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Recensione

Le Le ricette di Nefertiti copertina

Le ricette di Nefertiti di Bruno Gambarotta

"Dobbiamo puntare sul cibo, è lì che si concentra l'attenzione dei media."
"Il pubblico non ha alcuna curiosità di sapere se i papiri sono veri o falsi, ma se le ricette sono buone o no."


Una cena importante e formale, organizzata da Angelica - classica padrona di casa della Torino "bene" - per raccogliere, attraverso un'asta di oggetti "preziosi", fondi da devolvere in opere caritatevoli. Un consesso di insopportabili ricchi, superficiali parvenu anche piuttosto ignoranti. Per Paolo Maria Barbarasa, il marito di Angelica, studioso che lavoro al Museo Egizio di Torino nella Fondazione bancaria dei santi Pasquale e Scolastica, sempre trascinato a forza a questi eventi e costretto a fare il principe consorte (del resto non ha "appeso il cappello" quando ha sposato l'unica figlia bruttina di uno dei notai più importanti della città?) queste serate sono un supplizio. Questa volta però qualcosa rende l'evento molto più frizzante: la bella segretaria dell'associazione benefica, Alessandra, afferma di aver ricevuto un regalo da lui, importante e compromettente, che ha dovuto mettere subito all'asta per non mostrarlo al marito. Ma Paolo Maria non ha la minima idea di cosa stia parlando. Lo capisce poco dopo, quando un prezioso papiro che dovrebbe essere custodito nella sua scrivania finisce invece davanti al banditore, costringendolo a mentire sulla datazione del reperto e a sborsare una bella cifra per rientrarne in possesso.

"Tutto ha inizio con la collezione Mastranga, o meglio col momento in cui gli eredi decidono di venderla" e Paolo Maria viene incaricato dalla Fondazione per cui lavora che l'ha acquistata e donata al Museo Egizio, di catalogarla. Apparentemente un "guazzabuglio di materiali eterogenei" in mezzo ai quali ecco apparire il tesoro, l'arma del riscatto professionale e personale di Paolo Maria: "dodici fogli di papiro, accoppiati a foglietti di quaderno con brevi didascalie compilate a mano probabilmente dallo stesso collezionista, ognuno dei quali conteneva una ricetta dai probabili effetti afrodisiaci, tutti con il sigillo della grande Nefertiti". Bisogna darne notizia quanto prima, evitando che i colleghi si possano appropriare della scoperta. L'unico modo è studiare i papiri fuori dal Museo, a casa, all'insaputa di tutti tranne che del presidente della Fondazione, Carlo Martirolo. Ma Paolo Maria, tornato a casa dopo l'asta, fa una ancor più terribile scoperta: tutti i papiri sono scomparsi. In poco tempo capisce anche cos'è accaduto: Angelica, dopo aver trovato casualmente l'agenda personale in cui lui appunta tutte le fantasie erotiche fatte sulle donne che frequenta, ha deciso di fargliela pagare. E quale mezzo migliore se non inviare a queste donne un papiro in dono, accompagnato da un biglietto molto esplicito? Recuperare il tesoro sarà per Paolo Maria un'impresa titanica. Alla fine riuscirà a mostrare al mondo il ricettario di Nefertiti e salvare il matrimonio?


Questa storia, torinese sino al midollo, è la ghiotta occasione che Gambarotta coglie per sbeffeggiare un certo mondo sabaudo che mescola ricchezza e cultura in modo spesso azzardato. È la stessa Torino che già Fruttero e Lucentini avevano fotografato ne La donna della Domenica, dove persone arroganti senza dimostrare di esserlo, ricche senza darlo troppo a vedere, superficiali e spesso impreparate - che siano di origine borghese o aristocratica poco importa - si arrogano il diritto di gestire e indirizzare le scelte artistiche e culturali della città.
Qui e là troviamo anche riferimenti diretti o indiretti a personaggi esistenti. Alcuni vengono citati con il proprio nome, come Antonella Parigi, deus ex machina del Circolo dei Lettori, o Luciana Littizzetto, o la scrittrice Paola Mastrocola, Altri, descritti con maggior ironia, sono indicati con un nome fittizio. Uno per tutti: Kirsch, il presidente del Museo che non sa nulla di egittologia, "scrittore di grande respiro che racconta di suo papà, di sua mamma, dei suoi nonni. Sono libri che si leggono in mezz'ora, l'ultimo l'ho letto in dodici minuti".


E c'è anche una non tanto velata sottolineatura caustica verso la moda diffusissima di inserire per lo più forzatamente ricette e suggerimenti gastronomici in ogni tipo di romanzo.
Perché mai come adesso la cucina è di moda!


Bruno Gambarotta - Le ricette di Nefertiti
221 pag., 16,60 € - Edizioni Garzanti 2011 (Narratori Moderni)
ISBN 978-88-11-68394-0



L'autore



22 novembre 2011 Di Giulia Mozzato

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