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Recensione

Demone copertina

Demone di Thierry Hesse

Ancora una volta: Elena era ebrea? Non cambia nulla, ovviamente, riguardo alle circostanze della sua morte, all’ingiustizia di cui fu vittima, ma per me cambia molto. Se Elena non era ebrea, come capire il suo atteggiamento negli ultimi mesi, la sua fiducia assoluta in Franz, la sua solidarietà con gli ebrei, l’ebraicità rimossa di mio padre? Come capire anche chi sono io?  

LIBRO SCELTO DA WUZ PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 - GLI ALTRI TITOLI

C’è un demone e ci sono demoni nel romanzo Demone del francese Thierry Hesse.
C’è il demone interiore, il daimon di Socrate, uno spirito-guida che spinge Pierre, voce narrante del libro, a fare quello che fa, ad andare in Cecenia sotto copertura giornalistica o a partire per luoghi colpiti da catastrofi naturali.
E poi ci sono i demoni della Storia, gli agenti del male, i dittatori tiranni come Stalin e Hitler e tutti coloro che operano in loro nome. E, alla base di tutto, dietro le vicende che vengono raccontate nel romanzo, c’è una domanda che echeggia nascosta in tutte le pagine: qual è l’origine del Male? C’è una spiegazione per il Male?


La storia della vita di Léon Rotko è importante per capire lo sconcerto che assale Pierre davanti alla rivelazione di un passato che lui eredita per diritto, che gli fa scoprire una sua identità inaspettata, problematica e impossibile da ignorare. Un passato che pesa così tanto su Léon Rotko da indurlo a togliersi la vita dieci giorni dopo aver parlato con Pierre, riappropriandosi del suo vero nome, Lev. Lev Rotko, è così che ha dato disposizione che venga inciso sulla sua tomba.

Soltanto alcune cose sono certe, nella storia che il padre racconta al figlio. Che da bambino ha vissuto a Stavropol’, città della Russia sud-occidentale. Che nel 1942, all’età di nove anni, suo padre e sua madre lo hanno affidato ad un conoscente russo che lo aveva fatto crescere insieme ai suoi propri figli in un kolchoz: una decisione dolorosissima e prova dell’amore più grande, perché l’avanzata nazista non lasciava speranze.
Suo padre e sua madre - Franz ed Elena - erano scomparsi.
Uccisi come? Su un camion all’interno del quale gli ebrei venivano gassati, un’anticipazione rudimentale delle perfezionate camere a gas dei campi? Con una fucilata alla nuca, come gli ebrei trucidati a Babi Yar?
Comunque Lev era rimasto tra i contadini per nove anni prima di andare all’università. E poi la fuga dal tempismo inconsapevole e perfetto: quando aveva preso il posto di un bulgaro sull’aereo che lo portava fuori dall’Unione Sovietica, Lev non sapeva che Stalin era morto. Era il 5 marzo 1953.



Il pannello che fa da sfondo al romanzo di Thierry è vasto - deve contenere la storia d’Europa del ‘900 e non solo. Perché la Storia non ha interruzioni e il presente, la trasformazione dell’Unione Sovietica, il suo frantumarsi, il lavoro di Putin dietro le quinte - tutto questo ha radici nel passato. Così come le catastrofi naturali che affascinano Pierre sono la controparte naturale delle tragedie che hanno spazzato il mondo. E la trama del romanzo è fatta, sì, dal desiderio di Pierre di approfondire le origini di quella sua famiglia per metà ebrea e per metà russa (chissà se Elena era ebrea, forse no), e dalle ricerche da lui fatte in tal senso.
Ma c’è dell’altro. Dietro alla sua decisione di andare in Cecenia ci sono sentimenti complessi, c’è una rielaborazione metafisica dell’essenza del Male, c’è la volontà di vivere sulla propria pelle l’atmosfera di minaccia incombente vissuta dai suoi nonni e quella di ampliare la concezione stessa di genocidio, di trasformare l’accezione della parola ‘ebreo’ in un significato che non ha più a che fare solo con la religione. L’ebreo diventa per Pierre l’uomo abbandonato da tutti. I ceceni diventano gli ebrei odierni perché “si trovano in condizioni eccezionali dove più niente protegge la loro vita”. E allora l’esperienza di Pierre in Cecenia è un tentare di scoprire gli echi della storia della sua famiglia in una storia che non è affatto la sua.


È un libro che può suscitare polemiche, quello di Thierry Hesse, e si può ben capire il perché. Ma è un libro che affascina per il sovrapporsi continuo di Storia e storie, di tempi e luoghi e ideologie.

Thierry Hesse - Demone
Titolo originale: Démon
Traduzione di Maurizio Ferrara
468 pagg., 18,50 € - Edizioni Fazi (Le strade)
ISBN 9788864111872


L'autore


20 gennaio 2012 Di Marilia Piccone

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