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| Titolo |
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L'amore filosofo |
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| Autore |
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Cruz Manuel |
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| Dati |
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235 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 25,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 21,25 |
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| Editore |
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Einaudi |
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| Collana |
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Saggi |
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| EAN |
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9788806210908 |
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L’amore filosofo di Manuel CruzSe qualcuno mi proponesse l’alternativa, dovendo scegliere tra amare ed essere amato, per me la risposta sarebbe indubbia: la cosa veramente importante è amare. Ciò che da fuori – cioè da parte di chi non è innamorato – può essere visto come generosità o disinteresse, rappresenta in realtà una dimensione costitutiva dell’amore. L’amore non pretende per sé come requisito previo quello di essere corrisposto.
L’amore è considerato argomento da romanzo o da cinema, non da saggio filosofico, e tuttavia, Manuel Cruz affronta l’impresa particolarmente rischiosa di scrivere filosoficamente su e dell’amore. Perché? Quando un’idea resiste nel tempo vuol dire da un lato che è fondativa, dall’altro che è dinamica. Se inoltre, nel suo evolversi, continua a produrre discorso ha un senso discuterne e ha senso farlo, come in questo caso, partendo da esempi concreti disposti su un asse cronologico di lunga durata: dall’amore platonico alla caritas agostiniana; dalla passione carnale di Abelardo ed Eloisa all’amore egotistico ed egoistico di Nietzsche per la russa Louise Andreas-Salomé; dall’“amore necessario” di Sartre e Simone de Beauvoir alle esperienze di Arendt e Foucault.
L’amore filosofo disegna dunque una vera e propria filosofia della storia dell’amore, una ricostruzione dell’evoluzione che il concetto ha subito nei secoli attraverso l’esperienza personale e scrittoria che ne hanno fatto i filosofi. Come è cambiata la percezione dell’amore, cosa ne è oggi, si chiede Cruz? La risposta è un testo dalla struttura aperta: ciascun capitolo infatti presenta una prima parte documentaria per poi lasciare spazio ad una riflessione rivolta alla contemporaneità.
La prima domanda, forse un po’ maliziosa, che sorge di fronte ad un libro di questo tipo è: qual è, se c’è, il telos dell’opera? L’autore si serve di esempi casuali scelti fra le esperienze di vita di alcuni filosofi piuttosto che di altri, ma cosa sta cercando di dirci? La nostra concezione dell’amore è il frutto di un “monumentale Super Ego culturale”, la somma delle diverse opinioni che si sono sedimentate nel tempo, deriva dalla stratificazione di ciò che abbiamo appreso negli anni.
Ma cosa distingue noi moderni da Platone o da Spinoza nel modo di amare? Una contingenza imperante ed esasperante, dice Cruz senza mezzi termini: la persona amata è tale ma potrebbe essere anche un’altra: l’idea dell’incontro con il compagno come momento privilegiato per la costituzione di un’identità precisa e monolitica - quella del buon borghese, padre di famiglia e marito o della donna madre e moglie, tipica di un certo periodo storico - non ci appartiene più, al suo posto è subentrato il riconoscimento della reale complessità dell’individuo, si è imposta la presa di coscienza che l’amore porta con sé tanto i tratti del dionisiaco quanto quelli dell’apollineo. Una volta venuti meno i caratteri della certezza, della necessità, della predestinazione, vale ancora la pena provare l’ebbrezza della “lacerazione costituiva” “che caratterizza l’amore contemporaneo”?
Manuel Cruz - L'amore filosofo Titolo originale: Amo, luego existo. Los filósofos y el amor Traduzione di Federica Niola pagg. 235, 25 € - Edizioni Einaudi (Saggi) ISBN 9788806210908
L'autore
| 17 febbraio 2012 | | Di Manola Lattanzi |
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