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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Stieg e io. La storia d'amore da cui è nata la Millennium trilogy |
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| Autore |
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Gabrielsson Eva; Colombani Marie-Françoise |
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| Dati |
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170 p., ill., brossura |
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| Prezzo |
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€ 16,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 13,60 |
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| Editore |
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Marsilio |
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| Collana |
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Gli specchi |
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| EAN |
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9788831711234 |
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Stieg e io. La storia d'amore da cui è nata la Millennium trilogy di Eva GabrielssonLa sera dell’inumazione di Stieg speravo di sopravvivere per un anno. In occasione del primo anniversario della sua morte, speravo di imparare di nuovo a vivere. Oggi la parola che scrivo serenamente è “vivere”. La mia famiglia, il mio lavoro, i miei impegni, i miei amici me lo permettono ogni giorno.
Stieg e io. Questo libro è una dichiarazione d’amore. Che non avrebbe bisogno di essere scritta in parole se Stieg, l’uomo a cui la dichiarazione è rivolta, fosse ancora a fianco di quell’“io” che è Eva Gabrielsson, la compagna della sua vita per trentadue anni. E invece Eva ha trovato necessario parlare della sua vita con Stieg, perché parlare significa ricordare, significa prolungare ancora l’esistenza dell’altro finché si raccolgono i frammenti dei ricordi, significa ritardare il silenzio. C’è poi un altro motivo per cui Eva Gabrielsson ha voluto far rivivere Stieg in queste pagine - il desiderio di chiarire, una volta per tutte, la situazione relativa alla trilogia di “Millennium”, di mettere a tacere chiacchiere e illazioni riguardo ai proventi dell’opera, alla contesa con il padre e il fratello del suo compagno e all’esistenza di un quarto volume della serie.
In Svezia, dove qualunque cognome sembra appartenere a molte persone, ci sono tanti Larsson, ma, per qualunque appassionato lettore, c’è un solo Stieg. Che fa Larsson di cognome ed è diventato un mito da quando è stato pubblicato Uomini che odiano le donne, il primo volume della famosa trilogia. Inutile ricordare qui la fine drammatica di Stieg Larsson: di questi tempi è una morte precoce, quella che arriva a cinquant’anni; quando poi qualcuno muore ad un passo dal traguardo, senza aver potuto godere del successo delle sue fatiche (come è successo a Stieg Larsson, che non è riuscito a vedere il suo libro pubblicato), sembra una beffa del destino.
 | Stieg Larsson e Eva Gabrielsson
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“Non avrei mai voluto scrivere questo libro. Parla di Stieg, della nostra vita insieme, ma anche della mia vita senza di lui.” È il dolore di un’assenza che domina le pagine del libro di Eva Gabrielsson. E come un’assenza possa anche essere una presenza costante è uno dei misteri dell’amore. D’altra parte come è possibile abituarsi, convivere con un’assenza, quando si è vissuto fianco a fianco per trentadue anni? Nessuno è in grado di ricostruire la vita e la personalità di Stieg Larsson meglio di Eva - dall’infanzia con i nonni al riinserimento di Stieg in famiglia quando era già nato suo fratello, dal primo incontro nel 1972 (Stieg aveva solo diciotto anni) e la condivisione delle idee politiche (erano gli anni della guerra in Vietnam) alla partenza di Stieg per l’Africa (in missione per la Quarta internazionale). E poi l’università, gli amici, il lavoro di Stieg per un’agenzia di stampa, nel 1979, da cui si farà licenziare dopo vent’anni perché non aveva ancora ottenuto un posto fisso. Dopo di questo, il volo: la rivista Expo e la trilogia di Millennium. Eva Gabrielsson non solo sa tutto, per quanto sia possibile sapere tutto di un altro, della vita di Stieg Larsson, ma sa anche tutto sulla creazione dei romanzi che noi lettori abbiamo amato, che abbiamo trovato grandiosi ed entusiasmanti. Sa tracciare l’origine dei vari personaggi, ‘chi’ siano in realtà o a chi siano ispirati, sa dirci come abbiano deciso insieme, lei e Stieg, di dove farli abitare, o di dove far svolgere alcune scene, come sia nato il personaggio della mitica Lisbeth Salander, come Mikael Blomkvist non sia Stieg Larsson anche se condivide con lui molte opinioni e lotte ed è, come lui, incorreggibile e incorruttibile.
Avvertiamo che è una gioia dolorosa, per Eva, parlare del compagno della sua vita. Resta poi, invece, solo il dolore misto ad incredulità quando Eva deve raccontare delle beghe seguite alla morte di Stieg, quando diventa chiaro che la vecchia e invecchiata istituzione del matrimonio ha pur sempre la sua importanza, quando si tratta di eredità. Per qualche motivo Stieg ed Eva avevano sempre rimandato il matrimonio, ci avevano pensato anche di recente, poi sembrava che non fosse neppure necessario con il contratto che la casa editrice aveva proposto a Stieg. La morte non aveva aspettato il contratto.
Stieg e io non è un ‘gran’ libro ma è una lettura che non può fare a meno di appassionare chi ha amato la trilogia. Perché, anche se non è Mikael Blomkvist, Stieg balza fuori da queste pagine con la forza del suo personaggio: un uomo con un’onestà e una purezza di ideali che fanno pensare a Don Chisciotte o a un eroe integerrimo di altri tempi.
Eva Gabrielsson con Marie-Françoise Colombani - Stieg e io Traduzione di Raffaella Fontana pagg. 170, 16,00 € - Edizioni Marsilio 2012 (Gli specchi) ISBN 978-88-3171123-4
L'autrice
| 02 febbraio 2012 | | Di Marilia Piccone |
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