WUZ  
  HOME | giovedì 09 settembre 2010
Cerca nel sito
RECENSIONE

Ordina questo libro su IBS
Titolo Creature ostinate
Autore Bender Aimee
Dati 158 p., ill., brossura
Prezzo € 12,50
Prezzo IBS € 12,50
Editore Minimum Fax
Collana Sotterranei
EAN 9788875211110
Ordina questo libro su IBS
Aimee Bender

Creature ostinate


“Io sono il prato che si va seccando; tu le scuse mai offerte a parole; lui è la distanza fluttuante tra madre e figlio; lei il primo gesto che crea un silenzio abbastanza completo da far addormentare il bambino.
I miei geni, il mio amore sono elastici e corda: costruisciti una struttura dentro cui riesci a vivere.”


Quando ho letto che il padre di Aimee è psichiatra allora ho capito.
Qualcuno, poi, mi ha detto che la madre è insegnante di danza e coreografa, e ho afferrato ancora meglio.
Il background personale della Bender, intendo. Sogno  e fisicità, libere associazioni da scrittura automatica e concretezza corporea, ecco l’inesorabile sostrato di ognuna delle quindici storie della raccolta.
Se volete che questi racconti vi piacciano, disarmate la vostra razionalità ed entrate in questo mondo assurdo e fiabesco come facevate da bambini, quasi che crederci fosse la cosa più normale. Tanto ci pensa Aimee a riportare tutti sulla terra, e prima o poi un fraseggio vi risucchierà nella più tangibile e sanguigna realtà. Mai il surreale è stato così quotidiano e ordinario.
Non chiedetevi in che paese vive, come si chiama e che lavoro fa l’uomo che compra nel negozio di animali un elegante omino in completo di tweed da tenere in una gabbia da uccelli. Non lo sapremo mai, come non sapremo mai la ragione per cui l’omino è così piccolo. Tuttavia, lo smarrimento iniziale si dissolve col narrare e toccherete con mano la straziante normalità del loro rapporto: diversità, passione, tortura e solitudine. A più di un lettore verrà in mente a questo punto la parola metafora, a ragion veduta, direi, soprattutto se il racconto si chiama Capolinea.

Suona come un non sense, ma resterà senza nome anche l’uomo che conobbe la donna. E capirà, tra un piatto di spaghetti e qualche carezza, che è in un gesti così semplici che si nasconde l’amore, e non in un’arrogante idea sottovuoto. Il racconto un nome ce l’ha: Conoscersi, più banale e surreale di così!


Certamente nessuno resisterebbe al chiedersi “che diavolo farei se la mia testa fosse a forma di zucchina?”. È evidente, invece, che i personaggi di Testa di ferro non si domandano nulla, nemmeno quando nascerà loro un figlio con un ferro da stiro, appunto, al posto della testa, anzi, della zucchina.

Si pone, viceversa, molti quesiti il bimbo nato con le dita a forma di chiave. Ragazzo fortunato, visto che riesce a risolverli tutti e a scoprire che l’ultima porta che potrà aprire ridarà la vita ad una persona, riuscendo a rispondere anche all’inevitabile prima domanda del lettore. Chi ha orecchi per intendere intenda, e detto in questa sede non è affatto scontato.

Le parole di Aimee, che ama scrivere appena sveglia, per beneficiare della vicinanza al mondo onirico, sono come le pennellate di Magritte, chiare, definite e e visionarie al tempo stesso. La sua è una prosa minimal e cristallina degna di Carver, ma talvolta così tanto virata al poetico, che il LA Times l’ha ribattezzata una Hemingway sotto acido.
Se siete pronti ad affrontare questo mondo bambinesco e violento, abbiate fede e andate a leggervi la mia storia preferita, Le fatiche di Giobbe, ma mi raccomando, state attenti a Dio.

Traduzione di Martina Testa.


Le prime pagine

In attesa della morte

Dieci uomini vanno da dieci dottori. Ciascun dottore dice a ciascun uomo che ha solo due settimane di vita. Cinque dei dieci uomini si mettono a piangere. Tre si infuriano. Uno sorride. L’ultimo resta zitto, pensieroso. Vabbè, dice. Non ha reazioni. Gli saltano addosso e lo ammazzano con le nude mani. Il dottore esce dallo studio e chiede scusa, al morto.
Mannaggia, dice un po’ timidamente, rivolto ai colleghi. A quanto pare ho sbagliato un’altra volta la data.
Non si possono mettere in conto gli omicidi o gli incidenti, dice un altro dottore col camice bianco immacolato.

Gli uomini tristi e infuriati e quello sorridente se ne vanno dallo studio medico. L’uomo sorridente non sa perché sorride. Si sente semplicemente sollevato. Aveva comunque in progetto di suicidarsi. Adesso non dipende più da lui. Gli altri gli ringhiano contro, con le mani nude chiazzate di di sangue, ma l’uomo che sorride è inquietante per quel suo sollievo e allora lo lasciano stare, temendo che, in qualche modo, possa accorciare le loro due preziose setttimane. Gli uomini infuriati si precipitano per primi fuori dalla porta; quelli che piangono escono subito dopo.
Lungo la strada si imbattono in un campo pieno di mucche. Le mucche ruminano in silenzio, con calma. Alla vista delle mucche gli uomini che piangono si intristiscono, perchè gli restano solo altre due settimane per guardare le mucche. Gli uomini infuriati, invece, alla vista delle mucche si infuriano ancora di più. In fondo, cos’hanno le mucche da stare così calme? Perchè le mucche possono ignorare bellamente la propria morte? Perchè il cielo è così azzurro e sereno?
Gli uomini infuriati corrono verso le mucche ma le mucche neanche se ne accorgono; più di tutto, le mucche vogliono continuare a ruminare. Un uomo infuriato si accascia in mezzo al campo e tempesta il terreno di pugni. Gli altri corrono via. I cinque uomini che piangono restano lungo il recinto, a piangere. Guarda com’è triste ed enorme la rabbia di chi è spacciato, pensano. Chi se n’era mai accorto che le mucche erano così belle? Perché non ho fatto il contadino? Perché non ho fatto il garzone in una fattoria? Perché lavoro in una palazzina piena di uffici?

Intanto, nella palazzina piena di uffici, i dottori controllano i propri taccuini e trovano un errore. Oops. Solo due dei cinque uomini cher piangono hanno veramente motivo di piangere. Gli altri tre sono in ottima salute. I dottori, imbarazzati, telefonano ai pazienti, che a quell’ora stanno piangendo abbracciati alle mogli, alle persone di cui sono innamorati o ai propri cani e gatti, in lacrime a loro volta.
Abbiamo un abuona notizia da darvi!, dicono. Abbiamo preso una cantonata. A quanto pare siete in ottima salute. Scusate il malinteso.  Uno degli uomini che piangono, ricevuta questa nuova prospettiva di vita, si trasferisce con la famiglia in campagna, dove mettono su un allevamento di capre. 
Gli altri due tornano alla loro normale routine. C’è mancato un pelo.
L’ultimo uomo infuriato sta ancora tempestando il campo di pugni. Il compagno lo chiama a gran voce nel buio della notte. Lui capisce che il suo uomo arrabbiato se ne stia da qualche parte a prendersela col mondo per l’ennesima volta, questo c’era da aspettarselo, ma non capisce perchè il dottore continui a telefonare.
Quello che aveva in progetto di suicidarsi è un altro a cui è stata fatta la diagnosi sbagliata, ma è impossibile contattarlo. Ha preso l’aereo ed è partito per la Grecia, e sta finalmente cercando di costruirsi una relazione. Dato che gli restano solo due settimane di vita, pensa che una volta tanto ha buone probabilità di trovarsi qualcuno accanto quando sarà sul letto di morte.

Gli altri due uomini che piangono muoiono. Uno attaccato a tanti tubi, l’atro nel suo letto. Muore anche uno degli uomini infuriati, mentre sbraiata nella vasca da bagno. Un altro ancora – ma la sua diagnosi non era sbagliata – è sempre lì che tempesta il campo di pugni.

© Minimum Fax

Bender Aimee - Creature ostinate
158 pag., 12,50 € - Edizioni Minimum Fax 2006 (Sotterranei)
ISBN 9788875211110


L'autrice



02 gennaio 2007 Di Silvia Del Ciondolo


Condividi su:


Copyright © 1996/2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati. Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.