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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Acquaragia |
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| Autore |
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Domenichini Stefano |
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| Dati |
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200 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 14,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,00 |
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| Editore |
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Perdisa Pop |
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| Collana |
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Corsari |
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| EAN |
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9788883724916 |
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Acquaragia di Stefano DomenichiniA scuola feci un disegno completamente buio, nero. Dissi alla maestra che avevo disegnato una lucciola. Lei mi spiegò che le lucciole fanno luce, illuminano. Lo so, risposi, ma io l’ho disegnata nel momento in cui si è spenta.
Acquaragia è il libro d’esordio di Stefano Domenichini, una raccolta di racconti che gli ha permesso di arrivare finalista all’edizione 2010 del Premio Chiara. Un titolo che evoca solventi, tavolozze, tele, colori a olio e pennelli sporchi. In effetti è così: Acquaragia è un affresco di storie e situazioni fuori dall’ordinario, dipinto con colori brillanti e vivaci. E nel racconto che dà il nome alla raccolta la protagonista, una violinista con fantasie omicide nei confronti del marito, pensa: “acquaragia, non so, mi ricorda le favole”. Sono, infatti, gustosissime favole quelle che ci offre Domenichini in questo libro, che si fa apprezzare soprattutto per il felice connubio tra il racconto di situazioni davvero paradossali e inverosimili e la soave leggerezza che permea lo stile della scrittura
.
La raccolta si presenta divisa in quattro parti, ognuna delle quali porta in esergo un verso di una canzone di Francesco De Gregori, Santa Lucia, che chiude Bufalo Bill, forse l’album più maturo e apprezzato del cantautore italiano. Proprio come questa canzone, Acquaragia è una grande preghiera laica, un universale inno alla vita. Si aggiunge alla fine una bonus track, come se fossimo davvero davanti a un disco musicale. Il genere, ovviamente, è quello scarmigliato della musica pop
.
Si parte dall’infanzia, in questa raccolta che si configura come una parabola ascendente verso la maturità. Ricordi di vita famigliare, di liste della spesa da decifrare come un rebus, di un amore infantile che ragiona su quanto la nonna morta apprezzi ancora i gelati alla crema dall’alto del cielo in cui si trova, di un incidente capitato al padre, finito in coma per anni, di pomeriggi trascorsi a pescare. Sbattiamo le palpebre e ci troviamo di colpo in America, nell’atmosfera pacifista di un viaggio on the road tra hyppies e LSD, immaginando quali conseguenze potrebbe avere far assumere l’acido lisergico al Presidente degli Stati Uniti; torniamo poi in Italia, tra foglietti illustrativi di farmaci ed effetti collaterali, e ci chiediamo cosa succederebbe se per un anno Dio si dimenticasse di risorgere il giorno di Pasqua o facesse da arbitro in una partita vita vs. morte. Ci sono poi un centro benessere chicchissimo e ridicolo, il Glamorama, lunghe elucubrazioni durante i funerali, sul perché le donne sposano dei cretini e i piccioni imbrattano i davanzali con i loro escrementi. Infine, siamo messi davanti ai pensieri omicidi di una donna nei confronti del marito, come abbiamo già ricordato, in atmosfere natalizie, a ripercorrere la biografia del dottor Gibaud che vive e si raccoglie nelle note a piè di pagina, a seguire un investigatore privato ingaggiato per tenere d’occhio i cartelli di una rotonda.
Si respira in ogni racconto l’atmosfera surreale della vita quotidiana trasfigurata dal gusto per l’iperbole e il ridicolo, che fa di Acquaragia una raccolta giovane e frizzante, in cui non mancano però lampi di saggezza che squarciano il divertente delirio di una mente che non conosce catene e vincoli. Sono molte, infatti, le osservazioni profonde che si fanno spazio in mezzo ai particolari esilaranti e ai pensieri strampalati. Non ce ne accorgiamo quasi, ma al termine della lettura la sensazione che la cifra stilistica di Domenichini non sia rintracciabile nel semplice umorismo fine a se stesso resta impressa nella mente del lettore. Vuole dirci molto di più: al di là di una visione apparentemente improntata al surrealismo e all’enfatizzazione di dettagli bizzarri del pensiero e dell’agire umano, è possibile scorgere un quadro ben definito e spiazzante di ciò che siamo e nascondiamo sotto le convenzioni del quieto vivere quotidiano. Questo l’autore sembra volere comunicare a chi legge: le possibilità del reale sono infinite, così come le potenzialità della mente umana. Il trucco sta nell’accettare quel che si è, e vivere senza prendersi mai troppo sul serio
.
Il modo di raccontare di Domenichini si avvale di una voce originale e inconfondibile. Reggiano, di professione avvocato, rivela un’indubbia dimestichezza nel saper giocare con le parole. Acquaragia sa conquistare il lettore con racconti policromatici, perfettamente architettati, sapientemente orchestrati, in cui i fatti sono colti e narrati nella loro visione meno scontata, e per questo più sorprendente e autentica. Un esordio brillante, che vi farà desiderare un seguito.
L'autore
| 24 novembre 2010 | | Di Sandra Bardotti |
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