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HOME | sabato 20 marzo 2010 |
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| Titolo |
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I signori del clima. Come l'uomo sta alterando gli equilibri del pianeta |
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| Autore |
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Flannery Tim |
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| Dati |
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398 p., ill., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 19,60 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,60 |
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| Editore |
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Corbaccio |
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| EAN |
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9788879728195 |
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Tim Flannery
I signori del climaCome l'uomo sta alterando gli equilibri del pianeta
“Abbiamo visto che la salute umana e la sicurezza idrica e alimentare oggi sono minacciate dal mutamento climatico di modesta entità che già si è verificato. Se l’umanità continuerà a comportarsi come se niente fosse per la prima metà di questo secolo, il collasso della civiltà diventerà inevitabile.”
Evoluzione del clima e civiltà sono da sempre strettamente connesse: per millenni l’homo sapiens è rimasto un cacciatore nomade perché la rigidezza del clima impedì la nascita dell’agricoltura. E ora, il rapido surriscaldamento provocato dall’inquinamento dell’atmosfera potrà in pochissimi decenni cancellare la civiltà umana dal pianeta, a meno che la tecnologia elaborata dall’uomo possa vincere la sfida e impedire la catastrofe.
Lo scienziato australiano Tim Flannery, che ha insegnato ad Harvard occupandosi di un progetto di ricerca sui cambiamenti climatici, nel suo libro fa il punto della situazione e presenta soluzioni possibili, attuabili in concreto anche da parte dei singoli, perché tutti noi siamo “i signori del clima”. Lo scopo del libro è appunto dimostrare che la salvezza del pianeta dipende da ciascuno di noi.
Il surriscaldamento dell’atmosfera è dovuto essenzialmente alla massiccia emissione di anidride carbonica: non c’è bisogno di aspettare che siano i governi ad agire, ogni famiglia in qualche mese può ottenere facilmente la riduzione del 70% delle emissioni, una percentuale sufficiente, se lo facessero quasi tutti, a stabilizzare il clima della Terra.
Bisogna incominciare dal risparmio di elettricità. Il consiglio di Flannery è di esaminare la bolletta in famiglia, ponendosi l’obiettivo di ridurla: i soldi risparmiati possono essere assegnati ai ragazzi, per responsabilizzarli e incentivarli.
Poi va limitato l’uso delle auto, e negli acquisti vanno privilegiati i prodotti non inquinanti. Sono piccole cose, ma se adottate globalmente diventerebbero una tendenza di cui le multinazionali e gli stessi governi dovrebbero tenere conto.
Però, pur riconoscendo l’importanza dell’impegno individuale, è chiaro che i mutamenti su larga scala dovranno manifestarsi in un ambito geopolitico. Flannery traccia una sorta di mappa dei paesi più sensibili e avanzati rispetto agli auspici del Protocollo di Kyoto, notando che l’Europa complessivamente è in testa alla classifica delle potenze che stanno adottando misure adatte a frenare le emissioni di CO2 e stanno studiando tecnologie compatibili. Anche il Giappone sta facendo molto, soprattutto per quanto riguarda i veicoli a combustibile ibrido: la Toyota e la Honda hanno creato motori che nei rallentamenti del traffico cittadino vanno a energia elettrica generata in parte sfruttando le frenate.
Anche la Cina, che finora ricava dal carbone l’80% dell’energia, cerca diverse soluzioni: al momento è rivolta soprattutto all’energia nucleare, un’opzione costosa e pericolosa che però ha il vantaggio di non emettere CO2 e, dato che la Cina ha già un programma di armamento nucleare, il relativo rischio di proliferazione non è grande, anzi è da notare che al momento un quarto della domanda mondiale di uranio viene soddisfatta riconvertendo armi nucleari in eccesso.
I paesi più renitenti al cambiamento sono USA, Sudamerica e Australia. Per gli Stati Uniti è particolarmente difficile rinunciare a quella che è sempre stata la loro filosofia, lo spirito di frontiera, la libertà sfrenata, la crescita incontrollata. La realtà incombente, cioè dissesti climatici incompatibili con la vita umana entro un paio di decenni, dato il ritmo frenetico del cambiamento in atto, costituisce una barriera a questa corsa, ma ancora in USA si tende a minimizzare i pericoli: non bisogna dimenticare che proprio la ricchezza di carbone ha fatto degli USA una superpotenza.
La vera grande alternativa prospettata da Flannery è l’energia geotermica: chi diventerà potente sfruttandola? Dopo gli USA arricchiti dal carbone e gli Stati arabi dal petrolio, assisteremo al decollo di nuove superpotenze?
Scopriamo che l’Italia potrebbe esserne una, dato che la struttura delle Alpi sembra indicare immensi giacimenti di energia sottostante.
Però l’urgenza dei provvedimenti da prendere a livello mondiale suggerisce all’autore questa metafora. Immaginiamo di essere tutti sul Titanic, davanti al gigantesco iceberg che avanza, con tanti diversi capitani, ciascuno dei quali vuole imporre il suo comando: la catastrofe è assicurata. Solo coordinando gli sforzi si potrà salvare il salvabile.
Dobbiamo sperare che di fronte al rischio della cancellazione della vita sulla terra si prenderanno misure comuni, nell’interesse di tutti. Potrebbe nascere un mondo nuovo, non più basato sul conflitto e la sopraffazione, ma sulla solidarietà e la collaborazione.
Titolo originale: The Weather Makers. The History and Future Impact of Climate Change Traduzione di Tullio Cannillo.
Le prime pagine
Prefazione
Negli ultimi quattro anni ho avuto il piacere di lavorare con Tini Flannery nell'ambito del Wentworth Group of Concerned Scientists. Questo comitato di scienziati eminenti è stato istituito con il compito di fornire soluzioni praticabili per i principali problemi ambientali relativi alla gestione del territorio e delle acque in Australia. Esso ha avuto il merito di porre tali problemi all'ordine del giorno del dibattito nazionale, e ha contribuito al conseguimento di risultati ambientali senza precedenti. Ma tutto il nostro lavoro, così come quello degli ambientalisti di ogni parte del mondo, potrebbe essere reso superfluo dagli effetti del mutamento climatico. Ci troviamo attualmente su una soglia e abbiamo di fronte due alternative per il futuro: una troppo spaventosa per prenderla in considerazione e l'altra in cui possiamo continuare a svilupparci e a prosperare, ma entro i limiti ecologici del mondo naturale in cui viviamo. Questo volume, come indica il titolo, chiarisce che siamo appena in tempo per scegliere quale futuro vogliamo. Il libro chiarisce anche che le conseguenze del mutamento climatico sono così profonde e di vasta portata da influenzare ogni aspetto della nostra vita, delle nostre economie e delle nostre società. Nei termini più semplici, il mutamento climatico rappresenta una minaccia per la civiltà quale la conosciamo. E un problema che riguarda tutti, e non soltanto un piccolo gruppo di attivisti ecologisti o un'elite di titolari delle decisioni politiche a livello internazionale: i governi e le industrie in particolare dovranno assumere un ruolo coraggioso e cruciale di leadership. Ma le soluzioni non dipendono esclusivamente dalla politica o dalle scelte tecniche. Se dobbiamo vincere la guerra sul mutamento climatico dobbiamo partecipare tutti alla lotta. The Weather Makers ci stimola a riflettere sui cambiamenti che potremmo introdurre nella nostra vita individuale. Credo che nessuno possa leggerlo senza essere spinto ad agire. Siamo ancora a tempo per evitare il disastro, ma non c'è un momento da perdere.
Robert Purves Presidente del WWF Australia Luglio 2005
© 2006, Casa Editrice Corbaccio
Flannery Tim - I signori del clima. Come l'uomo sta alterando gli equilibri del pianeta 398 pag., 19,60 € - Edizioni Corbaccio 2006 ISBN 9788879728195
Nelle pagine di Wuz Una corsa verso la catastrofe? Clima, ambiente, inquinamento: i grandi problemi dell'umanità Leonardo DiCaprio e l'impegno ecologista
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