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Recensione

Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura copertina

Asino chi legge. Viaggio in un Paese che ha deciso di disinvestire sulla cultura di Antonella Cilento

"Asino chi legge si scriveva una volta sui muri della scuole. Asino chi legge, per mettere alla berlina un compagno ingenuo, gli adulti noiosi. E si indossavano in aula per punizione cappelli di carta con orecchie d'asino, come Pinocchio e Lucignolo nel Paese dei Balocchi. Oggi, il Paese dei Balocchi di Collodi è l'Italia tutta, dalle Alpi alla Sicilia e chi legge, specie chi legge tanto, è considerato un asino."

Nella importante riedizione del libro di Tullio de Mauro curato da Francesco Erbani La cultura degli italiani (Laterza 2010) leggiamo:
2 milioni di italiani sono analfabeti completi (e parliamo di adulti tra i 18-65 anni)
15 milioni sono semi-analfabeti
15 milioni di persone faticano a leggere e scrivere
e il 71% degli italiani non è in grado di scrivere correttamente un testo ed è a rischio analfabetismo.
Sono dati davvero sconfortanti che ci inducono a riflettere, specie in un momento storico in cui la cultura in generale sta subendo attacchi su tutti i fronti.


Antonella Cilento è persona informata sui fatti.
È informata sulla lettura, è docente di scrittura, frequenta scuole, in cui entra come Esperto Esterno e - udite, udite - conosce anche molte persone colte!
Antonella Cilento nella società italiana contemporanea è quasi scandalosa. Per come approccia le classi in cui entra per aiutare i ragazzi ad amare la scrittura, a divertirsi a scrivere - in quartieri difficili di Napoli come nelle scuole di Bolzano -, e per il successo di questi rapporti umani prima che di docente-studente, potrebbe essere additata per strada: vergogna, con la cultura non si mangia, sono ben altri i valori da insegnare ai giovani!


Per un breve tratto della nostra storia la cultura - e la lettura in particolare - era diventata una questione importante, finalmente. Sembrava essere arrivato il momento in cui l'istruzione prendeva il sopravvento e la conoscenza diventava un valore e non un disvalore.
Erano superati i tempi in cui la cifra spesa per l'acquisto di un libro era denaro buttato, tolto a cose molte più utili per l'andamento familiare come biancheria, pentole, stoviglie, vestiti o cibo. Superati i tempi in cui le madri e le nonne si preoccupavano che ai figli troppo presi dalla lettura venisse il mal di testa. Sorpassati i tempi in cui si preferiva un bell'avviamento commerciale a qualsiasi liceo, senza pensare che lo studio predisponeva a un'apertura mentale e garantiva una formazione utili anche a lavorare in un negozio e persino in una fabbrica.


Certo, i soldi erano meno, le esigenze di più, le famiglie numerose...
Poi arrivò il cambio di mentalità: il figlio che studia è una rivalsa sociale, la cultura il modo per uscire dal ghetto, per riscattare generazioni dedite al lavoro manuale.
Ma è durato poco. E siamo ricaduti nella spirale.
Meglio i soldi subito. E il successo? si ottiene con il corpo, non con la conoscenza. Meglio belli, o meglio furbi. E furbi si nasce... o si diventa a scapito degli altri.


"Da qualche anno a questa parte - scrive la Cilento - leggere è considerato un errore, una perdita di tempo, un insignificante vizio. Studiare e leggere, è ormai noto, non ti porteranno da nessuna parte, non ti apriranno le porte del mondo del lavoro, non faranno di te una persona migliore".
Ci risiamo: decine di anni azzerati, però "scrivere vogliono scrivere tutti".
E sì, è vero, com'è vero. Vogliono scrivere i politici, le escort, le ragazzine coinvolte in scandali più grandi di loro. Gli attori e le cantanti, gli impiegati e le commesse, gli adolescenti e gli anziani, i rapinatori e gli assassini. Persino i mafiosi. Pubblicare un libro: il primo passo verso il successo, i soldi, la popolarità... magari la televisione!
E tutti questi aspiranti autori hanno letto poco o nulla, sia ben chiaro.


Antonella ha un metodo, e lo usa da anni nelle scuole di tutta Italia, per studenti e insegnanti. Ed è un metodo che apre le menti, che avvicina al libro, che fa amare e capire la lettura e il senso della scrittura.
Ce lo spiega, con esempi di vita vissuta, in queste pagine.
E alla fine abbiamo non solo un quadro della situazione attuale, ma anche un'idea di come potrebbe essere diversa se i docenti, la scuola, il ministero, i gentori seguissero i suoi consigli.
Non c'è solo questo nel libro della Cilento, ma anche una specie di corso di scrittura: se lo leggerete attentamente troverete moltissimi suggerimenti, annotazioni e consigli.
E infine c'è il racconto, a tratti commovente, di una vita dedicata alla passione di comunicare sia in forma orale che scritta con il prossimo, a condividere, a comprendere.

Antonella Cilento - Asino chi legge
. I giovani, i libri, la scrittura
184 pag., 16,00 € - Edizioni Guanda 2010 (Narratori della Fenice)
ISBN 978-88-6088-439-8



L'autrice



10 novembre 2010 Di Giulia Mozzato

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