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RECENSIONE

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Titolo Il diavolo nella cattedrale
Autore Schätzing Frank
Dati 459 p., rilegato
Prezzo € 18,60
Prezzo IBS € 18,60
Editore Nord
Collana Narrativa Nord
EAN 9788842914631
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Frank Schätzing

Il diavolo nella cattedrale



"Fiutò amore e ansia, paura, debolezza, odio e potere. Ogni cosa là sotto parlava di sé attraverso gli odori, gli raccontava della vita e della morte dietro quelle mura di pietra."

 Il successo internazionale di Il Quinto Giorno, il best seller di Frank Schätzing in cui un inquietante complotto sottomarino minacciava l’intero pianeta, ha destato l’interesse anche sui libri precedenti dell’autore tedesco, di cui è recentemente uscito in Italia Il diavolo nella cattedrale, il suo primo romanzo, scritto dieci anni fa, quando era noto solo come fondatore di un’agenzia pubblicitaria e di una casa discografica.
Come romanzo  d’esordio non è stato un impegno da poco, anche per la necessità di approfondite ricerche storiche: Il diavolo nella cattedrale è un giallo medioevale che mette a fuoco le complesse e spietate lotte per il potere nella Germania feudale, quando nella città di Colonia si scontravano le fazioni aristocratiche, i ceti mercantili e l’autorità ecclesiastica.   
Il simbolo della grandezza di Colonia, città natale dell’autore, è la maestosa cattedrale. Le ricerche di Shätzing sono partite da lì, dalla documentazione su quel monumento tanto colossale da risultare un vero prodigio architettonico, quasi inconcepibile per le conoscenze tecniche del XIII secolo. 
Leggere che il costruttore morì accidentalmente cadendo da un’impalcatura ha subito scatenato la fantasia dello scrittore, presentandogli davanti agli occhi una mano omicida intenta a spingere il malcapitato architetto: il punto di partenza ideale per una storia che opponesse i due volti della città, quello dei ricchi, rappresentanti del potere politico ed economico, e quello dei miserabili accampati a ridosso delle mura.
Il protagonista è appunto uno di loro, il ladruncolo Jacop, che assiste per caso alla caduta dell’architetto e ne raccoglie le ultime parole: da quel momento l’assassino lo perseguiterà per farlo tacere. A salvarlo sarà una donna energica, Richmodis, forse un po’ troppo intraprendente per quei tempi: molto autonoma e determinata, prenderà a proteggere Jacop e a indirizzare la sua vita verso una nuova direzione. Bisogna dire che tutte le protagoniste dei romanzi di Shätzing sono donne forti e intraprendenti, pronte a prendersi le loro responsabilità, sia che si schierino dalla parte del bene che da quella del male.
Un affresco convincente di una società medioevale dalle forti disparità sociali, in cui superstizione ed ignoranza alimentavano la corruzione e gli spietati giochi di potere.

Traduzione di Emanuela Cervini.


Le prime pagine

Prologo

Il lupo stava sull'altura e fissava l'imponente cerchia muraria illuminata d'oro.
Il suo respiro era regolare, i suoi fianchi possenti tremavano leggermente. Aveva corso per tutto il giorno attraverso le colline della regione, dai dintorni della roccaforte di Julich fin lì, dove la boscaglia terminava e lo sguardo poteva spaziare sulla città lontana, ma non era esausto né stanco. Mentre la palla infuocata del sole toccava l'orizzonte alle sue spalle, rovesciò la testa e si mise a fiutare l'aria alla scoperta dell'ambiente circostante.
Fu travolto da una marea di sensazioni. Percepì l'odore dell'acqua del fiume, del fango sulle rive, del legno marcio degli scafi. Inspirò i vari effluvi, un misto di animale, umano e artificiale: vini profumati e feci, incenso, torba e carne, corpi sudati e costose pellicce, sangue, miele, erbe, frutta matura, lebbra e muffa. Fiutò amore e ansia, paura, debolezza, odio e potere. Ogni cosa là sotto parlava di sé attraverso gli odori, gli raccontava della vita e della morte dietro quelle mura di pietra.
Voltò la testa.
Silenzio. Tutt'intorno solo il mormorio dei boschi.
Attese immobile finché la luce dorata, abbandonate le mura, non continuò a illuminare soltanto i merli delle torri. Un attimo ancora e si sarebbe spenta del tutto, consegnando il giorno all'oblio.
Al calare della notte, la valle si sarebbe tinta di nuovi colori cupi, che alla fine avrebbero lasciato il posto alle ombre. Allora i suoi occhi ardenti sarebbero stati le uniche luci.
Era vicino il tempo in cui i lupi sarebbero entrati nei sogni degli uomini. Il tempo del cambiamento e della caccia.
Con movimenti agili, il lupo scese di corsa dall'altura e si tuffò nell'erba alta e secca. Poco dopo era già scomparso.
Gli uccelli ripresero a cantare.

10 SETTEMBRE

ANTE PORTAS

«Fa freddo.»
«A sentire voi, fa sempre freddo. Siete veramente un miserabile pusillanime.»
Heinrich si strinse ancora di più nel mantello e lanciò uno sguardo irato al cavaliere al suo fianco. «Lo sapete che non è così, Mathias. Dite cose che non pensate. Fa freddo.»
Mathias alzò le spalle. «Scusate. Fa davvero freddo.»
«Voi non capite. Ho freddo al cuore.» Heinrich fece un gesto teatrale. «È perché dobbiamo ricorrere a mezzi simili! Dio misericordioso mi è testimone, nulla mi è più estraneo del linguaggio della violenza, ma...»
«Non vi è testimone», lo interruppe Mathias.
«Eh?»
«Perché mai Dio dovrebbe sprecare tempo prezioso per stare dietro a voi che strillate e vi lamentate? Mi stupisco perfino che siate riuscito a mettervi in sella a quest'ora.»
«Se permettete, state diventando insolente», sibilò Heinrich. «Volete portarmi un po' di rispetto?»
«Io porto a ciascuno il rispetto che merita.» Mathias fece girare il cavallo intorno a un carro di buoi rovesciato, che era emerso dall'oscurità proprio davanti a loro. La visibilità diminuiva rapidamente. Il sole aveva brillato per tutto il giorno, ma ormai era settembre e, di sera, freddo e buio calavano in fretta, poi saliva la nebbia e avvolgeva il mondo in un fitto mistero. Nel frattempo, si erano lasciati alle spalle le mura di Colonia, ora a più di mezzo chilometro di distanza, e loro avevano solo le fiaccole. Mathias sapeva che Heinrich se la stava facendo sotto dalla paura e trovava la cosa oltremodo divertente. Heinrich aveva i suoi pregi, ma tra quelli non c'era il co raggio. Spronò il cavallo per farlo accelerare, deciso a ignorare il compagno.
Visti i tempi che correvano, se proprio non si veniva buttati fuori, di solito nessuno si sognava di lasciare la città. I dintorni non erano sicuri. Ovunque si aggiravano gruppi di banditi e perdigiorno nonostante la pace che l'arcivescovo di Colonia, Konrad von Hochstaden, aveva proclamato di comune accordo con i principi ecclesiastici e laici delle zone circostanti. Era accaduto nel 1259, nemmeno un anno prima, ed esisteva un documento pieno di sigilli che lo testimoniava. Stando a quel pezzo di carta, viandanti e mercanti potevano finalmente attraversare la Renania senza correre il rischio di essere derubati e uccisi da cavalieri predoni e altri grassatori. Tuttavia, quello che in una certa misura di giorno funzionava, soprattutto quando si trattava di spremere denaro ai commercianti con la magra promessa di protezione, dopo il tramonto perdeva ogni valore. Solo poco tempo prima, nei campi fuori dalle mura, a pochi passi dalla Friesenpforte, avevano trovato il corpo di una ragazza violentata e strangolata. Era in un podere affidato a mezzadri. I genitori erano persone in vista, appartenevano a una dinastia di armaioli residente da generazioni nella Unter Helmschlàger di fronte al palazzo arcivescovile. Secondo alcuni, il demonio aveva attirato la giovane all'esterno con un incantesimo. Altri, invece, volevano vedere alla ruota il contadino nel cui campo era stato trovato il corpo. Non importava che fosse colpevole o no; bisognava stabilire come il cadavere di una ragazza perbene di ceto medio fosse finito proprio sul suo terreno. Anche perché nessun cristiano riusciva a spiegarsi che cosa stesse cercando la ragazza là fuori a quell'ora. Se si ascoltava più attentamente, però, all'improvviso tutti sapevano che la ragazza se la faceva con menestrelli e gentaglia ancora peggiore, mercanti di grasso della Schmiergasse e canaglie che era meglio non far nemmeno entrare in città. Se l'era cercata. Ormai chi credeva più alla pace?

2006, © Casa Editrice Nord

Schätzing Frank - Il diavolo nella cattedrale
459 pag., 18,60 € - Edizioni Nord 2006 (Narrativa Nord)
ISBN 9788842914631


L'autore

Frank Schätzing è nato nel 1957 a Colonia, dove vive tuttora. Dopo aver studiato scienza delle comunicazioni, ha fondato la prestigiosa agenzia pubblicitaria Intevi e, in seguito, l'etichetta discografica Sounds Fiction. Grazie al clamoroso successo del Quinto giorno è diventato uno degli autori più letti d'Europa.
Nelle pagine di Wuz trovate anche un'intervista del maggio 2005 sul Quinto giorno e una più recente sui suoi gusti personali.


12 dicembre 2006 Di Daniela Pizzagalli


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