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Recensione


Il respiro del drago di Michael Connelly

"Harry Bosch! L'uomo che ha tutte le risposte!"
Bosch non aveva tempo di scherzare. Le si avvicinò e andò dritto al punto.
"Barb, mi serve il tuo aiuto."
Starkey si accorse del tono preoccupato e aggrottò la fronte.
"Che cosa c'è, tesoro?"
Bosch le mostrò il cellulare.
"Ho ricevuto un video. Ho bisogno di ingrandirlo e di vedere al rallentatore per tentare di riconoscere il posto. Si tratta di un rapimento."
Starkey indicò gli schermi che aveva davanti e disse: "Sto esaminando questo 211 a West...".
"Si tratta di mia figlia, Barbara. Ho bisogno che mi aiuti subito."





Proviamo per un attimo a immaginare di non aver mai sentito parlare di Harry Bosch. Non abbiamo mai letto un romanzo di Connelly, non conosciamo questo detective scontroso, disincantato, sempre più solitario. Apriamo Il respiro del drago e cerchiamo di capire se un lettore estraneo a questo universo letterario, che aggiunge con questo titolo la quindicesima stella (ma dall'osservatorio italiano, perché il cielo sopra Philadelphia conta 19 astri), riuscirebbe a orientarsi facilmente. La risposta è sì, ma non c'erano dubbi. Uno scrittore sempre ai vertici delle classifiche di vendita internazionali, osannato dai lettori e amato dalla critica, che con il passar degli anni non è caduto nella trappola della ripetitività passiva, è certamente attento a creare ogni capitolo di una serie in modo da renderlo collegato, ma al tempo stesso indipendente dagli altri.
In ogni caso, è giusto ricordarne i fondamentali.


Chi è Harry Bosch e perché parlano male di lui
Nasce nel 1950 a Los Angeles da Marjorie Phillips Lowe. Viene chiamato Hieronymus Bosch in onore del pittore olandese, ma subito soprannominato “Harry.” Resta orfano a soli 11 anni quando la madre, una prostituta, viene assassinata.  Cresce tra convitti e famiglie adottive. Arruolatosi, trascorre due anni in Vietnam. Harry torna a Los Angeles e entra nel LAPD - Los Angeles Police Department - nel 1972. Diventa detective dopo cinque anni. Ha lavorato a lungo dall'Unità Casi Irrisolti, poi è passato alla Squadra Speciale Omicidi (il primo episodio in questa nuovo incarico è La città buia).
Un duro, un introverso, un padre part-time (o anche meno), uno che vuole condurre il ritmo, pilotare l'azione. Non un uomo da ruolo marginale. Non un uomo che cerca il consenso. E così, molti - non solo delinquenti - ce l'hanno con lui.


L'indagine di Harry Bosch: una questione molto personale
Non siamo abituati a vedere Bosch così coinvolto sul piano privato: con il suo compagno di lavoro Ferras, padre di tre bambini piccoli di cui due gemelli, alle prese con le difficoltà di gestire il tempo tra lavoro e famiglia, ma soprattutto con la figlia tredicenne Maddie, quasi sempre a Hong Kong con la madre, tranne un paio di settimane all'anno. Bosch scopre a sue spese l'importanza e la profondità del legame con quella ragazzina, quando una sua indagine a Los Angeles - partita dall'omicidio di un commerciante cinese in un emporio di liquori in periferia - che coinvolge la Triade, la mafia cinese, si ripercuote proprio sulla figlia, che viene rapita a Hong Kong. E si trova anche a fare i conti con l'amore che ancora prova verso la moglie, malgrado siano passati anni dal divorzio.
È più difficile seguire piste quando si è coinvolti in prima persona. E sarà più difficile superare questa indagine - dove nulla è come sembra - che porterà a conseguenze drammatiche anche sul piano personale.


"Harry scese nella mensa, che apriva alle sette ma che era ancora deserta: il grosso del personale del dipartimento lavorava ancora al Parker Center. Il trasloco nel nuovo edificio procedeva a rilento. Prima alcune squadre di detective, poi la parte amministrativa, e solo alla fine tutti gl altri. Era stata un'apertura in sordina, e la cerimonia d'inaugurazione della nuova sede non avrebbe avuto luogo prima di due mesi. Questo significava che, per il momento, in mensa non c'erano code, ma nemmeno un gran menu. Bosch scelse la classica colazione del poliziotto: caffè e due ciambelle."

Passato e futuro di Harry Bosch

Ecco l'elenco dei romanzi - con link a recensioni e schede-libro - che l'hanno visto protagonista sino a oggi e quelli già pubblicati negli USA e non ancora tradotti in italiano.


Michael Connelly - Il respiro del drago
Titolo originale: Nine Dragons
Traduzione di Stefano Tettamenti e Giuliana Traverso
355 pag., 19,90 € - Edizioni Piemme 2012
ISBN 978-88-384-6880-3



L'autore


Michael Connelly
Michael Connelly

Filadelfia, Pennsylvania, 1956

Scrittore statunitense di thriller. Laureatosi in ingegneria nel 1980 comincia a lavorare presso la redazione di alcuni giornali. Nel 1986 produce un reportage insieme ad altri due giornalisti intervistando i sopravissuti di un disastro aereo. Il loro lavoro viene candidato per il Premio Pulitzer. In seguito a questa esperienza Connelly trova impiego come giornalista criminologo al "Los Angeles Times".
Aveva deciso di diventare scrittore di thriller già ai tempi dell'università dopo avere scoperto i romanzi di Raymond Chandler e ha sfruttato gli anni passati da giornalista per studiare da vicino il lavoro della polizia e lo svilupparsi delle indagini che seguivano i delitti di cui si occupava.
La maggior parte dei suoi libri riguarda le indagini di un detective del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, Hieronymus "Harry" Bosch: il suo nome è lo stesso del famoso pittore olandese, di cui la madre del detective era affascinata. Connelly è particolarmente attento a far emergere l'evoluzione psicologica del suo protagonista, al di là degli stereotipi narrativi del genere "hard boiled". Molti dei libri di Connelly sono ambientati a Los Angeles.
Dal libro Debito di sangue è stato tratto l'omonimo film diretto da Clint Eastwood. Con molta ironia lo scrittore, in un romanzo successivo Il buio oltre la notte, ha fatto commentare causticamente il film ai suoi stessi personaggi, in un piacevole intreccio tra realtà e finzione.
I suoi libri sono stati tradotti in 31 lingue diverse; in Italia sono editi da Piemme.

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07 giugno 2012 Di Giulia Mozzato


07 giugno 2012

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