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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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I dispiaceri del vero poliziotto |
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| Autore |
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Bolaño Roberto |
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| Dati |
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304 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 19,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,15 |
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| Editore |
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Adelphi |
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| Collana |
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Fabula |
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| EAN |
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9788845926556 |
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I dispiaceri del vero poliziotto di Roberto BolañoE cos'è che impararono gli allievi di Amalfitano? Impararono a recitare a voce alta. Mandarono a memoria le due o tre poesie che più amavano per ricordarle e recitarle nei momenti opportuni: funerali, nozze, solitudini. Capirono che un libro era un labirinto e un deserto. Che la cosa più importante del mondo era leggere e viaggiare, forse la stessa cosa, senza fermarsi mai. Che una volta letti gli scrittori uscivano dall'anima delle pietre, che era dove vivevano da morti, e si stabilivano nell'anima dei lettori come in una prigione morbida, ma che poi questa prigione si allargava o scoppiava. Che ogni sistema di scrittura è un tradimento. Che la vera poesia vive tra l'abisso e la sventura e che vicino a casa sua passa la strada maestra dei gesti gratuiti, dell'eleganza degli occhi e della sorte di Marcabruno. Che il principale insegnamento della letteratura era il coraggio, un coraggio strano, come un pozzo di pietra in mezzo a un paesaggio lacustre, un coraggio simile a un vortice e a uno specchio. Che leggere non era più comodo che scrivere. Che leggendo s'imparava a dubitare e a ricordare. Che la memoria era l'amore.
"Romanzo: da anni lavoro a qualcosa che si intitola I dispiaceri del vero poliziotto e che è IL MIO ROMANZO", scrive Roberto Bolaño in una lettera a Carla Rippey del 1995. I dispiaceri del vero poliziotto è un progetto concepito da Bolaño a fine degli anni Ottanta, sviluppato contemporaneamente ad altri lavori e portato avanti fino alla morte. Esce ora per Adelphi nella traduzione di Ilide Carmignani, in una versione che è il risultato della collazione fra i documenti dattiloscritti e quelli ritrovati nel computer dell'autore. "Si è scelto di seguire la disposizione dei file contenuti nel computer dell'autore e di rispettare i criteri da lui stabiliti nelle cartellette numerate e provviste di titolo. Quest'edizione risponde al preciso intento di offrire al lettore il romanzo così come è stato ritrovato, con la massima fedeltà possibile. Correzioni e modifiche sono state ridotte al minimo indispensabile", precisa Carolina López, vedova dell'autore, in una nota editoriale. Come 2666, I dispiaceri del vero poliziotto è un testo incompiuto ma non incompleto, che aderisce all'idea di opera in continua gestazione, frammentaria, provvisoria, senza fine, che è un tratto distintivo della produzione di Bolaño. Probabilmente avrebbe dovuto presentarsi come un libro parallelo e complementare a 2666 e I detective selvaggi - come un altro, estremo tentativo del grande scrittore cileno di sparigliare le carte, dopo lo sforzo di comprensione e pazienza richiesto al lettore nella precedente opera -, dal momento che ritroviamo qui materiale e personaggi già noti, come Amalfitano, la figlia Rosa e Arcimboldi (a quest'ultimo è dedicata una sezione bio-bibliografica che sembra un vero e proprio scarto), in altre vite e situazioni: "un grandissimo godimento letterario e metaletterario al tempo stesso", scrive Matteo Codignola nell'introduzione.
Chi è il poliziotto del titolo? "Il poliziotto è il lettore, che cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo", commenta Bolaño. Vita e romanzo coincidono, tutto è illusione e tutto è realtà. Non c'è un finale - perché l'unico finale possibile è la morte -, e la tensione si concentra tutta nello svolgimento. Non c'è nessun mistero da scoprire nelle ultime pagine. Siamo persi nell'edificio caleidoscopico costruito dall'autore, e il percorso devia continuamente, torna sui suoi passi, si biforca, aprendo nuove porte che conducono in stanze inesplorate. Come gli allievi di Amalfitano, impariamo che un libro è un labirinto e un deserto, che la letteratura ci insegna il coraggio per perdersi nelle vite altrui e trovarsi all'improvviso davanti alla propria.
Dopo essere stato espulso dall’Università di Barcellona per omosessualità, il professor Amalfitano, vedovo cinquantenne, arriva in Messico con la figlia Rosa per iniziare una nuova vita e insegnare alla mediocre università di Santa Teresa. A Barcellona lascia alcuni buoni amici e Padilla, il suo primo amante, con cui continuerà a intrattenere una concitata relazione epistolare. Il suo nuovo amante, Castillo, è un falsario di dipinti di Larry Rivers. Di sua figlia Rosa, invece, si innamora il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho Monje. Nel mezzo di tutto questo, una serie di digressioni letterarie e artistiche, di classifiche, di biografie, sogni rivelatori, visioni premonitrici, scambi epistolari.
Provocatorio, irriverente, visionario, I dispiaceri del vero poliziotto incrocia universi e storie in un fluire dinamico che continuamente si richiama e si lega a precedenti scritture. Un lavoro che appartiene sicuramente al miglior Bolaño.
“Bolaño attraversa con un’efficacia stupefacente due tradizioni fra loro ostili: la tradizione avventuriera, selvaggia, spontaneista, della narrativa beatnik e l’erudizione, la raffinatezza culturale e la densità letteraria della narrativa intellettuale. Praticamente fa congegnare due linee letterarie che erano antagoniste: Kerouac e Borges, potremmo dire. Mi sembra che tutti gli scrittori che lavorano su questo tipo di ‘riconciliazioni’ producano un effetto liberatorio, di entusiasmo, contagio e vitalità. Sono scrittori che rendono possibile la letteratura. Credo che sia questo che le nuove generazioni trovano in lui: un orizzonte di possibilità”. Alan Pauls
Roberto Bolaño - I dispiaceri del vero poliziotto Titolo originale: Los sinsabores del verdadero policía Traduzione di Ilide Carmignani 304 pagg., 19 € - Edizioni Adelphi 2011 (Fabula) ISBN 978-88-4592655-6
L'autore
| 25 gennaio 2012 | | Di Sandra Bardotti |
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