi dei Beatles, dei Rolling Stones, degli Who (solo per fare tre nomi!) che dominano le classifiche.


Per questi motivi nel 1966 Antonioni sceglierà Londra, la swinging London, per l'ambientazione del suo film Blow up. Antonioni vuole catturare l'energia della swinging city senza scelte scontate e senza limitarsi a riprodurne banalmente l'immagine. Per molti mesi, egli girerà la città, frequenterà gli ambienti in pieno fermento culturale, raccoglierà informazioni sui protagonisti della rivoluzione sociale londinese, ne raccoglierà ambizioni, atteggiamenti, gestualità.


La fotografia interroga la realtà, immortala e interpreta il momento. L'arte rompe gli schemi, le riviste patinate sono un tripudio di colori, la pubblicità cerca l'occhio del pubblico, la celebrità scoppia da un momento all'altro. A metà anni Sessanta sono tre i fotografi superstar del momento, tutti provenienti dall'East End: David Bailey, Terence Donovan, Brian Duffy. Sono i "nuovi persuasori", li definisce Antonioni, e su di loro modellerà il suo personaggio. Il fotografo di Antonioni, a contatto con questo ambiente, prenderà sempre più le distanze dal fotografo dilettante del racconto di Cortázar. Per il ruolo viene scelto David Hemmings, che Antonioni vede in un piccolo teatro indipendente a Londra nei panni del giovane Dylan Thomas. Lo studio fotografico che farà da set principale è il loft di un altro affermato fotografo, John Cowan. Antonioni segue da vicino il lavoro di molti fotografi. E proprio nello studio di David Montgomery a Chelsea vedrà Verushka, la modella tedesca che finirà sul pavimento sotto gli scatti di David Hemmings.



Swinging city
ci propone un viaggio tra le vie e le boutique d'avanguardia che riflettono la nuova moda e i cambiamenti sociali (un dato eclatante su tutti: tra 1966 e 1967 di tutto il vestiario acquistato, il cinquanta per cento va ai teenager tra i quindici e i diciannove anni); tra la musica che segna uno spartiacque nell'identità giovanile; tra le gallerie d'arte che ospitano la nuova arte contemporanea; tra i gruppi di musicisti, scrittori, registi, fotografi, artisti che si riuniscono nei nuovi salotti glamour della capitale inglese e nei club più esclusivi e underground. In questo universo in movimento troviamo anche Michelangelo Antonioni, che consapevolmente coglie il senso del cambiamento, registra una rivoluzione in atto.


Valentina Agostinis - Swinging city. Londra centro del mondo
234 pagg., 18 € - Edizioni Feltrinelli 2012 (Varia)
ISBN 978-88-0749127-6


L'autrice


24 luglio 2012 Di Sandra Bardotti


24 luglio 2012

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