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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Tredici racconti |
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| Autore |
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Cheever John |
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| Dati |
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189 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 16,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,03 |
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| Editore |
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Fandango Libri |
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| Collana |
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Mine vaganti |
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| EAN |
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9788860442444 |
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Tredici racconti di John CheeverSi sono dimenticati di noi. Tutto quello che sappiamo è inutile. Ma quando ripenso a quei giorni sulla strada, a quello che ho fatto e a quello che mi hanno fatto, è difficile che io provi amarezza. Si sono dimenticati di noi come ci si dimentica dei vecchi elenchi del telefono, degli almanacchi, delle lampade a gas e di quelle grandi case gialle con i cornicioni e le cupole che si costruivano una volta. Questo è tutto.
C'è un racconto di John Cheever, il primo della raccolta Tredici racconti (Fandango 2011), intitolato Fall River e pubblicato nell'autunno 1931 su The Left: A Quarterly Review of Radical and Experimental Art, che in un pugno di pagine riesce a restituire il clima di un periodo storico cruciale per gli Stati Uniti: la crisi che colpì l'economia americana all'alba degli anni Trenta, la Grande Depressione che mise in ginocchio il ceto medio e i piccoli risparmiatori. L'arrivo di una nuova primavera è lo sfondo di uno scenario di miseria, alienazione e speranze soffocate tra i lavoratori che osservano le fabbriche chiuse e i macchinari fermi. La rinascita della natura non trova corrispondenza nello stato d'animo di chi ha perso il lavoro e osserva indifferente lo scorrere del tempo. Anche i padroni annaspano inquieti, terrorizzati all'idea di dover passare un'altra stagione come la precedente. Solo i più ricchi non devono combattere contro la miseria, solo per loro la primavera è veramente arrivata. Questa discrasia tra una natura indifferente e una umanità dolente è il fil rouge che lega i racconti della raccolta. È una polarizzazione costante che ci accompagna e scandisce l'avvicendarsi delle stagioni. Il tempo scorre e la vita va avanti, portandosi dietro i segni della catastrofe.
In un periodo che appare senza futuro, i protagonisti dei racconti di Cheever si muovono miseri ma dignitosi per le grandi strade d'America, tra una natura estranea e una società che li relega ai margini. Sono uomini della media borghesia che hanno perso tutto e cercano di risollevarsi, operai, vagabondi, giocatori d'azzardo, attivisti comunisti. Sono anche donne - ballerine, spogliarelliste, mogli, madri, figlie-, indipendenti e in possesso di un'intelligenza genuina e di capacità di giudizio, e Cheever le ritrae con una voce fresca e naturale, partecipe delle loro esistenze.
Questi racconti non ci offrono solo storie e dipinti d'epoca, ma anche uno sguardo sinottico sulle vicissitudini della vita di Cheever e sulla sua carriera di scrittore. Ordinati cronologicamente dal 1931 al 1942 (unica eccezione: L'opportunità, 1949), costruiscono un tracciato in crescita del cammino percorso da questo scrittore essenzialmente autodidatta fino a raggiungere una voce immediata e intensa e uno stile asciutto e semplice, venato di sottile ironia, che caratterizzeranno la più fortunata produzione degli anni Cinquanta e Sessanta. Cheever fu un grande ammiratore di Hemingway e poi di Fitzgerald, e sul loro modello plasmò la sua prosa, che assunse nel tempo toni sempre più personali.
Molti dei racconti sono legati ai suoi frequenti cambi di residenza nel New England, tra Massachussetts, New Hampshire, Quincy, Yaddo, fino al trasferimento a New York nel 1934. Durante uno dei ritorni a casa scoprì che il padre, rappresentante di commercio, era stato licenziato e che il matrimonio dei genitori stava crollando, mentre la banca stava procedendo con il pignoramento della casa. Questo episodio è chiaramente riflesso in uno dei racconti più belli e dolorosi della raccolta, L'autobiografia di un commesso viaggiatore, anche se sarebbe sbagliato confondere fiction e autobiografia (Cheveer era molto infastidito dalla frequente confusione dei due ambiti).
Tredici racconti è un affresco corale di un'America che fatica a riprendersi ma conserva dignità e integrità morale, dietro il quale si cela uno scrittore umile e onesto, che considera la letteratura uno strumento per raccontare esistenze e renderle universali nell'amore e nella sofferenza.
John Cheever - Tredici racconti Titolo originale: Thirteen Uncollected Stories by John Cheever Traduzione di Leonardo Giovanni Luccone
L'autore
| 17 novembre 2011 | | Di Sandra Bardotti |
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