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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Neanche i cani |
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| Autore |
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McGregor Jon |
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| Dati |
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189 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 18,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,07 |
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| Editore |
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Isbn Edizioni |
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| EAN |
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9788876382178 |
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Neanche i cani di Jon McGregorSfondano la porta a fine dicembre e portano via il corpo.
L'aria è fredda e stringe come una morsa, il cielo di un azzurro abrasivo, gli alberi sbiancati come ossa nella luce smerigliata del sole. Ci accalchiamo davanti alla porta chiusa.
Capita che a volte, nelle nostre civilissime città, venga rinvenuto il cadavere di qualcuno che è morto solo, nell'indifferenza generale. Capita più frequentemente di quanto immaginiamo. Sono senzatetto, tossicodipendenti, alcolizzati, reietti della società, che passano la loro vita ai margini, lasciati a se stessi, in solitudine, invisibili nella vita e nella morte. A queste esistenze derelitte cerca di dare corpo e parola l'intenso romanzo di Jon McGregor, Neanche i cani, che solo in Inghilterra ha venduto più di 60 mila copie, consacrando il talento dell'autore (già due volte finalista al Man Booker Prize, vincitore del Betty Trask Prize, del Somerset Maugham Award e del Young Writer of the Year Award del Sunday Times).
Neanche i cani inizia con una fine: il ritrovamento del cadavere di un uomo, Robert, che a causa dell'alcol ha perso tutto quello che aveva, compreso una figlia e una moglie. A raccontare la sua storia sono gli amici morti dell'uomo, sbandati come lui, che assistono alla scena e rievocano i giorni passati insieme nella casa in cui Robert è morto solo. È una sorta di "coro tragico" che canta l'esistenza dolorosa - ma ancora capace di momenti di felicità e speranza - degli ultimi: quella di Robert, ma anche le loro, perdute per incapacità di adattarsi al mondo, desiderio negato, dolore, amore eccessivo. Attraverso la loro voce seguiamo il corpo di Robert, trasportato all’obitorio, dove viene fatta l’autopsia e viene aperta un’inchiesta, fino alla cremazione.
"Non volevo scrivere un libro sulle droghe, o sui senzatetto, o sull’essere o il non essere morti", racconta McGregor. "Ho scritto un libro che parla di tutte queste persone: di Robert, l’uomo morto sul pavimento, e di Laura, sua figlia, e di Heather, Danny, Ant, Steve, Ben, Jamesie e Maggie, i suoi amici. Ho scritto un libro che parla di quello che succede quando le persone perdono di vista la stima di sé, o quando una piacevole abitudine si impossessa delle loro vite, e ho scritto un libro che parla di quanto può essere potente la forza e il desiderio che hanno alcuni di sopravvivere".
 | Jon McGregor legge Even the Dogs, edizione Bloomsbury (Isbn ha mantenuto la grafica della copertina)
 | Neanche i cani è, infatti, molte cose insieme. Innanzitutto, una geniale sperimentazione sul linguaggio e sulla forma romanzo. Jon McGregor ha costruito un romanzo stregato, una grande prova di abilità narrativa e di sensibilità poetica. Vale la pena soffermarsi su alcuni particolari luoghi del testo. È un "noi" il soggetto narrante lungo tutto il romanzo, composto dalle voci degli amici morti di Robert. Descrive la scoperta del corpo dell'uomo, osserva la scena dall'esterno e segue da un angolo il viavai dei poliziotti e dei fotografi, accompagna il cadavere fino alla cremazione. Eppure fin da subito si avverte che questo "noi" non si trova lì, bensì a una distanza siderale, al di sopra degli eventi. È un "noi" fantasmatico. Inoltre, la narrazione è disseminata da continui sbalzi temporali e cambiamenti di voce: passato e presente sono intrecciati insieme, morti e vivi convivono in un tempo narrativo circolare. Questo provoca un effetto di straniamento nel lettore, che per un attimo ha pensato di essere lì, come recita uno dei suoi diritti di lettore, davanti alla porta spalancata della stanza; e invece no, si trova improvvisamente sospeso nella nebbia della narrazione, imprigionato in un luogo nebuloso a metà tra vita e morte, per poi essere scagliato di nuovo nel presente, ma in un luogo diverso rispetto a quello di partenza. Ogni capitolo si focalizza su un tema e ha un suo particolare tono. Si passa dal tono rivelatorio che accompagna il ritrovamento, alla riflessione sul concetto di attesa in generale, alla corporeità più cruda dell'autopsia, fino all'ultimo capitolo che è pieno di domande. C'è poi la questione delle frasi monche disseminate in tutto il secondo capitolo: dialoghi che improvvisamente si interrompono e restano lì, sospesi e senza risposta. Chissà cosa i personaggi "volevano dire" e invece non hanno detto... McGregor ci stupisce, anche in questo caso: ha scritto le parti mancanti, e le ha messe online sul suo blog (Anna Mioni le ha tradotte, e si possono trovare sul sito che ISBN ha dedicato al libro, qui, rendendo possibile ricomporre le frasi). Il libro, così, non finisce quando abbiamo terminato la lettura e lo abbiamo riposto sullo scaffale della nostra libreria. Internet sta offrendo a scrittori e lettori la possibilità di tessere un dialogo che sconfina anche molto al di là del libro nella sua tradizionale veste cartacea.
Jon McGregor è abile nello sfruttare le capacità che la lingua e la forma gli offrono. Tutti questi effetti speciali e virtuosismi stupiscono il lettore, che sin dalle prime pagine ha la netta sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di veramente nuovo, fresco e brillante. Però spesso l'autore esagera, esaspera il meccanismo straniante che ha messo in moto e imprigiona i personaggi, rendendo impossibile una loro più precisa caratterizzazione, costringendoli a rimanere quasi sempre solo voci anonime travolte dagli eventi. Forse in una storia di così alta densità emotiva è una rinuncia che paga il prezzo di non coinvolgere il lettore nel racconto e relegarlo al ruolo passivo di spettatore della messa in scena architettata, pur magistralmente, dall'autore.
Il sito dedicato al libro Neanche i cani, dove è possibile trovare video, interviste e tanti materiali
Jon McGregor - Neanche i cani Titolo originale: Even the Dogs Traduzione di Anna Mioni 189 pagg., 18 € - Edizioni Isbn 2011 ISBN 978-88-7638217-8
L'autore
| 15 giugno 2011 | | Di Sandra Bardotti |
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