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Recensione

Tutto torna copertina

Tutto torna di Giulia Carcasi

Ho capito che non me ne faccio niente del significato delle parole, me ne faccio qualcosa del significato delle persone, ho capito che a tutto si può rimediare, tranne al bene.
D'accordo, Antonia, ho imparato la lezione, adesso basta, dovrà pure servire a qualcosa imparare, altrimenti che senso ha? Non voglio essere migliore per qualcuno che non sei tu.


Dopo aver affrontato la tematica dell'adolescenza in Ma le stelle quante sono (Feltrinelli, 2005) e il delicato rapporto tra madre e figlia con Io sono di legno (Feltrinelli, 2007), Giulia Carcasi torna in libreria con il nuovo romanzo Tutto torna, edito da Feltrinelli, la casa editrice che l'ha scoperta e ha puntato sul suo talento. Sicuramente è stata una scommessa andata a buon fine, visto il successo che si è aggiudicata con i primi due libri, conquistando prima il pubblico dei giovani e poi quello dei lettori un po’ più adulti. Oggi, a ventisei anni e con in conto già tre romanzi, Giulia Carcasi si conferma una scrittrice giovane che parla ai giovani, ma che forse ha anche voglia di crescere e maturare. In Tutto torna affronta un argomento nuovo, capace di appassionare anche un pubblico più maturo: la storia di un amore perfezionista e complicato.

Diego vive a Roma, insegna all’università di Pisa e lavora alla revisione di un vocabolario. Nelle parole egli cerca di inscatolare la realtà, di dare un nome a ogni cosa, di far coincidere contenuto e contenitore. Cataloga minuziosamente ogni istante su un quaderno, durante i suoi continui spostamenti tra Roma e Pisa, come ossessionato dalla furia di registrare univocamente il reale e dargli forma. Cerca di tenere tutto a memoria, esercitata tutta la vita per fare affidamento solo su se stessa. Un modo per sopravvivere in un mondo che gli sfugge, dove tutti dimenticano, si limitano a vedere, non sanno mai guardare. Diego vive con la madre malata di Alzheimer, i cui ricordi svaniscono progressivamente, inesorabilmente.
Quando ci sono in ballo i sentimenti, però, non è tutto così facile: gli argini delle parole si spezzano, non riescono a contenere facilmente le emozioni, la definizione esatta è pressochè impossibile. Nel dubbio procedono un’infinità di rapporti, forse tutti.
Durante uno dei suoi viaggi verso Pisa, il treno si ferma in galleria per un guasto. Le luci saltano e nel buio Diego sviene. Una voce arriva lontanissima a soccorrerlo e a tirarlo fuori dalla vaghezza: Antonia. Da qui Antonia andrà a riempire un vuoto nella vita di Diego. Da questo momento le parole si riempiranno veramente di significato, della magia di una vita in due.


“Mi avevano detto che il passato condiziona il futuro, ma non mi avevano detto che vale anche il contrario: il futuro riscrive il passato, come l’ultima pagina di un romanzo trasfigura tutto quello che è stato letto a tal punto che a volte è necessario rileggere. Stai riscrivendo il passato, Antonia, sei arrivata e ci sei sempre stata”.

Tutto nella memoria di Diego si confonde, si allenta. Ieri diventa oggi e domani ieri. È come se Antonia ci fosse sempre stata, anche quando ancora non c’era. È questo che si pensa quando ci si innamora: che la persona che amiamo ci sia sempre stata, che sia preesistita prima di noi. “Chi ti ama c'è sempre, c'è prima di te, prima di conoscerti”, scriveva Margaret Mazzantini in Non ti muovere.
La loro è una storia d’amore che vuole e si conquista la perfezione. Ma a questo punto, il pericolo che una menzogna rovini tutto e tradisca la fiducia si fa sempre più grande. Così il cerchio si spezza, nonostante l’amore e contro ogni logica, anche se l’inganno si era rivelato più forte della verità e la verità più forte dell’inganno.


Dopo aver lavorato nei romanzi precedenti sullo sdoppiamento di voci e prospettive, Giulia Carcasi sembra cercare stavolta un punto di vista unico. Così la narrazione procede tra il tempo del presente e quello del ricordo, nella mente del protagonista, sui fogli del suo taccuino.
Tutto torna è un romanzo sull'amore, sulle incomprensioni e sulla solitudine. Un romanzo tenero, che tratta temi evidentemente molto sentiti dall'autrice, sebbene resti nel complesso ancora imperfetto e immaturo. Ma è sicuramente un altro banco di prova per questa giovane scrittrice che ha voglia di crescere e sviluppare una sua personale scrittura. Questa l’impressione che si ricava dalla lettura del romanzo. Il risultato finale, però, non convince ancora: i personaggi sono privi di spessore, non hanno la loro età, pensano come eterni adolescenti e mancano di approfondito psicologico. Quasi inevitabilmente si portano addosso il peso della giovane età dell’autrice. Ugualmente, la sua scrittura diretta, che punta sulla semplicità strutturale della frase, priva di superflui ornamenti, e su un andamento paratattico, se da un lato può entusiasmare i giovani, dall’altro difficilmente resterà nel tempo.


L'autrice


17 novembre 2010 Di Sandra Bardotti

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