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RECENSIONE

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Titolo Il profumo della rugiada all'alba
Autore Danticat Edwidge
Dati 221 p., rilegato
Prezzo € 16,50
Prezzo IBS € 14,03
Editore Piemme
EAN 9788838475528
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Il profumo della rugiada all'alba di Edwidge Danticat

Quando tutti furono tornati nei banchi, il coro attaccò Silent Night. Non placata dalla dolcezza della melodia e delle parole, Anne pensò che non sarebbe mai più andata a messa con suo marito. E se qualcuno avesse fissato lui come la figlia fissava quell’altro? E se lo avessero riconosciuto e gli si fossero avvicinati per guardarlo in faccia?

Gli squadroni della morte seguono tutti lo stesso copione, dovunque si trovino e in qualunque tempo agiscano. Arrivano quando è notte, o nell’ora che precede l’alba come i “dew breaker”, quelli che infrangono la rugiada e che danno il titolo al bel libro della scrittrice haitiana Edwidge Danticat. Quando la paura si è smorzata nel sonno e il brusco risveglio toglie ogni speranza che il nuovo giorno sorga nella normalità. Indossano cappotti di pelle e pesanti stivali come i nazisti oppure gli occhiali a specchio come i Tontons Macoutes del dittatore François Duvalier che avevano preso il nome dallo spauracchio dei bambini delle leggende creole, l’uomo nero che rapiva i bambini. Era difficile che chi era stato portato via a forza dai Tontons Macoutes riapparisse. Se accadeva, era una persona diversa, fiaccata nel corpo e nell’anima, che non avrebbe mai dimenticato il viso del suo torturatore. Né tantomeno le sevizie subite.

Il romanzo di Edwidge Danticat è formato da capitoli con personaggi diversi. Adesso vivono a Brooklyn, c’è qualcosa nel loro passato che li accomuna. E c’è un personaggio che passa come un’ombra sul fondo delle loro storie - non lo sappiamo ancora, ma è il protagonista del primo e dell’ultimo capitolo che sono come un ‘dopo’ e un ‘prima’, che spiegano tutto.

“Mio padre è sparito”, è questa la frase che inizia il libro e che pare riecheggiare parole impaurite di un tempo passato, in un’isola lontana.
Ka Bienaimé si trova in Florida dove è andata insieme al padre per consegnare una sua scultura all’acquirente, un’attrice televisiva di origine haitiana.
La scultura è pregna di significato. Ritrae il padre di Ka che è rappresentato come una figura dolente, il simbolo di tutte le vittime della dittatura di Papa Doc.
Il padre ha sempre raccontato a Ka di essere stato in prigione e che la cicatrice che gli deturpa il volto è la conseguenza della violenza dei miliziani. Suo padre era affascinato dalla cultura egizia, soprattutto dal loro culto dei morti, dal rito funebre durante il quale il cuore del defunto veniva messo su una bilancia che avrebbe rivelato il peso dei peccati.
Di certo Ka non immaginava che il cuore di suo padre potesse pesare tanto. Che si fosse costruito un’altra identità, che avesse sempre mentito, perché - come le dice dopo essere ritornato in albergo, dopo aver distrutto la scultura che rappresentava un falso - “Ka, tuo padre era il cacciatore, non la preda”.



Il tema della sconvolgente scoperta delle colpe dei padri non è nuovo nella letteratura
. Ricordiamo un altro libro edito sempre da Piemme, La prima vita di Heshel Rosenheim di Michael Lavigne, o Vati di Peter Schneider, o Lasciami andare, madre di Helga Schneider, in cui i genitori colpevoli erano criminali di guerra nazisti.
Il film Music box (1989) di Costa-Gavras portava sul grande schermo la storia della giovane donna avvocato americana che scopriva che il padre aveva fatto parte dell’organizzazione delle Croci Frecciate in Ungheria.
Edwidge Danticat racconta le sofferenze del popolo haitiano nei lunghissimi trent’anni (dal 1957 al 1986) della dittatura di François Duvalier prima e di suo figlio poi
. E lo fa in un romanzo polifonico per dar spazio ad esperienze diverse una dall’altra - diversi i motivi degli arresti (a volte del tutto futili, come nel caso della ragazza che aveva rifiutato un invito essendo già fidanzata), uguale la violenza e la crudeltà sadica con cui erano stati trattati, uguale la memoria indelebile che in un caso aveva portato ad una innocua follia.
Tre voci
sono, per così dire, fuori del coro, rappresentano delle varianti della sofferenza. Sono le voci di Ka Bienaimé (il padre dice che lei è il suo angelo custode), di sua madre (“come fai ad amarlo?”, le chiede la figlia) e di suo padre: che cosa si prova ad essere la figlia o la moglie di un assassino? Che cosa prova l’assassino quando il velo di sangue non gli copre più gli occhi?


I tumulti di un paese, carnefici e vittime, colpa ed espiazione: sono questi i temi dell’ottimo nuovo romanzo della Danticat.

Danticat Edwidge - Il profumo della rugiada all'alba
Titolo originale - The Dew Breaker
Traduzione di Maria Clara Pasetti
pagg. 221, 16,50 € - Edizioni Piemme (Letterature straniere: Testi)
ISBN 9788838475528


L'autrice


22 febbraio 2012 Di Marilia Piccone


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