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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Un uomo a pezzi |
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| Autore |
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Thomas Michel |
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| Dati |
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495 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 19,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,50 |
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| Editore |
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Nutrimenti |
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| Collana |
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Greenwich |
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| EAN |
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9788895842721 |
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Un uomo a pezzi di Michael ThomasE’ strano vivere la vita come se fosse un esperimento sociale, specialmente quando coloro che hanno concepito l’esperimento, i visionari con un quadro chiaro della fine e con una piena consapevolezza dei mezzi, sono tutti scomparsi. Non ci sono più i Du-Bois. Non ci sono più i Locke. Non ci sono più i Gandhi. Non ci sono più i King. Non ci sono più i sociologi all’ultimo grido o gli hippie, i militanti o gli inni nazionali
Dice di chiamarsi Ismaele, il protagonista del romanzo Un uomo a pezzi di Michael Thomas. E lo dice più o meno a metà del libro, contrariamente a quanto fa il più famoso Ismaele di tutta la narrativa, che esordiva con quello che resterà il più ricordato incipit: "Chiamatemi Ismaele", in Moby Dick. L’Ismaele di Melville era stato l’unico superstite all’affondamento della baleniera Pequod. Anche l’Ismaele di Michael Thomas sta affondando (Man gone down è il titolo originale) e i quattro giorni del romanzo sono la storia della sua lotta per sopravvivere.
Ismaele ha trentacinque anni e il mondo sta crollando intorno a lui. Perché, nonostante le leggi, nonostante le belle parole, nonostante gli sforzi del ‘politicamente corretto’, è tuttora difficile per un uomo di colore inserirsi da uguale nella società americana. E, al momento, Ismaele è senza lavoro, senza casa, senza soldi, senza famiglia- sua moglie si è trasferita dalla madre, a Boston, insieme ai tre bambini. Gli ha dato quattro giorni per inventarsi qualcosa, qualunque cosa per raggranellare il denaro per una caparra per un alloggio e per le tasse scolastiche dei bambini. Un amico ospita Ismaele nella stanza del figlio e da qui Ismaele fa le sue sortite per la città: trova lavoro come carpentiere, va a parlare con la direttrice della scuola e ottiene un rinvio (brevissimo) del pagamento, gioca a golf con l’amico, incontra vecchi amici che sembrano fantasmi del suo passato, combatte il desiderio di bere, sfugge alla tentazione di tradire la moglie, fa a botte con qualcuno che lo chiama ‘negrone’, prende appunti per un romanzo sui tovagliolini di carta di un bar. E ricorda, ricorda, ricorda. Mescola ricordi del passato, l’infanzia con la madre che aveva ambizioni per lui e un padre assente, con quelli del presente, popolato dalla moglie e dai figli. Degli anni di studio, delle bevute colossali con gli amici, dei momenti d’incanto dell’innamoramento e dell’esperienza straordinaria della paternità. Ci sono tutti i colori nella famiglia di Ismaele. Sua moglie è bianca, il primo bambino è nero, il secondo assomiglia a lui ma è bianco con gli occhi azzurri, la bimba è color caffelatte. Nella famiglia è compresa anche una suocera che non apprezza molto il genero. E poi c’è un pesce tropicale che si chiama Thomas Fragola.
C’è un’espressione che ritorna sovente nel flusso di pensieri e parole del protagonista di Un uomo a pezzi. “E’ strano vivere la propria vita come se fosse un esperimento sociale”. Perché è come se qualcuno ti avesse tagliato la vita addosso, cercando di adattarla a te a tutti i costi, fingendo di non vedere che cosa c’è che non va. Sono passati oltre quarant’anni dai giorni infuocati di Martin Luther King, dalle speranze dei neri d’America nella società di uguali promessa dalla costituzione. E’ vero che un uomo di colore ha raggiunto il traguardo della Casa Bianca, ma che cosa c’è, veramente, dietro gli sforzi del politicamente corretto? Leggendo Un uomo a pezzi non pare che molto sia cambiato da quando, nel 1952, Ralph Ellison scrisse dell’uomo nero invisibile alla società. E quando il protagonista, in gran parte alter ego dello scrittore, parla dei figli (sono pagine bellissime), la sua voce trabocca di tenerezza per ognuno dei tre (osservati, ognuno, con la lente di ingrandimento), ma il suo cuore piange per il primogenito perché sa che avrà una vita più dura degli altri, che dovrà combattere di più per ottenere meno di loro. Come è successo a lui.
 | Martin Luther King
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Il romanzo di Michael Thomas (vincitore del premio letterario più ricco del mondo, l’Impac Dublin Literary Award 2009) non è un libro perfetto, avrebbe bisogno di qualche taglio. Ma è un libro importante e che vale. Per come è scritto e per quello che dice.
Michael Thomas - Un uomo a pezzi Titolo originale: Man Gone Down Traduzione di Letizia Sacchini 492 Pag., 19,50 € - Edizioni Nutrimenti 2010 (Greenwich) ISBN: 978-88-958-4272-1
L'autore
| 07 febbraio 2011 | | Di Marilia Piccone |
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