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Recensione

Gli occhi di Venezia copertina

Gli occhi di Venezia, i Novelli Sposi di Alessandro Barbero

"Allora!" disse don Muzio, quando si fu installato al suo banco. Davanti aveva un foglietto di carta, penna d'oca, calamaio, candela e ceralacca. "Come vuoi cominciare?"
"Non lo so" ammise Michele, imbarazzato. L'altro sorrise con indulgenza.
"Non ti preoccupare, ti aiuto io. Dunque, 'Moglie mia carissima'?"
Michele annuì vigorosamente. L'altro cominciò a scrivere.
"Cos'è che vuoi dirle?" chiese poi. Michele si grattava la testa: avrebbe voluto dirle tante cose, ma non poteva raccontarle allo scrivano.
"Lo sa che ti sei imbarcato?"
"No!" riconobbe Michele, sollevato, "Diciamoglielo." [...]
Con gli occhi splendenti la giovane si rigirava fra le mani il foglio, coperto di quei segnetti così minuti che a lei parevano tante ragnatele e non le dicevano nulla.
"Ma davvero l'ha scritta Michele?" chiese infine.
"Gliel'hanno scritta" spiegò Zanetta.
"E cosa dice?"
"Moglie mia carissima" cominciò, "ti scrivo per dirti che sono in porto di Corfù sulla galera Loredana."
Ma allora è vero, pensò Bianca. con un sussulto. Si è imbarcato, è in mare!


Bianca e Michele sono giovanissimi: diciassette anni lei, diciannove lui.
Si sono appena sposati e stanno imparando a conoscersi, nel carattere e nell'intimità.
Vivono nella Venezia di fine Cinquecento, nella casa dei genitori di lui nel Sestiere Dorsoduro, e Michele lavora come muratore aiutando il padre Matteo, artigiano maestro. Non sono certamente agiati, ma sopravvivono dignitosamente.
Improvvisamente tutto cambia. Matteo insulta il nobile ser Girolamo Lippomano, procuratore di San Marco, uno dei diplomatici più apprezzati della Repubblica - in partenza come ambasciatore per Costantinopoli con il compito importante di acquistare grano - che non vuole corrispondergli il denaro dovuto per i lavori del nuovo palazzo in costruzione. La vendetta del potente senatore non si fa attendere, decisa dal Consiglio dei Dieci con l'unica astensione di ser Alvise Bernardo, figura positiva che tornerà nella storia.


Quando una pattuglia si avvicina a padre e figlio a Rialto per arrestare l'uomo, ne nasce una colluttazione che porta alla morte del vecchio e alla fuga forsennata di Michele. È evidente che un arresto - malgrado l'assoluta innocenza del giovane - avrebbe conseguenze disastrose. L'unica via di uscita è imbarcarsi al volo come rematore su una galera in partenza.
Bianca e la suocera restano sole, l'una vedova e l'altra ignara della sorte del marito, in una Venezia dove sopravvivere non è facile. Bianca riprende il suo lavoro di lavandaia, quello che sa fare, ma i soldi che guadagna non bastano a sfamare anche la suocera e pagare l'affitto. Così è costretta a mandare al ricovero l'anziana e a cercare servizio in qualche casa.


Seguiamo le due vite di Bianca e Michele, parallelamente, lungo tutte le pagine del romanzo, con sempre maggior apprensione per il destino dei due giovani. Lui imbarcato da una galera all'altra, alle prese con i veneziani e con i genovesi, con i pirati e con i mercanti - e testimone casuale di un evento che si rivelerà importante -, a stretto contatto con i suoi compagni, schiavi, forzati e liberi, tutti sfruttati al massimo in un lavoro massacrante, tra onde e porti del Mediterrareo, da Napoli a Palermo, da Creta a Costantinopoli. Con alcuni di loro nasce una amicizia data dalla comunanza di sorte e Michele si troverà a conoscere persone molto diverse da lui, ma a convivere con loro abbastanza facilmente.

Nel frattempo Bianca, tra alterne vicende, trova un'altra solidarietà, altre amicizie. Divide la casa, le spese, il cibo con alcune donne, viene spinta da una di questa a mendicare, c'è in agguato la prostituzione e il serrato corteggiamento di un altro uomo, ma arriva anche un incontro positivo, un nume tutelare, Clarice, moglie di Lorenzo Bernardo e nuora di Alvise, che sarà anche colei che cucirà le storie di tutti i protagonisti.
Qui nel romanzo si inserisce la Storia e per qualche capitolo seguiremo anche l'importante compito affidato a ser Lorenzo da Zuanne Morosini.


Inevitabile un collegamento tra questa complessa e ricca storia e quella dei Promessi Sposi. Altro contesto, epoca appena antecedente, protagonisti meno ingenui e creduloni - e anche meno innocenti di quelli manzoniani - ma il tracciato delle due vicende corre parallelo. Anche qui ritroviamo due innamorati divisi (potremmo definirli i Novelli Sposi), incontriamo le ingiustizie del potere accanto alla generosità e la saggezza di alcuni potenti, anche qui di fianco alla vicenda privata di due giovani scorre il fiume della Storia.
Potremmo definirlo una versione disincantata, più moderna della storia di Renzo e Lucia: un libro semplicemente bellissimo.





Alessandro Barbero - Gli occhi di Venezia
425 pag., 20,00 € - Edizioni Mondadori 2011 (OMNIBUS)
ISBN 978-88-04-59543-4


L'autore


24 febbraio 2011 Di Giulia Mozzato

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