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Recensione

Jack & Alice. Ozi e vizi a Pammydiddle copertina
  • Austen Jane
  • Jack & Alice. Ozi e vizi a Pammydiddle
  • Donzelli
  • 2018

Jack e Alice. Ozi e vizi a Pammydiddle di Jane Austen

Poi la compagnia si ritirò in un'altra sala, per prendere parte a un delizioso e impeccabile rinfresco, a seguito del quale l'intera combriccola venne ricondotta a casa ubriaca fradicia, grazie alla bottiglia fatta allegramente girare dai tre Johnson.

Jack & Alice è un breve racconto che fa parte degli Juvenilia di Jane Austen e risale al 1790, quando la scrittrice aveva appena 15 anni. Esce per Donzelli, nella collana Wallpaper, per la prima volta “a solo” in edizione illustrata: un gioiello di humour e maestria, corredato dalle illustrazioni di Andrea Joseph, perfetto contrappunto allo spirito malizioso e dissacrante della Austen. Sicuramente sarà un incontro che stupirà anche i lettori fedeli e appassionati della scrittrice inglese, perché quest’opera si presenta in maniera davvero singolare. Infatti, lo spirito che pervade il racconto è decisamente lontano dal decoro che caratterizzerà la produzione posteriore della scrittrice. Qui sembra che Jane Austen faccia la parodia di se stessa, dei personaggi e delle vicende che troveremo nei suoi capolavori futuri. In realtà Jack & Alice è una brillante satira anche di tutta un’epoca e una tradizione letteraria. Pochi scrittori come lei hanno saputo evidenziare gli aspetti ridicoli ed effimeri del proprio secolo. Sicuramente manca in questo racconto molto dello stile che la grande scrittrice svilupperà in tempi successivi, e si percepisce una certa durezza e una semplicità di linguaggio. Eppure basta davvero poco per riconoscere le tracce di un chiaro talento che si sprigiona naturalmente dall’opera, attraverso la finezza dell'analisi psicologica dei personaggi e la penetrazione nelle più sottili sfumature dei meccanismi sociali della sua epoca .

Siamo a Pammydiddle, un piccolo paese di fantasia, la cittadina degli Imbrogli. Qui, in occasione del cinquantacinquesimo compleanno di Mister Johnson, viene organizzata una Mascherata, a cui sono invitati Figli e Amici. Si apre così una irresistibile galleria di personaggi e personificazioni dei vizi del tempo, che la Austen abbozza con uno spiccato senso dell'umorismo.
Illustrazione di Andrea Joseph
Lady Williams, vedova ancora piacente, la giovane Alice, quasi sempre alticcia e con le guance rubiconde (eccezionale la spensierata insistenza sull'abuso alcolico dei personaggi Alice, trasgressiva in una giovane autrice di fine Settecento), Lucy, destinata ad una morte precoce, Charles Adams, il giovanotto dalla bellezza abbagliante che scatenerà una caccia al marito come in Orgoglio e pregiudizio, con tanto di gallinelle che lo inseguono nella speranza di conquistarlo. La vicenda si apre con il ballo cerimoniale nel Salotto di Palazzo Johnson (e vorrei far notare che proprio la Austen usa le maiuscole, come a evidenziare che siamo di fronte ad allegorie e prototipi, sia per quanto riguarda i personaggi che i luoghi). I temi classici dei grandi romanzi di Jane Austen sono tutti contenuti in questa operetta: oltre a quelli già citati, ci sono alcune lettere, con chiara allusione a Richardson, autore di Pamela e Clarissa, due romanzi della tradizione epistolare. Troviamo poi i momenti di confidenze tra femmine, e addirittura una rarità: un colloquio tra due uomini soli, senza nemmeno un personaggio femminile (il metodo di Jane Austen fu sempre quello di non mostrare mai niente di cui non fosse a conoscenza diretta).


In questo libricino giovanile, pervaso di giocosa allegria ed evidentemente destinato a un uso privato, tutto è esagerato fino alla parodia, anche se siamo lontani dall'esagerazione deformante del grottesco, che mai caratterizzerà la scrittrice. Ubriaconi, giocatori, oziosi, occupati in feste e pettegolezzi, egoisti, invidiosi: ecco la pagliacciata di peccati e vizi che ci offre la Austen, uno spaccato sociale dell’Inghilterra di fine Settecento spassoso ma allo stesso tempo tragico .

Le delicate e irriverenti illustrazioni di Andrea Joseph

L'autrice



02 dicembre 2010 Di Sandra Bardotti

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