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Recensione

La bambina di neve copertina

La bambina di neve di Eowyn Ivey

Mabel sapeva che avrebbe trovato silenzio. In fondo, era ciò che voleva. Niente vagiti o vocine infantili. Niente grida giocose dei figli dei vicini per strada. Sulle scale di legno consumate dai passi di una generazione dopo l'altra, nessuno scalpiccio di piedini, niente giocattoli che sbattono sul pavimento della cucina. Si sarebbe lasciata alle spalle tutti i rumori dei suoi fallimenti e rimpianti, e al loro posto ci sarebbe stato solo silenzio.

C'era una volta nella gelida Russia una coppia di anziani coniugi che viveva in solitudine, senza figli. Un giorno escono in giardino e con la neve fresca e soffice modellano un pupazzo somigliante a una bambina. Come per magia il pupazzo si anima, diventa una vera bambina in carne e ossa. La coppia decide di chiamarla Snegurochka (in russo, "fanciulla di neve") e subito si affeziona alla creatura, adottandola proprio come fosse una nipote. Ma quando arriva l'estate, la bambina di neve è destinata a sciogliersi al calore del sole.

La popolarità della figura della fanciulla di neve nella tradizione russa è documentata da un numero importante di favole, racconti, leggende che la vedono protagonista. Alcune varianti la descrivono in compagnia di Nonno Gelo (il nostro Babbo Natale) a distribuire doni ai bambini; altre, al centro di una tragica storia d'amore. Viene classicamente raffigurata con lunghi capelli biondi, un lungo vestito azzurro con pelliccia ai polsini.

La bambina di neve
, il toccante esordio letterario di Eowyn Ivey, è una favola che nasce tra gli scaffali della libreria dove la scrittrice lavora, in Alaska. Lì, tra i libri per bambini, Eowyn ha scoperto l'antica favola russa della bambina di neve narrata da Freya Littledale e illustrata da Barbara Lavallee; incuriosita da quel libro ha cercato e raccolto molte altre versioni della stessa fiaba. Affascinata dalla storia, Eowyn l'ha trasposta in Alaska, il paese in cui è cresciuta e dove attualmente vive con il marito e due bambine. Il risultato è un romanzo magico e delicato che incrocia la tradizione russa con l'esperienza di vita dell'autrice in una terra fredda e inospitale come l'Alaska.


Siamo nel 1920. Mabel e Jack sono una coppia avanti con gli anni. Si sono appena trasferiti dalla Pennsylvania in Alaska, in cerca di pace e tranquillità, di silenzi infiniti capaci di colmare il vuoto straziante di un bimbo perso dieci anni prima. Ma la vita nelle gelide terre dell'Alaska, con una fattoria da mandare avanti, poca esperienza e un po' di anni sulle spalle, non è facile. La realtà che trovano è diversa da quella immaginata: l'Alaska non regala nulla facilmente e ogni giorno ti mette davanti a una dura prova di sopravvivenza. È selvaggia, indifferente agli sforzi dell'uomo, arida, desolata. Jack bada a procurare il cibo per sé e sua moglie, ma sente che le sue forze sono ormai inadeguate allo sforzo richiesto. Mabel si prende cura della casa, ma sprofonda ogni giorno di più nella solitudine e nella depressione.
Una sera, quando i primi fiocchi di neve sanciscono l'arrivo dell'inverno, Jack e Mabel escono di casa e si lasciano catturare dall'incanto della neve che cade. Si lanciano palle di neve, giocano come bambini, costruiscono un pupazzo che ha le sembianze di una bambina. Ma il giorno dopo, il pupazzo è svanito, e al suo posto è rimasto solo un mucchietto di neve. E in lontananza, come un miraggio, una bambina vestita di azzurro che sfugge tra gli alberi. Ha il cappotto e gli stivali bordati di pelo bianco. Il viso incorniciato da quello scuro e vellutato di un cappello di zibellino, e porta la sciarpa e i guantini azzurri lasciati da Mabel sul pupazzo di neve il giorno prima.
La bambina tornerà più volte e si avvicinerà a Jack e Mabel, che la accoglieranno come la figlia che non hanno mai avuto. Si fa chiamare Pruina e vive nei boschi in compagnia di una volpe. Sa cacciare e sa procurarsi il cibo, non è la creatura indifesa e bisognosa di protezione che i due vorrebbero che fosse. La vita di Pruina appartiene al freddo della natura e alla neve. Non può restare con Jack e Mabel e vivere nella loro casa come fosse parte di una normale famiglia. Il suo destino è inevitabile e cambierà per sempre anche la vita dei due coniugi. Proprio grazie a lei, Mabel imparerà ad amare quella terra finora estranea e respingente e ad aprire il suo cuore a un nuovo guizzo di vita.


Alcune edizioni del libro


La bambina di neve
di Eowyn Ivey è una storia d'amore e di speranza, tenera e commovente, narrata con la semplicità e il tatto di chi sa avvicinarsi in punta di piedi all'interno del cuore umano e raccoglierne i più elementari sentimenti.
I caratteri dei protagonisti sono tratteggiati con cura ed efficacia, ma è l'Alaska che domina la scena del romanzo, la vera Musa ispiratrice dell'autrice, descritta con l'amore e il trasporto di chi ha imparato con il tempo a capirne il ritmo e il respiro, lasciando che fosse quella terra selvaggia, con la bellezza potente e violenta dei suoi paesaggi e della sua natura, a impossessarsi del suo cuore.


Eowyn Ivey - La bambina di neve
Titolo originale: The Snow Child
Traduzione di Monica Pareschi
409 pagg., 19 € - Edizioni Einaudi 2011 (Stile libero Big)
ISBN 978-88-06-20908-7


L'autrice


04 gennaio 2012 Di Sandra Bardotti

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