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Recensione


Il nuovo libro di racconti di Andrea Camilleri - Il diavolo, certamente - inaugura la nuova collana Mondadori, Libellule.


Ancora dopo cinque anni che erano sposati, Manlio non riusciva ad abiturasi al russare di Floriana. Già la prima volta che avevano dormito assieme, l'anno precedente il matrimonio, lui non aveva potuto chiudere occhio. Dopo l'amore, Floriana gli si era addormentata tra le braccia cadendo in un sonno profondo e subito aveva preso a russare.

L’officina di Andrea Camilleri non chiude mai, e questa sua prima prova per l’anno 2012 - anno di millenarismi, apocalissi e profezie assortite - mette in fila un bel numero di stuzzicanti esercizi di stile sopra un tema caro allo scrittore siciliano: che non è esattamente il male, come il titolo preso a prestito e parafrasato dal film di Robert Bresson lascerebbe supporre, quanto piuttosto la capacità inesauribile e diabolica che hanno gli uomini di remare contro sé stessi, sabotando con le proprie grottesche e goffe macchinazioni la possibilità di essere felici.
Accanto alla nostra stupidità, e per emendare almeno in parte il tasso complessivo di entropia al quale siamo condannati, lavora senza posa il caso, che nel suo tracciare eleganti traiettorie fra i dettagli delle nostre vite mostra spesso di essere intelligente, o perlomeno di avere un certo gusto.
Già, i dettagli. È proprio lì che si nasconde il diavolo, com’è noto: e per un affabulatore come Camilleri dev’essere stato un piacere sublime esercitarsi nel gioco di congegnare piccoli, perfetti dispositivi narrativi pronti a scattare come trappole attorno alla curiosità dei lettori.
Sbattiamo le ali come colibrì vicino al nettare che il papà di Montalbano dispensa a piene mani nei suoi racconti, non chiedendogli altro che di farci rimanere prigionieri della malìa.
“Non vi accadrà nulla, sapete? Sono solo storie, le mie”, sembra sussurrarci sornione all’orecchio, mentre già si frega le mani pregustando il piacere di raccontare. Ed ecco che il cantastorie di Vigata accontenta il nostro bisogno di storie, squadernando sotto i nostri occhi un teatrino cinico e intelligente, nutrito di figure gogoliane nella loro tragicomica statura.
Ci sono i due filosofi che si detestano e sembrano aver impostato la propria vita ciascuno via negationis all’altro.
Ci sono coppie che scoppiano (o rischiano di scoppiare) nel momento in cui uno dei due coniugi decide di intraprendere una terapia per mettere a tacere quella russata che da anni disturba i sonni dell’altro.
Ci sono amanti che si recano in gita di piacere all’estero occultando tutte le tracce, salvo poi venire scambiati per terroristi internazionali e messi alla berlina sulle prime pagine dei giornali.
Ci sono incontri consumati su di un tacco incastrato fra le griglie di una grata, e che attorno al ritardo che da quell’inconveniente discende apparecchiano tavole sontuose.
Ci sono, insomma, trentatrè variazioni su di un tema antico e sempre nuovo, un leitmotiv sul quale si è esercitato ogni scrittore che si possa dire attento ai sommovimenti dell’animo umano e al modo in cui l’imprevisto – unico vero motore di ogni possibile storia – spariglia le carte che avevamo preparato con tanta cura.
Ognuno è il volenteroso carnefice di sé stesso, sembra volerci dire Camilleri; ma lo scopriamo inesorabilmente troppo tardi, quando il celebre motto esistenzialista si rovescia nel suo doppio, facendo nascere il sospetto che se l’inferno sono gli altri, il diavolo siamo noi.
Certamente.

Andrea CamilleriIl diavolo, certamente
176 pag., 10 euro – Mondadori (Libellule)
ISBN 9788804617754



L'autore

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri

Porto Empedocle (Agrigento), 1925

Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, Andrea Camilleri vive da anni a Roma. 
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.
Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.
Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.
Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e Le inchieste del commissario Maigret con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni.
L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso. Nell’80 pubblica con Garzanti, Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela. Per 12 anni non escono più suoi romanzi. Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso.
Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 ha vinto il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata. Camilleri ha venduto più di 10 milioni di copie. È sposato, ha tre figlie e quattro nipoti. 

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11 gennaio 2012  


11 gennaio 2012

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