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RECENSIONE

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Titolo La patria, bene o male. Almanacco essenziale dell'Italia unita (in 150 date)
Autore Fruttero Carlo; Gramellini Massimo
Dati 356 p., brossura
Prezzo € 18,00
Prezzo IBS € 15,30
Editore Mondadori
Collana Strade blu. Non Fiction
EAN 9788804603290
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Nonostante tutto, Italia. Fruttero e Gramellini raccontano la Patria.

Comunque sia, oggi è domenica e l'Italia è nata. Ha una madre possessiva, la Destra, e un padre severo, il Piemonte. Gli altri italiani devono imparare a sentirla figlia propria. Non sarà un'impresa facile, tanto è vero che dopo centocinquant'anni vi siamo ancora impegnati.

Alcune parole, si direbbe, in Italia godono di una pessima stampa. Fra queste, grande incompresa è naturalmente la parola “Patria”.
Ora: si sta avvicinando il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, e quindi sarà difficile scremare da una fisiologica quota di retorica tutti discorsi su quel che eravamo, su  quel che siamo diventati e - soprattutto - su quel che noi italiani avremmo potuto o potremmo essere.
Però.
C’è almeno un però, perché forse possiamo saltare sul carro della banda, per così dire, e provare a cogliere l’insperata occasione (…centocinquant’anni? di già? ma dài!) per tastare il polso allo “stato dell’unione” e provare a capire meglio cosa abbia significato, nel corso degli ultimi quindici decenni, il tentativo di tenere unite identità culturali fra loro tanto diverse.
I libri, per fortuna, anche in questa occasione vengono in nostro soccorso. Nel fiume di titoli già dedicati all’argomento – fiume che va ingrossando di giorno in giorno e presumibilmente esonderà  nei prossimi mesi – si trova un po’ di tutto: dai romanzi storici di ambientazione risorgimentale alla riedizione delle “Note Azzurre” di Carlo Dossi, dai pamphlet che denunciano lo scacco di un Italia ancora divisa ai libelli di opinionisti che si fanno alfieri del “nonostante tutto”, che  sembra ancora oggi essere l'indice più attendibile ed esatto della riuscita del temerario esperimento. .
Nel mezzo di questa biblio-piena annunciata, l’operazione compiuta da due illustri torinesi - il particolare non è irrilevante - come Carlo Fruttero e Massimo Gramellini si distingue, forse, per la forma scelta: quella di un almanacco, che faccia della frammentazione la propria forza, che in quell’eterogeneità di fatti, tipi e momenti trovi, insomma, la sua unità. Che sia un larvato suggerimento?
Centocinquanta date scelte fra le 54750 possibili (tanti saranno i giorni passati da quel fatale 17 marzo 1861 allo scadere della ricorrenza), scelte seguendo una mappa personale, arbitraria, a volte apparentemente scorretta e dunque tanto più giusta. Perché Fruttero e Gramellini sembrano far capire, sin dall’introduzione al libro, che forse il modo migliore per ripassare la storia dell’Unità è quello di farla propria, ascoltando le storie nelle quali ci imbattiamo tutti i giorni e leggendole come fossero parte di un disegno in divenire, ancora lontano dal potersi dire compiuto ma nel quale, nonostante tutto, possiamo riconoscerci.
C’è la politica, colta nei suoi momenti maggiori, ci sono le persone e i personaggi, attinti a tutti gli ambiti della vita pubblica e privata del Paese, c’è la cronaca (tanta), che da sempre sembra essere il coagulante perfetto degli umori italici, sia nella sua versione nera che in quella rosa. Ci sono anche tante omissioni, naturalmente: ma la scelta di Fruttero e Gramellini non pretende di esaurire l’argomento, quanto di offrire una panoramica di date che loro sentono come significative.
La scrittura è veloce, sempre declinata al presente,  molto narrativa, e questo è un bene: sono tante figurine di un album dell’Unità d’Italia che possiamo collezionare dalla prima all’ultima oppure compulsare in ordine sparso, una alla volta, e questo potrebbe insomma diventare un libro da tenere sul comodino e al quale tornare quando ci svegliamo, madidi di sudore, nel cuore della notte. Della Repubblica.



Gli autori

03 dicembre 2010  


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