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Recensione

Scene da una battaglia sotterranea copertina
  • Scene da una battaglia sotterranea
  • Sur
  • 1900

Scene da una battaglia sotterranea di Rodolfo Fogwill

"Come...? Non avete mai mangiato un pichiciego...?", indagò quello di Santiago. "Da voi", domandò a tutti, "non si mangiano i pichiciegos?"
C'era gente di Buenos Aires, di Formosa, di Bahìa Blanca, si San Juan: nessuno aveva mai sentito parlare dei pichiciegos. Quello di Santiago raccontò:
"Il pichi è una bestia che vive sottoterra. Fa delle gallerie. Ha un guscio duro, una corazza, e non ci vede. Va in giro di notte. Tu lo prendi, lo rovesci e lui non riesce più a raddrizzarsi, resta lì a scalciare a pancia in su. È buono, più buono della viscaccia!".

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Los pichiciegos - titolo originale del romanzo di Fogwill - è un brillante esempio di scrittura di guerra: scritto "con dodici grammi di cocaina in due giorni e mezzo" nel giugno del 1982, racconta la storia di un gruppo di disertori dell'esercito argentino che, nel corso della guerra delle Malvine, si rifugia in una colonia sotterranea per scampare alla tragedia del conflitto. Il titolo scelto per l'edizione italiana non è casuale: la prima edizione uscita in Sudamerica si intitolava, infatti, Los pichiciegos. Visiones de una batalla subterránea. Definito dallo stesso Fogwill "un esperimento mentale", il libro punta a dimostrare il paradosso di quella guerra: a fronte del tentativo della dittatura militare argentina di unificare il Paese nell'avventura del conflitto contro la Gran Bretagna, Fogwill non fa che rimarcare le differenze tra le varie province del Paese, attribuendo a ogni pichi - che letteralmente significa "armadillo", ma come capiamo fin dalle prime pagine è il modo in cui si autodefiniscono gli appartenenti a questo gruppo di soldati - un particolare accento o qualche dettaglio che lo caratterizzi.

Il patriottismo è bandito: i pichis si schierano di volta in volta per l'una o per l'altra parte, a seconda di ciò che viene loro offerto. Barattano la loro collaborazione in cambio di sigarette, pile o zucchero. Fogwill non condanna questo atteggiamento, e lo propone anzi come qualcosa di assolutamente naturale in tempo di guerra. Ciò che muove i pichis è quindi qualcosa di diverso dagli obiettivi della guerra "ufficiale": non interessa loro il futuro delle Malvine, puntano semplicemente a cavarsela e ad uscire vivi dal conflitto, messi a dura prova dal freddo, dall'oscurità e dalla costante esposizione al pericolo.


Los pichiciegos potrebbe essere letto come "un'allegoria del sistema culturale argentino, con tutti i suoi 'aggiustamenti', gli scambi, i cambiamenti di casacca, la sottomissione a un potere autogenerato", dichiarava Fogwill nel 2006, in un'intervista di Martin Kohan per Ñ, il magazine culturale del quotidiano argentino Clarín. I pichis - sono argentini ma potrebbero essere di qualsiasi nazionalità ed epoca - sono persone senza un futuro né un passato comune, vivono intrappolati nel presente, non sono eroi né traditori, semplicemente uomini accomunati dalla voglia di vivere. Scene da una battaglia sotterranea non è un romanzo pacifista, ma un realistico resoconto di come le logiche della Guerra si ripercuotono sulla vita degli uomini che ne sono loro malgrado coinvolti.

Rodolfo Fogwill - Scene da una battaglia sotterranea
Titolo originale: Los pichiciegos
Traduzione di Ilide Carmignani
167 pag., 15 € - Edizioni Sur 2011
ISBN 978-88-97505-02-0


L'autore




27 ottobre 2011 Di Annamaria Arancio

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