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Recensione

The Artist: quando la musica della colonna sonora è la voce del film

Trionfo agli OSCAR 2012 per The Artist: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (Jean Dujardin), MIGLIOR COLONNA SONORA, MIGLIORI COSTUMI

Una colonna sonora è sempre importante. Quando però il film non ha un dialogo, ma si basa esclusivamente sulle espressioni dei protagonisti e sulla musica, diventa fondamentale. E non si può sbagliare.
È il caso di Ludovic Bource per The Artist. Lui stesso racconta qualche aspetto di questo complesso e affascinante lavoro.
Ricordiamo che molti musicisti invece lavorano per sonorizzare film muti originali. Su questo tema vi suggeriamo di leggere su Wuz alcuni articoli:


The Artist è un film muto in bianco e nero di Michel Hazanavicius, non ripescato negli archivi di qualche vecchia casa di produzione, ma girato nel 2011 e volutamente con i connotati di un "vero" film realizzato prima dell'avvento del sonoro.
Il regista ha affidato il compito di studiare le giuste note per le sue scene a un musicista che collabora con lui da molto tempo, Ludovic Bource, che ha esordito come autore di musica da film proprio con il primo lavoro di Hazanavicius, Mes Amis nel 1998.


Come lo stesso Bource ha dichiarato in un'intervista, non esiste un segreto per la collaborazione vincente tra i due artisti, ma senza dubbio il mix è riuscito dato che tutti i film del regista francese hanno una colonna sonora firmata da lui.

Bource segue già il lavoro di scrittura della sceneggiatura e poi si reca sul set man mano che procedono le riprese, per entrare totalmente nello spirito del film.
"Guardando i giornalieri, rileggendo i passaggi della sceneggiatura, le melodie nascono dentro di me, prendono vita i temi correlati a certi personaggi o all'intero film. Così lavoro e così ho lavorato anche per The Artist."



LA COLLABORAZIONE CON IL REGISTA E L'ISPIRAZIONE

"Michel Hazanavicius mi aveva parlato di questo progetto già otto o nove anni fa. Non mi aspettavo che realizzasse una storia così romantica, commovente, così diversa dai suoi primi film.
È un tributo ai grandi registi del cinema muto, al modo di un tempo di girare e recitare
.
Naturalmente siamo partiti con l'esempio dei grandi film di Hollywood.
Ho ascoltato molte cose: da Chaplin a Max Steiner, da Franz Waxman a Bernard Hermann, per citarne solo alcuni. Abbiamo ascoltato e analizzato tutti questi tesori e siamo tornati alla sorgente di questa ispirazione: i compositori romantici del XIX secolo, la potente musica sinfonica suonata da orchestre di oltre 80 elementi.
Alla fine ho voluto fare una dichiarazione d'amore ai compositori dei grandi film hollywoodiani."


COME NASCE LA COLONNA SONORA DI UN FILM MUTO

"In un film muto la musica è indispensabile per raccontare la storia e descrivere le emozioni. Ed è presente per tutto il tempo.
Per stabilire le principali linee di lavoro e sentire lo stato d'animo, ho dovuto esplorare tutti gli angoli e i recessi che Michel ha esplorato, cogliere le influenze che ha raccolto e guardare ciò che ha immaginato. Ho scritto dei motivi, mettendoli poi da parte o registrandoli. Poi mi sono immerso nel flusso mentre procedeva e nella recitazione di Bérénice e Jean, i due protagonisti. Guardare le bellissime immagini man mano che arrivavano è stato di grande ispirazione. La cosa più difficile non è stato accompagnare le emozioni: la musica è un ottimo strumento per questo. No, il compito più difficile è stato con il personaggio di Jean (George), rispettare la combinazione tra commedia ed emozioni. Con lo stravagante George all'inizio del film non potevamo avere una musica che facesse scomparire il suo declino con la confusione che conteneva... Alla fine abbiamo lavorato, un po' come Chaplin, lungo la linea di una light sophistication… Altra difficoltà è stata lavorare su blocchi di sequenze di 7,8 anche 9 minuti, seguendo lo sviluppo delle sensazioni connesse alla storia e facendo risuonare le mutazioni dell'eco interiore dei personaggi. Naturalmente, essendo la musica una parte importante di questa storia, ha subito numerosi aggiustamenti in corso d'opera: non potevamo dare origine a fraintendimenti. Alcuni brani sono stati cancellati, altri ridotti, seguendo ogni passaggio del film che si stava producendo."


IL BRANO PIÙ DIFFICILE

"È stato divertente e complicato scrivere il brano per la scena del ballo di tip tap. È una big band music, jazz dance music, è anche un esercizio di stile. Tecnicamente rappresentava un rischio. Avevano registrato il balletto su una musica originaria di Cole Porter e bisognava ricreare i medesimi ritmi, adattando la coreografia di George e Peppy al secondo. Abbiamo fatto tutto il lavoro a ritroso, ma è quando devi affrontare un vero ostacolo che dimostri cioè che sei veramente."


IL TEMA PREFERITO

"Forse quello che si è affacciato quando Michel ha iniziato a girare, un pezzo che ho composto per piano e ho intitolato Like a Dew of Tears, ispirato all'Ode Saffica di Brahms.
È un brano che irradia una specie di timidezza, innocenza ed emozione e che calza bene con il soggetto del film: il declino, la caduta, la solitudine di George Valentin. È un tema ricorrente nel film, ma ce ne sono altri che amo molto, come il tema di Peppy."


IL MOMENTO PIÙ APPASSIONANTE

La registrazione della musica con la Flanders Philharmonic Orchestra di Bruxelles, durata una settimana.
80 musicisti: 50 strumenti a corda, 4 corni francesi, 4 tromboni, 5 percussioni, 1 arpa, 10 tecnici, 5 orchestratori, 3 mixers… È stato sublime! Sono stato molto fortunato a incontrare persone così meravigliose. E mi hanno detto che non si sentivano così da molto tempo registrando musiche da film. È stato molto gratificante."





17 maggio 2011 Di Giulia Mozzato

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