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RECENSIONE

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Titolo Rainbow per Rimbaud
Autore Teulé Jean
Dati 156 p., brossura
Prezzo € 15,00
Prezzo IBS € 15,00
Editore Nutrimenti
Collana Gog
EAN 9788895842943
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Rainbow per Rimbaud di Jean Teulé

Robert è alto due metri e dieci, ed è per questo che fa sempre una gran fatica a entrare e a uscire dal suo armadio nero. È una mania, per Robert, quella di rinchiudersi nell'armadio della sua infanzia.
Lo fa da quando aveva dodici anni. Dice "È il mio battello". Un giorno ha perfino inciso con una lama la parola BATTELLO sulla spessa anta nera.


“Comunque si presentino i vari giudizi, da tutti si deve dedurre che non si può prescindere dal fenomeno Rimbaud, apparso e tramontato come una meteora nel cielo della poesia”. Nel 1956, quando viene pubblicata La struttura della lirica moderna, Friedrich ha già potuto osservare di fatto come l’esperienza così isolata ma sensazionale di Rimbaud sia un crocevia obbligatorio che nessun poeta moderno può ignorare. Non c’è scrittore del Novecento che non conosca l’opera di Rimbaud, e che non sia stato colpito dalla sua eccezionalità. Rimbaud fu uno studente modello, e già da giovanissimo cominciò a scrivere in latino e in francese ottenendo vari premi scolastici e onori di pubblicazione. Subito si rivelò in lui la vena poetica e la consapevolezza di essere nato poeta, ma anche un’irriverenza nei confronti della tradizione e della società, di cui sembrava capace solo un maestro consumato. Questo giovane ragazzo di provincia si rivela capace di guastare la festa di una nazione intera, smascherando le ipocrisie che si celano sotto l’apparente magnanimità della società francese. Anche la consacrazione orfica, il desiderio di un rapporto intimo e fecondo con la natura ritrovata nella sua pura unità e nel suo fulgore amoroso, si esprimono fin da subito in Rimbaud, richiedendo una parola nuova, una lingua capace di annotare l'inesprimibile, esplorare l’ignoto, la realtà celata dagli strumenti conoscitivi e linguistici che la cultura dominante ha imposto, oltre le coppie oppositive e il dualismo bene-male della società nata col Cristianesimo.

Come si può scrivere un romanzo su Rimbaud ambientato ai nostri giorni? Ovviamente senza Rimbaud come personaggio, perché la sua fu un’esperienza talmente unica e compiuta che niente può esservi aggiunto. Per evitare la trappola della mitizzazione imprigionante, in cui peraltro molta critica di primo Novecento è caduta, occorre allora trattare Rimbaud proprio come “mito”. “Mi sono detto che sarebbe stato un buon punto di vista raccontare la storia di qualcuno che, al giorno d’oggi, prende Rimbaud alla lettera, che rivive tutto quello che aveva vissuto il grande poeta”: così nasce il romanzo di Jean Teulé, Rainbow per Rimbaud, del 1991 e pubblicato adesso in Italia da Nutrimenti.
L’arcobaleno mi aveva dannato”, dice Rimbaud in Una stagione all'inferno, narrando la storia della sua follia. Il suono di ogni vocale aveva fatto nascere in lui immagini di diverso colore, un arcobaleno di colori, e da lì era iniziata la ricerca di una alchimia del verbo che esprimesse l’indefinibile. In quel verso di Rimbaud sta tutto il senso e la forma del libro di Teulé.
Robert ha trentasei anni, è alto due metri e dieci e dorme in un armadio su cui ha inciso la parola "battello". Vive a Charleville-Mézières, vicino a Parigi, e ogni giorno si reca al cimitero per rendere omaggio ad Arthur Rimbaud, il poeta di cui conosce a memoria tutte le poesie. Poi un giorno conosce per caso Isabelle, che lavora come centralinista del servizio clienti delle ferrovie francesi e ama i biancospini. Insieme a lei parte per l'Africa, lungo le orme del viaggio intrapreso da Rimbaud, per vivere nei luoghi dove il poeta era vissuto. Il Cairo, Dakar, Gorée, Tarrafal sono le tappe del viaggio durante il quale la pazzia di Robert si aggrava: si fa tatuare versi delle poesie di Rimbaud su tutto il corpo, si ferisce al ginocchio destro per provare il dolore che aveva provato Rimbaud e rifiuta di curarsi. Scrive alla madre lettere appassionate sui mali che sta soffrendo, proprio come quelle di Rimbaud. A Tarrafal Robert e Isabelle sono ormai quasi estranei l'uno all'altro, non riescono più a capirsi e a parlarsi. Robert non può più quasi camminare per l'infezione germogliata nel ginocchio ferito e giace in un carrello per la spesa che ha trasformato nel suo nuovo battello. Finalmente si sente in tutto e per tutto Arthur Rimbaud.

Rainbow per Rimbaud è un romanzo originalissimo, straordinario, scritto in una lingua magicamente sinfonica che unisce parole, immagini, odori e suoni in una fitta rete di corrispondenze. Si percepisce alle spalle di Teulé la lunga esperienza di fumettista, che arricchisce il racconto con momenti pittorici di pura poesia. Si sente l'odore di un biancospino fuorilegge, che serpeggia tra le pagine di questo romanzo visionario, spiazzante, che mescola inusitati punti di vista di personaggi che sembrano vivere in un sogno e agiscono per colpi di testa, e che vuole essere soprattutto un omaggio e una celebrazione di un poeta amato profondamente.
Rainbow per Rimbaud è il primo romanzo di una trilogia sui poeti maledetti, al quale sono seguiti O Verlaine (Nutrimenti 2008) e Io, François Villon (Neri Pozza 2007), ed è stato un successo editoriale inaspettato in Francia, dove è stato a lungo presente ai primi posti delle classifiche.

Jean Teulé - Rainbow per Rimbaud
Titolo originale: Rainbow pour Rimbaud
Traduzione di Alice Volpi
156 pagg., 15 € - edizioni Nutrimenti 2011 (Gog)
ISBN 978-88-95842-94-3


L'autore


04 febbraio 2011 Di Sandra Bardotti


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