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Recensione

Divorzio alla turca copertina

Divorzio alla turca di Esmahan Aykol

Perché nessuno dei miei autori aveva mai fatto morire un personaggio di morte “naturale”? perché non potevo trarre consiglio dalle mie innumerevoli letture?
Semplice: perché un giallo non può ruotare intorno a qualcuno morto per cause naturali. Non c’è giallo senza delitto.
I gialli sono razionali, logici e privi di dettagli inutili; portare il lettore fuori strada è tabù, tutti gli elementi della trama si accordano perfettamente. Nella vita reale non è certo così.


Quanto è simpatica, questa Kati Hirschel protagonista della serie di gialli della scrittrice turca Esmahan Aykol! Più la conosciamo e più ci piace. Invecchia bene come il buon vino. Mettiamo in chiaro: Kati non è vecchia, è sulla quarantina. Lei stessa scherza sulla sua età, sulla sua corporatura (se avesse una taglia XS non piacerebbe agli uomini turchi), sul suo bilinguismo dovuto al fatto che suo padre era un ebreo tedesco (“Non vengo mica pagata per tenere in allenamento i connazionali che vivono in Turchia. Credete che a me non manchi il tedesco? Certo che mi manca, ma non mi sembra un buon motivo per rompere le scatole a una perfetta sconosciuta.”). Ha la battuta facile, Kati Hirschel. Dà l’impressione di una che si sveglia sempre di buon umore (tranne la mattina seguente ad una cena in cui ha bevuto troppo insieme al poliziotto che la corteggia) e porta con sé l’allegria. Per chi ancora ignorasse la sua presenza sulla scena del genere giallo, Kati Hirschel è una detective non-detective. È appassionata di libri gialli ed è la proprietaria dell’unica libreria esclusivamente ‘gialla’ di Istanbul. È una ficcanaso e si trova sempre a indagare su qualche caso che sembra proprio caderle sui piedi: Kati non resiste, è come un cavaliere che parte a lancia in resta. E bisogna dire che ha il fiuto di un cane da tartufo: riesce sempre ad arrivare per prima a sciogliere il mistero, anzi, è lei che indirizza la polizia sulla giusta strada.

Divorzio alla turca ha un titolo che occhieggia al famoso film di Germi del ‘61, Divorzio all’italiana, e, a grandissime linee, possiamo immaginare quale sia l’argomento. Eppure, anche se, quando apprendiamo della morte di Sani, sposata al rampollo di una ricchissima famiglia stambuliota ma in procinto di ottenere il divorzio da lui, avvertiamo anche noi odore di bruciato, niente ci rovina il piacere della lettura che procede frizzante e ci riserberà parecchie sorprese. Perché i tempi sono cambiati rispetto agli anni ‘60 del film italiano, la motivazione dell’omicidio non è così scontata. Ma si tratta poi di omicidio? Parrebbe che Sani sia caduta in casa, che sia stato un incidente. Naturalmente Kati non ne è convinta e le interessa andare a fondo perché conosceva di vista la bella Sani, pranzavano spesso allo stesso ristorante (pranzi a base di insalata per Sani, non certo per Kati).


I gialli di Esmahan Aykol hanno un altro pregio, oltre alla presenza della simpatica protagonista. Nella maniera leggera che si confà al tono dei romanzi, ci rivelano aspetti ‘bui’ della società turca, truffe e crimini che purtroppo non sono ai danni di una sola persona. In Divorzio alla turca veniamo a sapere dell’inquinamento in Tracia, dove le concerie non rispettano affatto le norme per lo smaltimento dei prodotti tossici, l’aria ha un puzzo insopportabile, l’acqua è imbevibile, i morti per cancro superano la media. E veniamo a sapere anche di un’organizzazione più o meno segreta per l’indipendenza della Tracia. Il fatto che la defunta Sani fosse a capo di un’associazione ambientalista dal nome di “Turchia verde” e che si battesse per impedire lo scempio del territorio, ha a che fare con la sua morte? Dopotutto il suo computer è introvabile…


Se arrivate a fine settimana stanchi e stressati, prendete in mano Divorzio alla turca. Non ho consiglio migliore da darvi per rilassarvi.

Esmahan Aykol - Divorzio alla turca
Titolo originale: Scheidung auf Türkisch
Traduzione di Emanuela Cervini
pagg. 318, 14,00 € - Edizioni Sellerio 2012 (La memoria)
ISBN 978-88-3892642-6


L'autrice


04 maggio 2012 Di Marilia Piccone

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