Ricerca avanzata

Recensione


L'esattore di Petros Markaris

"Abbiamo individuato il veleno", mi fa trionfante, quando lo sento. "L'ha avvelenato con la cicuta."
"Cicuta?"
"Esattamente. Come Socrate. Solo che a Socrate l'hanno data da bere. A Korasidis l'ha iniettata con la siringa."

"In tanti anni alla omicidi ho visto gente uccisa per i moventi più incredibili, ma quello dell'evasione fiscale è la prima volta che mi capita."


È maggio e per il commissario Charitos è un periodo stranamente calmo: da più di un mese l’unico caso di cui si occupa è il suicidio di quattro signore. La sezione omicidi sembra godere di un periodo di aspettativa.
Ma “i miracoli più grandi durano tre giorni” era solita ripetere la vecchia signora Charitos al figlio, e il commissario sa bene che il suo stato di grazia finirà presto. Infatti, puntuale come un orologio, una mattina il cellulare torna a squillare.

Sotto una stele, nel sito archeologico del Ceramico, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo fra i cinquanta e i sessant’anni, un noto chirurgo e collezionista d’arte.
A provocarne la morte un’iniezione di cicuta alla nuca.

È evidente che stavolta si tratta di un omicidio, solo le dinamiche piuttosto anomale. Perché infatti uccidere con la cicuta, il veleno di Socrate, e poi trasportare il cadavere in un sito archeologico?
Inoltre, la posizione in cui è stato trovato il corpo - supino, gli occhi chiusi e le braccia incrociate sul petto – sembra rinviare a una simbologia precisa.

Le indagini proseguono e dal web emerge la lettera che un fantomatico “Esattore nazionale” aveva inviato alla vittima invitandola a restituire all’ufficio delle imposte un’ingente somma di denaro sottratta nella denuncia dei redditi, pena la vita. 


A pochi giorni di distanza il ritrovamento di un altro cadavere nel sito archeologico di Elefsina. Stavolta la vittima è un professore universitario e membro del governo, anche lui evasore fiscale. La dinamica dell’omicidio è la stessa: iniezione di cicuta alla nuca.
Solo, la questione si complica: è ormai chiaro che l’“Esattore nazionale” è qualcuno che ha accesso all’archivio del ministero dell’Economia da cui è riuscito a trafugare i dati delle evasioni, grazie ai quali avrebbe potuto stilare una lista di potenziali vittime; un serial killer intenzionato a colpire ancora con lo scopo di rimpinguare le casse dello Stato.
Pertanto occorre fare in fretta, ma le domande in sospeso sono ancora molte, troppe. La prima riguarda il movente: è la prima volta infatti che Charitos si trova di fronte a omicidi per evasione fiscale. Qual è allora il legame fra l’assassino e le sue vittime? L’unica certezza è che esiste un collegamento con l’antichità classica dietro il quale si nasconde un messaggio in codice. Ma quale?


Nel frattempo il caso dell’“Esattore nazionale” ha assunto un’ampiezza enorme, sollevando un problema di economia nazionale come quello dell’evasione fiscale. L’opinione pubblica è sempre più agguerrita e incalzante: un assassino è riuscito in pochissimo tempo dove lo Stato ha fallito per anni. È un messaggio forte, il segno di un’inversione dei tempi, e dei ruoli soprattutto, che la dice lunga sul desiderio dei cittadini onesti di vedere finalmente la giustizia applicata. D’altra parte, lo stesso Charitos, una volta individuato l’assassino, si ritroverà a fare i conti con la propria coscienza, indeciso se arrestare il serial killer e compiere il proprio dovere di poliziotto, o lasciare che la sete di giustizia della gente venga appagata ancora un po’.

L’esattore è un noir avvincente, che cattura il lettore dalla prima pagina, lo immerge in un mondo “più che reale” (la Grecia piegata della crisi finanziaria degli ultimissimi mesi) e al tempo stesso lo tiene col fiato sospeso fino alla fine.


Ma il nuovo romanzo di Petros Markaris è molto di più, poiché, proprio attraverso la finzione narrativa, l’autore è capace di restituirci una visione della realtà quanto mai precisa e conforme alla verità: cosa può esservi infatti di più attuale della disperazione del popolo greco di fronte alla crisi? Della paura della povera gente di non avere più di che mangiare? O ancora: cosa può esservi di più verosimile del suicidio di quattro donne vittime dei tagli alle pensioni, di contro a gente milionaria che non paga le tasse? O di un serial killer che si fa promotore di una giustizia sociale equa punendo gli evasori fiscali? Ed è grazie a questa cornice, che fa da sfondo alla nuova indagine di Markaris, che chiunque legga L’esattore può dire che si tratta di un libro che è anche capace di parlare “a noi ora”.
“Quando tornerà il sereno?” È il refrain del commissario Charitos, ma anche la domanda sottesa a tutto il libro. A dire che l’irrisolvibile quesito che attanaglia il personaggio principale del romanzo è il dubbio con cui, da un po’ di tempo a questa parte, ci svegliamo tutti, autore e lettori compresi.

Petros Markaris - L'esattore

Titolo originale: ΠΕΡΑΙΩΣΗ
Traduzione di Andrea Di Gregorio
341 pag., 18,50 € - Edizioni Bompiani 2012 (Narratori stranieri)
ISBN 978-88-452-7037-6



L'autore



03 luglio 2012 Di Manola Lattanzi


03 luglio 2012

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti