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Recensione

Concerto in memoria di un angelo copertina

Concerto in memoria di un angelo di Eric-Emmanuel Schmitt

“Quando si diventa quel che dobbiamo essere? In gioventù o dopo? Da adolescenti, al di là di quelli che sono intelligenza e carattere, siamo in gran parte prodotti dell’educazione che riceviamo, dell’ambiente in cui viviamo, dei genitori. Da grandi, scegliamo noi come costruirci.”

Leggi l'intervista a Eric-Emmanuel Schmitt in occasione della presentazione di Concerto in memoria di un angelo



Se il genere del racconto viene ancora troppo spesso considerato di livello inferiore rispetto al romanzo, Concerto in memoria di un angelo di Eric-Emmanuel Schmitt, edito da e/o, dimostra che questo pensiero è frutto di un pregiudizio. La tradizione italiana, dopo Calvino e le sue Lezioni americane (che Schmitt giustamente ricorda nel giornale di bordo allegato a fine raccolta), dovrebbe ben conoscere la differenza fra semplicità e semplicismo. Con questa raccolta, Schmitt si conferma un maestro indiscusso nel genere del racconto, del quale varie volte ha rivendicato la difficoltà strutturale e la perfezione formale e tecnica in esso racchiusa. Come ogni libro, un libro di racconti ha un tema e una forma che lega i singoli testi, pur sempre fruibili singolarmente e separatamente, e il lavoro di pulitura e riduzione all’essenziale è frutto di faticosa analisi e critica. “Ci vuole tempo a ridurre un racconto all’essenziale, a evitare le peripezie inutili, a ridurre una descrizione a una suggestione, a pulire la scrittura e a togliere ogni autocompiacimento dell’autore”: insomma, un buon scrittore di racconti non lascia niente al caso, soppesa parole e dettagli, fino a raggiungere la forma perfetta. È un artigiano della parola.

Quattro racconti, il cui filo conduttore è il tema degli esseri che evolvono in conseguenza delle loro scelte o dei loro traumi. Un percorso tra dannazione e redenzione, che evidenzia quanto sia sottile la linea che separa cattivi e buoni sentimenti. Con la delicatezza e la profondità che gli appartiene, Schmitt dipinge un intero universo in ogni racconto.
Apre la raccolta L’avvelenatrice, la storia di Marie Maurestier, anziana signora che conserva un terribile segreto: l’omicidio dei suoi mariti. L’incontro con un prete giovane e affascinante la spingerà a intraprendere un cammino di redenzione, fino a quando lui non verrà trasferito altrove e lei interromperà bruscamente il percorso.
Il ritorno racconta di un padre, di professione marinaio, costretto a essere sempre lontano da casa, dalla moglie e soprattutto dalle figlie, che quasi non conosce e spesso confonde, come se avesse dimenticato il significato dell’amore paterno. Un giorno gli viene annunciato che una delle sue figlie è morta, e da questo momento inizia il suo percorso per rimediare agli sbagli e alle assenze.
Concerto in memoria di un angelo è il terzo racconto, forse quello che condensa meglio degli altri la variabilità dei comportamenti e delle azioni umane. È la storia di Chris e Axel, due giovani dagli opposti caratteri, il primo disinteressato e gentile, il secondo competitivo e spietato. Ma un evento tragico cambierà e ribalterà la loro indole.
Chiude la raccolta Un amore all’Eliseo, storia di un amore presidenziale apparentemente da favola, che nasconde sotto la superficie ricatti e incomprensioni.

Concerto in memoria di un angelo ha la musicalità caratteristica di ogni libro di Schmitt. Non è un caso che il titolo rimandi all'omonima composizione di Alban Berg. Le vicende che Schmitt racconta sembrano seguire lo svolgimento delle note su un pentagramma, ed è così che il lettore si trova trascinato con dolcezza nel racconto, entrando inevitabilmente a farne parte e a condividere le scelte della sua vita con quelle dei personaggi. Tutti i personaggi sono caratterizzati esemplarmente, sono vivi e nitidi, assumono autonomia attraverso pochi dettagli e sfumature. A tutti è concessa l’opportunità di redimersi, ma ognuno di loro risponde in maniera diversa: c’è chi l’accetta, chi la respinge e chi semplicemente nemmeno si accorge di averla ricevuta. Concerto in memoria di un angelo è un inno alla vita e alle sue infinite possibilità. Con questa raccolta Schmitt ha vinto il più prestigioso premio letterario francese, il Prix Goncourt pour la nouvelle .


L'autore


22 settembre 2010 Di Sandra Bardotti

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