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RECENSIONE

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Titolo Le voci del bosco
Autore Corona Mauro
Dati 152 p., ill.
Prezzo € 11,00
Prezzo IBS € 11,00
Editore Biblioteca dell'Immagine
Collana Chaos
EAN 9788887881066
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Mauro Corona

Le voci del bosco


"Provate nel bosco di notte a battere violentemente le mani. Osserverete lo scatto irato e nevrotico del carpino, il sussulto del maggiociondolo, il brivido di paura del frassino e la rispostaccia dell'acero. In mezzo a quel trambusto provocato dal colpo a sorpresa, oscillerà discreto e calmo il movimento della betulla, appena distolta dai suoi pensieri."

Parlando di autori che sappiano raccontare la montagna con le sue stagioni e con i suoi boschi, come dimenticare Mauro Corona?
Lo scrittore di Erto, uno dei paesi tristemente noti per la catastrofe del Vajont, alla quale lui stesso fa cenno in queste pagine, ha vissuto tutti i suoi anni tra i monti e ne conosce ogni fascino e ogni pericolo.
Il libro che vi presentiamo non è stato pubblicato in questi mesi, ma, uscito nel 1998, è giunto alla 25.ma ristampa e per qualche settimana in dicembre è tornato a farsi vedere in classifica. La scelta è caduta su questo, ma potevamo parlarvi di un altro dei tanti, tantissimi tioli che ormai compongono la sua bibliografia di autore: tutti raccontano la montagna vista con l'occhio di chi la ama e la capisce.
Montagna è neve e roccia (che lui conocse bene come alpinista provetto), sentieri irti e cespugli ritorti in lotta con il freddo, stambecchi, marmotte e camosci, ma è anche bosco fitto sino ai 2000 metri con faggi e betulle, larici e carpini. È di questo che Corona ci parla.


E, dato che oltre che scrittore è anche un grande artista del legno (abilità che accomuna gli abitatori di tutto l'arco alpino, basti pensare alla Fiera di Sant'Orso manifestazione semestrale aostana la cui prossima edizione è prevista per il 30-31 gennaio 2007), entriamo con lui nella mentalità di chi osserva il bosco con passione e con rispetto, ma pensa anche alle qualità di quei legni, alle caratteristiche di ognuno di essi e alle voci, ai linguaggi, alle personalità che li distinguono nettamente.


maggiociondolo con spiriti dei boschi e boscaiolo stanco
Racconta l'amore per il maggiociondolo: "è come l'amico fedele che rimane nell'ombra ma è pronto ad intervenire in caso di bisogno. Di lui ti puoi fidare [...] Confesso che voglio bene al maggiociondolo e mi sono affezionato, anche perché è un albero che sa invecchiare senza il patetico bisogno di cosmetici antirughe".

Il rispetto per i faggi,
lavoratori laboriosi: "la fabbrica funziona perché ci sono i faggi che avvitano i bulloni e svolgono i lavori di manovalanza. Senza di loro la catena di montaggio non andrebbe avanti".

L'eccezionalità del tasso: "un albero fortunato ma fatto di cristallo, perciò non può essere usato per i lavori di sfregatura o di torsione, ovvero di fatica e sofferenza. I suoi compagni lo invidiano a tal punto che se tu dai un'arma al sambuco la prima cosa che fa è di partire per andarlo a uccidere. Il tasso è invidiato da tutti gli alberi del bosco".

E se il più testardo di tutti è il carpino, il più sfortunato degli alberi è il pioppo, "appena nato già condannato e siccome non può offrire nulla, tranne l'ombra di sé stesso, da nessuno è cercato". 

Impensierito dall'acacia, innervosito dal pino mugo, affascinato dall'abete bianco, attratto dal larice "l'albero che veglia sul sonno degli uomini" e dal cirmolo, un raffinato che ama le posizioni alte, vive tra i 1800 e 2000 metri e l'aria fine della montagna lo ha pulito e mondato dal superfluo, impregnandolo di essenze odorose e trasformandolo in un "contenitore di resine dagli effluvi straordinari", Mauro Corona ci fa guardare la foresta con occhi nuovi, scatenando in noi il desiderio di entrare in quel mondo di alberi diversi e unici, perdersi tra quelle fronde e ascoltare davvero le voci del bosco


Le prime pagine

il terribile uomo-albero della Val Bozzia
INTRODUZIONE

Le pagine che seguono questa breve introduzione, non contengono un trattato di botanica e nemmeno parole di assoluta verità. Ciò che in esse vi si potrà leggere sono "verità personali" suscitate da riflessioni indotte da oltre quarant'anni di vita nei boschi e dialoghi con le piante. Durante questo lungo tempo, ho capito che tutto, in natura, ha un proprio carattere, una personalità, un linguaggio, un destino. Osservando e ascoltando con attenzione il creato, è possibile udire la sua voce. Un torrente di montagna, dopo una settimana di pioggia, diventa grosso e tumultuoso. L'acqua assume un colore marrone e il rumore che fa scorrendo è cupo e assordante. In quel momento il torrente ci sta parlando, ci comunica di fare attenzione, di non attraversarlo perché sarebbe pericoloso. Gli alberi non si spostano, ma possiedono un loro carattere che comunicano in vari modi: con la bellezza, con l'oscillazione delle fronde, con la consistenza delle fibre. E anche con la diversa reazione che hanno nei confronti di chi li tocca. In queste righe si parla di loro e di uomini: a volte bene e altre male. E' chiaro che, colui che ha trascorso l'infanzia in compagnia del suo amato tiglio, cresciuto nel cortile di casa, non proverà simpatia per l'autore che, in un punto di queste pagine, maltratta quell'albero senza mezze misure. Ma, l'affetto personale (che io peraltro rispetto) per una cosa, non cambia in meglio il valore reale di quella cosa e, per me, il tiglio rimane un albero appariscente, ma debole e di scarso interesse. Anch'io preferisco tipi di piante ad altre che amo meno, e altre ancora che evito con cura. Come capita, del resto, nella vita, con gli amici, i compagni di lavoro, le donne, la gente. La simpatia che un albero può suscitare in noi e il valore che gli attribuiamo, sono soggettivi e ispirati da motivi personali non scevri di una complicità che nasce da un'inconscia affinità di carattere.
Così, il cattivo, senza quasi rendersi conto, proverà simpatia per il sambuco, il buono per il larice, il sempliciotto per il faggio e via dicendo.
Ma gli alberi, in fondo, non hanno nessuna colpa e, se non vengono provocati dall'uomo, che li toglie a volte brutalmente dal luogo di nascita, le loro miserie le tengono ben piantate nella terra. Gli uomini, invece, portano sovente e volentieri la loro cattiveria in giro per il mondo.

Mauro Corona

© 1998, Edizioni Biblioteca dell’immagine

Corona Mauro - Le voci del bosco
152 pag., 10,33 € - Biblioteca dell'Immagine 1998 (Chaos)
ISBN 9788887881066


L'autore



05 gennaio 2007 Di Giulia Mozzato


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