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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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La sconosciuta del lago |
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| Autore |
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Verde Nicola |
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| Dati |
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293 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 18,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,20 |
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| Editore |
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Hobby & Work Publishing |
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| Collana |
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Giallo & nero |
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| EAN |
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9788878519732 |
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La sconosciuta del lago di Nicola VerdePerché si è così attratti dal lato oscuro? A Malerba capitava spesso di chiederselo.
Ma lui non provava, forse, quella stessa attrazione? Scrutare nella vita degli altri. Era anche per questo che s’era fatto commissario?
Lo spunto è reale. Se cercate su Google trovate la notizia della donna trovata morta il 5 luglio 1955 sulle rive del lago di Castelgandolfo. La denuncia alla polizia era stata fatta solo una settimana dopo, perché il meccanico e il sacrestano che si erano imbattuti nel cadavere avevano avuto paura di essere coinvolti. La donna fu poi identificata come Antonietta Longo, domestica presso la famiglia di un medico. L’autopsia rivelò anche che aveva abortito da poco. Il colpevole non fu mai scoperto.
Il commissario incaricato delle indagini si chiama Leopardo Malerba - ci vuole del coraggio incosciente a dare un nome così ad un figlio. Leopardo come il felino maculato che avanza agile verso la preda. Leopardo Malerba è tutt’altro. “Sembri un papero!”, lo sbeffeggia la moglie. Perché avanza a piedi divaricati, goffo nella sua pinguedine. Basso, per di più. E poi, ha un soprannome: Mezzacanna. Orribile. Dice tutto di lui, delle dimensioni di quello che si vede e di quello che non si vede. È anche per questo che frequenta i casini (la legge Merlin che ordina la chiusura delle case di tolleranza è del 1958). Anzi, no, frequenta un solo casino dove incontra sempre la stessa donna, così evita il pericolo di sentirsi chiamare Mezzacanna. E a volte porta qualche donna in un appartamento, una di quelle che aggancia nei dintorni della stazione, dove è solito aggirarsi. Tuttavia è anche sposato, il quarantacinquenne Leopardo Malerba. Con un figlio un po’ ritardato che lui non ama.
Per la prima metà del libro si alternano i capitoli in cui seguiamo l’azione del commissario, da quando arriva sul luogo dove è stato rinvenuto il cadavere, e quelli in cui prende la parola la sconosciuta che è stata uccisa. Il far parlare i morti è una tecnica narrativa resa famosa da Amabili resti, il romanzo di Alice Sebold adattato per lo schermo con la regia di Peter Jackson, e potrebbe essere stucchevole se non fosse perché questa è una voce così nostrana, di ragazza del popolo che ha per modello Sofia Loren e che sogna leggendo fotoromanzi. La sconosciuta vorrebbe essere sepolta con un nome, e il suo è un racconto che sembra quasi disseminare indizi, prima di tutto per essere riconosciuta (la sua infanzia, la madre, la sorella, il patrigno) e poi perché venga fermato il colpevole. Il ritmo accelera, da quando il cadavere viene identificato. Lei, la donna morta, ha meno bisogno di fare sentire la sua voce, altri parlano per lei. I membri della sua famiglia, i suoi datori di lavoro, il giovane figlio dei ‘padroni’ che era innamorato di lei - vengono tutti interrogati dalla polizia e i loro racconti fanno tornare in vita quella ragazza bella e vivace che, prima di rientrare in casa, si lavava la faccia per togliere le tracce del trucco, che era stata vista qualche volta sulla strada che portava al lago, seduta sul sellino di dietro di una moto Gilera.
Il finale sorprende tutti tranne, forse, i lettori più attenti, che hanno seguito le tracce, come briciole di pane lasciate nel bosco dal bambino Hänsel della favola dei fratelli Grimm.
Nicola Verde - La sconosciuta del lago 293 pagg., 18,00 € - Edizioni Hobby & Work Publishing (Giallo & Nero) ISBN 9788878519732
L'autore
| 20 gennaio 2012 | | Di Marilia Piccone |
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