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RECENSIONE

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Titolo Il male quotidiano
Autore Gardella Massimo
Dati 290 p., brossura
Prezzo € 17,50
Prezzo IBS € 14,88
Editore Guanda
Collana Narratori della Fenice
EAN 9788860886248
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Massimo Gardella - Il male quotidiano. L'ispettore Jacobi indaga - Guanda


Tra un conato e l'altro, quella voce cosciente e spietata che si fa sentire quando è richiesta lucidità in situazioni critiche, ripeté un mantra che ormai Jacobi recitava quasi quotidianamente: lascia perdere, tanto non cambia niente.

AAA. Acque torbide e limacciose nasconderebbero delitti raccapriccianti fra fauci pesce siluro grandezza ragguardevole. Investigatore disilluso cercasi per ristabilire verità scomoda. Astenersi perditempo.
A perdere tempo, in realtà, Remo Jacobi è un maestro: cinquant’anni, divorziato, senza figli, persuaso segretamente che nell’eterno scontro fra bene e male quest’ultimo sia destinato a prevalere, egli bordeggia fra i lividi argini del Po e la grassa provincia pavese, mentre malumori esistenziali assortiti gli rendono l’umore più plumbeo di un giorno piovoso di gennaio.
Questo fino a quando un ritrovamento agghiacciante non lo spingerà a prendere posizione, a spendersi in prima persona per perseguire un po’ di bene - quel bene verso il quale lui tenderebbe per natura - nel tentativo disperato di contrastare il male che impregna i nostri giorni. Il male quotidiano.
Jacobi si colloca, con quel cognome suggestivo, a metà strada fra un matematico e un filosofo tedeschi; e in effetti un certo pensoso atteggiamento nei confronti della vita, mediato da un approccio razionale, sembrerebbero suffragare l’ipotesi di un omaggio tributato da Gardella a due numi formativi.
Ma il nostro Jacobi non è tedesco, è rumeno; e quel suo non essere completamente italiano, come dice di lui in tono diffidente il questore, anticipa e riassume uno dei temi che
sottendono all’architettura de Il male quotidiano: l’alterità.



Quella siderale distanza fra se stessi e le cose del mondo in cui si vive è una mozione di sfiducia mossa alla propria capacità di riparazione: Jacobi si sente impotente, e la sua tendenza ad insabbiare le inchieste che conduce è il segno di una resa che pare invincibile.
L’indagine prende le mosse da un delitto ripugnante, che Jacobi scoprirà essere punta di un iceberg di traffici loschissimi che hanno luogo attorno al fenomeno del pescaturismo, sport in nome del quale carovane di uomini si riversano sulle barche per fare strage di pesci.
Questa attività convoglia sulle rive del fiume un teatro di varia umanità e indicibile squallore. In mezzo a coloro che non vedono l’ora di pescare giganteschi siluri per mettersi in mostra assieme alle loro catture, c’è davvero di tutto, incluso un misterioso gruppo le cui vicende si intrecciano con le pagine più oscure e rimosse della storia recente d’Europa.
Sotto questa storia di persone cattive che fanno cose ancor più cattive, dietro un’indagine che nel suo dipanarsi mette a nudo e certifica il vuoto pneumatico sul quale poggia una certa idea di Europa, Gardella traccia un affresco credibile e drammatico: il male quotidiano, ci pare di capire mano a mano che andiamo avanti nella lettura, è la nostra indifferenza, più densa e viscosa di un olio venefico, capace di guastare ogni anelito vitale e renderlo simile ad un rimorso.
Remo Jacobi, personaggio del quale – siamo certi – torneremo a sentir parlare, aggiunge un ritratto a tinte cineree, livide, alla galleria degli indagatori sui generis composta negli ultimi vent’anni dagli scrittori italiani di genere. Jacobi è un loser che si è macerato negli umori delle risaie e delle marcite di una provincia ormai cattiva, incapace di redimersi nei rituali del buon vivere che l’hanno contraddistinta a lungo ma che oggi non la rappresentano più.

Massimo GardellaIl male quotidiano
294 pag., 17,50 euro – Guanda
ISBN 9788860886248



L'autore


02 febbraio 2012  


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