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Recensione

Il Il segreto di Piazza Fontana copertina

Paolo Cucchiarelli - Il segreto di Piazza Fontana. Il libro che ha ispirato il film


La rappresentazione della strage ha diversi protagonisti e una peculiarità: basta guardare lo stesso personaggio da una diversa prospettiva e il suo ruolo nella raffigurazione muta, anche radicalmente.

Vai alla scheda del film di Marco Tullio Giordana che ha preso spunto dal libro.


Chi è… Stato?” recitavano improvvisati cartelli visti al funerale delle vittime della bomba alla banca Nazionale dell’Agricoltura, pochi giorni dopo quel tragico 12 dicembre del ’69.
Era un amarissimo calembour che sarebbe diventato proverbiale, proponendo per primo la coincidenza agghiacciante fra l’impunità dei responsabili di un gesto senza precedenti per efferatezza e alcuni settori deviati di quello stesso Stato che avrebbe dovuto proteggere i suoi cittadini.
Il libro di Cucchiarelli ha sollevato, al suo apparire nel 2008, un bel polverone.
L’ipotesi che il giornalista avanzò, e che oggi ribadisce, forte di un'indagine durata dieci anni, è che alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, quel giorno ad esplodere furono due bombe, e non una sola.
La prima, secondo Cucchiarelli sarebbe stata piazzata da Pietro Valpreda, l’anarchico appartente ad un gruppo romano che fu disconosciuto dalla Federazione Anarchici Italiani perché pesantemente infiltrato da elementi di provenienza ambigua o eversiva.
La seconda bomba, invece, sarebbe stata piazzata daun neofascista a poca distanza dalla prima, per anticiparne la detonazione e potenziarne l’effetto distruttivo.
Valpreda sarebbe stato una pedina abilmente manovrata, insomma.
Latore di una valigia che lui credeva contenere una carica più modesta di esplosivo, l’attentato del quale si rese complice sarebbe dovuto essere, nella sua intenzione, solamente dimostrativo.
Un botto a banca ormai chiusa, poco tempo dopo la fine delle contrattazioni.
Le cose andarono poi diversamente, com’è noto, e il risultato furono diciassette morti e centocinque feriti.
Dietro i neofascisti che avrebbero ordito l'attentato a mezzo degli "ingenui" e "idealisti" anarchici come Pinelli, una copertura istituzionale atta a favorire l'instaurazione della cosiddetta strategia della tensione.
A quarantacinque anni da quel momento, ci sono faldoni contenti centinaia di migliaia di pagine, documenti, sentenze, le librerie traboccano di libri e nuovi film arrivano al cinema a raccontare un pezzo importante e drammatico della nostra vita repubblicana.
Ma manca ancora la verità.


La Banca Nazionale dell'Agricoltura dopo lo scoppio della bomba

La vicenda è intricatissima e complessa, oppure – come sostiene in una testimonianza l’ex agente del Sisde Silvano Russomanno – straordinariamente semplice, a seconda di come la si voglia guardare.
Si può fare molto, e molto è stato fatto, in effetti, per rendere invisibile ai più quel che da subito è stato in realtà sotto gli occhi di tutti.
Il libro di Cucchiarelli si compone di quattro parti naturalmente collegate fra loro: nella prima, quella attorno alla quale si è avuto il consenso più ampio, accosta un dramatis personae molto utile, un riassunto della storia processuale che si è conclusa - è bene ricordarlo - con l'assoluzione di tutti gli imputati. Eccezion fatta per gli uomini dei servizi segreti, condannati per aver depistato... anche se cosa dovessero coprire attraverso il loro depistaggio non è ben chiaro, come fa notare lo stesso Cucchiarelli.
Poi, attraverso un serrato tour de force documentale e d'inchiesta, Cucchiarelli inanella un elenco di tutto "quello che manca" per una ricostruzione attendibile e veritiera dell'accaduto: micce scomparse, timer spariti, piste dimenticate e bugie politiche.
Nella seconda parte, si dà corpo alla teoria del "doppiaggio" fascista dell'attentato anarchico, teoria che informa l'intera ricostruzione fatta dal giornalista. Qui si cerca di far quadrare un cerchio che non si è mai riusciti a far quadrare completamente attraverso l'ipotesi che ha fatto infuriare moltissimi. E allora ecco i due taxi a Piazza Fontana, uno che avrebbe portato Valpreda e l'altro il suo doppelganger fascista. Pinelli e l'altro ferroviere anarchico, più tutta un'incredibile (ma in effetti suffragata da diversi elementi) ridda di analogie, coincidenze, sovrapposizioni e ubiquità che spingono Cucchiarelli a ritenere di aver imbroccato la strada giusta.
Nella terza parte, intitolata "La strategia dell'infiltrazione e della provocazione", si dà conto di come si fosse arrivati all'operazione Piazza Fontana, raccontando con dovizia di particolari quella "seconda linea" di cui il neonazista Franco Freda fu massimo teorico: un livido, agghiacciante milieu eversivo che si mescolò a certe frange anarchiche per sfruttarne strumentalmente la debolezza, ed esacerbare così il livello di scontro senza esporsi direttamente o comunque confondendo le acque.
Nell'ultima parte del libro la zoomata è ad aprire, sulla situazione politica generale e i legami di quell'evento particolare - la strage di Piazza Fontana - con tutto ciò che stava accadendo in Italia. 
Qui, com'è facile immaginare, l'elenco delle risultanze è troppo ampio per poter essere efficacemente riassunto in poche righe.
Diremo giusto che si racconta molto bene di come cordate politiche (e trame atlantiche) si adoperarono by any means necessary per orientare le scelte di una democrazia ancora fragile.


Un disegno di Milo Manara

Nell’appendice aggiunta a questa nuova edizione aggiornata, si cita - fra le altre - la testimonianza di un anonimo che all’epoca dei fatti fu fascista particolarmente attivo e (evidentemente) dotato di ottime entrature.
A un certo punto, sollecitato dal giornalista, l’uomo si sfoga. “Nessuno vuole più raccontare”, sostiene, “quello che all’epoca sapevano tutti, e cioè che c’erano anche i ‘camagni’, i camerati-compagni”.
Camagni? Invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia, ma è più immediatamente leggibile: compagni-camerati. Comperati.
Un'area rimossa dalla coscienza collettiva di personaggi ambigui, orrendi, violenti e facilmente asservibili alle trame eversive che si intrecciarono a più livelli, in quegli anni.
Oggi è giusto che si faccia luce, e il libro di Cucchiarelli ha sicuramente il merito di tener vive le braci di un dibattito che non dovrà mai sopirsi.

Paolo Cucchiarelli - Il segreto di Piazza Fontana
700 pag., 19,80 euro - Ponte alle grazie
ISBN 9788862205368


L'autore



23 marzo 2012  

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