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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Il paese di Dio |
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| Autore |
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Everett Percival |
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| Dati |
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199 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 16,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 13,60 |
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| Editore |
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Nutrimenti |
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| Collana |
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Greenwich |
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| EAN |
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9788865940006 |
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Il paese di Dio di Percival Everett“Che ti è successo?”, ha chiesto Wide. “Banditi”, ho risposto. Terk ha indicato la freccia che avevo appoggiato sul bancone. “Gli hanno infilzato il cagnolino”, ha detto. “Che selvaggi”, ha commentato Wide. Io ho scosso il capo e indicato il bicchiere vuoto. “E non è finita qui”, ho detto. “Mi hanno bruciato la casa e il fienile, mi hanno ammazzato la vacca da latte e il miglior mulo da tiro, e poi si sono presi la mia Sadie, la mia donna, la luce dei miei occhi”. Wide si è girato verso gli sparuti clienti ai tavoli e ha gridato: “Sentito, ragazzi? Quei bastardi gli hanno ucciso il cane”.
Autore colto e poliedrico, dalla penna versatile e divertente, Percival Everett è in ogni occasione, all'interno della vasta gamma del suo infinito sperimentare, un maestro nel mettere la realtà di fronte a sé, come in uno specchio. Sia che riscriva i miti greci, faccia parodia del genere western, rifletta sul razzismo verso gli afroamericani o gli omosessuali, incroci la filosofia o la fede, il lavoro di Everett non è mai solo fine a se stesso. Tra i molti modi di rovesciare i cliché del western, genere storico dell'America occidentale ambientato nel periodo tra le guerre di secessione e la fine dell'Ottocento, ne Il paese di Dio Everett sceglie di rimanere lontano dalla facile ironia su tipi e situazioni stereotipati e di mettere in luce piuttosto quanto il razzismo della società americana attuale sia così vicino a quello di un secolo prima. La solita vecchia storia, insomma, per rendersi conto che niente è cambiato. Scritto nel 1991 e pubblicato tre anni dopo, Il paese di Dio affronta temi e luoghi che saranno anche di Ferito (pubblicato nel 2005 ma arrivato in Italia prima di Il paese di Dio), forse l'opera più sperimentale di Everett.
Annus Domini 1871, selvaggio West. Curt Marder è un piccolo proprietario terriero che assiste impotente alla distruzione del suo ranch da parte di un gruppo di farabutti vestiti da indiani. Danno fuoco alla sua casa, uccidono brutalmente il suo cane, rapiscono sua moglie. Lui è nascosto e osserva in lontananza lo scempio; ha la mano che trema sulla pistola, potrebbe sparare, ma decide di non farlo. Marder è razzista, imbroglione, senza scrupoli, ma soprattutto codardo: decide così di ingaggiare Bubba, il miglior braccatore afroamericano del circondario nel tentativo di ritrovare la moglie e avere una rivincita. Insieme a loro partirà anche un giovane, a cui il solito gruppo di criminali aveva ucciso entrambi i genitori. Con tre personaggi di questo tipo, la caccia ai finti indiani si trasforma in un’odissea donchisciottesca. Gli elementi tradizionali e cinematografici del western ci sono tutti: fiumi di whiskey, risse nei saloon, duelli, occhiatacce, silenzi infiniti, indiani che sfottono i cowboy dicendo loro “augh”, una rapina e perfino un’allusione alla parabola del buon samaritano. E segue tutta una carrellata di personaggi sgangherati da repertorio. Ma prima di ogni western, Everett ha in testa proprio il capostipite dei personaggi del romanzo moderno: il cavaliere errante Don Chisciotte della Mancia, distorto nella lettura postmoderna, a cui però stavolta non viene concessa nessuna possibilità di disinganno e redenzione. Il finale solenne ed enigmatico sarà tutto per Bubba, il Sancio saggio, consapevole della sua storia, fedele alla morale e al senso di giustizia, controcanto alla narrazione oppressiva di Marder.
Se il western non passa mai di moda, anche nell'Italia della gloria di Sergio Leone, l'esperimento di Everett ci fa notare ancora una volta quanto il postmoderno abbia esaltato il ritorno al genere svuotandolo di ogni classico contenuto, riducendo la forma a mero contenitore di più o meno probabili situazioni e parodie del presente. Accanto a questo, però, il western è forse il genere che meglio di ogni altro evidenzia il modo in cui l'America ha rappresentato se stessa e le sue radici, fondando il suo agire nel falso mito della superiorità occidentale sui popoli indiani. Questo sembra interessi Everett, per arrivare alla radice dell'intolleranza e dell'odio razziale. Anche se, al di là di ogni parola, il paese di Dio rimane un mistero insondabile e crudele.
Percival Everett - Il paese di Dio Titolo originale: God's Country Traduzione di Marco Rossari 199 pagg., 16 € - Edizioni Nutrimenti 2011 (Greenwich) ISBN 978-88-6594000-6
L'autore
| 29 marzo 2011 | | Di Sandra Bardotti |
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