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Recensione


  • Il momento è delicato
  • Einaudi
  • 2012

Il momento è delicato di Niccolò Ammaniti

Farà caldo quella sera e sarai stanco di camminare.
Stanco di trovarti lontano da casa, stanco delle scarpe che ti fasceranno dolorosamente i piedi. Continuerai a camminare per un po' così, infilandoti a caso nel dedalo di stradine. Non avrai più voglia di controllare sulla mappa la tua posizione. Ti perderai, questa è la verità.


  • Finalista al Premio Chiara 2012

Il momento è delicato e Niccolò Ammaniti torna al racconto, il genere che l’ha lanciato, dopo oltre dieci anni, come si torna a un primo amore o a una passione mai sopita e coltivata in segreto per lungo tempo. Racconta Ammaniti: "C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di più. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati".
Di dedicarsi al racconto, Ammaniti non ha mai smesso, nemmeno dopo la grande fortuna dei suoi romanzi. Il momento è delicato contiene i racconti scritti negli ultimi venti anni, in onore a un genere affascinante, che mira direttamente alla perfezione, eppure sempre meno quotato. Il racconto, frutto di un accuratissimo labor limae, non ammette sbagli, cadute, imprecisioni. E quando riesce nel suo intento, è vera “goduria”, dice Ammaniti. “Se dovessi fare un paragone azzardato, il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte”. Ma nonostante questo, il racconto non vende: è una delle prime cose che Ammaniti ha imparato scrivendo. Per il racconto il momento è sempre stato delicato. Lo ripeteva il suo editore, Gian Arturo Ferrari, ogni volta che Ammaniti proponeva una nuova raccolta. E ora che viviamo un momento veramente delicato, gli è sembrato giusto intitolare così questo libro.

Cosa dobbiamo aspettarci da questi racconti, dunque? Varietà di temi e stili, la mescolanza di generi del miglior Ammaniti, che spazia con leggerezza dall'horror al pulp al grottesco alla farsa alla commedia all'italiana. "Un vero scrigno di autentici gioielli", insomma, di racconti divertenti che non risparmiano una critica anche feroce alla società contemporanea.
I protagonisti sono quasi sempre persone comuni, il vicino della porta accanto, lo studente squattrinato o il marito fedifrago. Storie di vita quotidiana, come la morte di una donna anziana o la separazione di una coppia, ma anche vicende grottesche e quanto mai assurde, come l’apparizione improvvisa di un mostro o l’incontro di un maniaco sessuale con una presunta Alba Parietti a Villa Borghese, o ancora la storia di uno studente che rischia di essere colto in flagrante nel mezzo di un incontro con la figlia della sua professoressa d’italiano.

Dei sedici racconti che compongono il libro, due dei quali scritti a quattro mani con l’amico Antonio Manzini, alcuni sono già apparsi su rivista o su antologie varie, e coprono un arco temporale molto vasto, che va dal 1993 – quando Ammaniti, ancora studente all’Università, scrisse il suo primo racconto – al 2012. Anche questo va tenuto presente se consideriamo la diversità stilistica e di genere che caratterizza la raccolta.



Niccolò Ammaniti - Il momento è delicato
367 pagg., 17,50 € - Edizioni Einaudi 2012 (Stile libero big)
ISBN 978-88-06-21240-7


L'autore

Niccolò Ammaniti
Niccolò Ammaniti

Roma, 1966

Scrittore italiano. Ha esordito nel 1994 con il romanzo Branchie (1997). Nel 1995 ha pubblicato il saggio Nel nome del figlio, scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti Fango. Suoi racconti sono usciti nelle antologie "Gioventù cannibale" (1996) e "Tutti i denti del mostro sono perfetti" (1997).
I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco e russo. E' del 1999 Ti prendo e ti porto via, mentre nel 2001 pubblica per Einaudi Io non ho paura (diventato nel 2003 un film di Gabriele Salvatores).
Nicolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. Fa un pò male è il libro pubblicato nel 2004 che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma minore, in una periferia pasoliniana ricca di storie e personaggi grotteschi.
Ha vinto la 61° edizione del Premio Strega nel 2007 con Come Dio comanda, che nel 2008 diventa un film di Gabriele Salvatores.
I suoi libri sono tradotti in 44 paesi.

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15 maggio 2012  


15 maggio 2012

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