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| Titolo |
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Fare scene. Una storia di cinema |
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| Autore |
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Starnone Domenico |
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| Dati |
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192 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 13,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 11,48 |
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| Editore |
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Minimum Fax |
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| Collana |
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Nichel |
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| EAN |
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9788875212575 |
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Fare scene di Domenico Starnone"La strada che andava da via Gemito al cinema mi è sempre sembrata lunghissima e inessenziale. In realtà erano quattro passi, la conoscevo a memoria. Affrettavo il passo, mi tiravo dietro i fratelli. Nostra nonna gridava: venite qua, non scendete il marciapiede che finite sotto le macchine. Mi fermavo. L’ultima cosa che volevo era essere investito da un’automobile prima di vedere il film."
Chi ha letto il bellissimo Via Gemito (a chi non l'avesse fatto consiglio di leggerlo assolutamente) ritroverà nella prima parte di questo libro i personaggi che già aveva conosciuto in quella casa napoletana: il padre dello scrittore, ferroviere e pittore, la madre sarta dall'eleganza innata, la nonna amorevole e colonna portante della famiglia, i fratelli. Ma questa volta Starnone incentra la sua narrazione sul cinema raccontandoci quanto i film abbiano segnato la sua infanzia, l'adolescenza e poi la sua vita professionale.
Per moltissime famiglie, come la sua, negli anni Cinquanta il cinema era il luogo preferito per passare un pomeriggio o una serata insieme divertendosi. E mentre scorrevano le immagini sullo schermo si fantasticava su vite diverse, si identificavano gli attori con il ruolo interpretato nel film, si condividevano gioie e sofferenze riassunte nelle storie che i registi (all'epoca come ci dice lo stesso Starnone, quasi sconosciuti al grande pubblico che sceglieva un film in base all'attore protagonista) raccontavano. Il pubblico partecipava alle storie con un'ingenuità e una condivisione che la televisione successivamente spazzò via e il cinema diventava anche uno spazio di vita: mentre la pellicola scorreva si mangiava, si fumava, si chiacchierava, alcuni si alzavano i bambini correvano sfuggendo al controllo di genitori e nonni... Per il piccolo Domenico tutto questo era esaltato dalla vera passione che lo legava alla realtà cinematografica, passione condivisa con il padre in particolare. Tra film western e storie romantiche americane, tra Totò Tarzan e Catene, cresce la capacità critica e d'analisi dello scrittore che poi si dedicherà al cinema in veste di sceneggiatore.
Ed è a questo ruolo e alle difficoltà che comporta che viene dedicata la seconda parte del libro, un resoconto della tormentata nascita di una sceneggiatura, dei compromessi che devono essere accettati per avere finanziamenti e successivamente per vedere realizzato il film. Fino all'assoluto ribaltamento dei presupposti iniziali. Starnone parte con il regista Raggalli lavorando a un progetto sulla condizione operaia e sul suicidio e arriva a un film romantico un po' sconclusionato e scremato dalla denuncia sociale. Si parte con La fine della coscienza di classe e si arriva a La vita danza sempre con l'amore. In mezzo frustrazioni, rabbia, delusioni, piccole rivincite, ricadute, attese, umiliazioni. Un percorso pieno di ostacoli, uno spaccato obiettivo che ci mostra l'altra faccia del successo e ci svela cosa significhi davvero "fare scene" nell'Italia di oggi.
Domenico Starnone - Fare scene 192 pag., 13,50 € - Edizioni minimum fax 2010 (nichel n.47) ISBN 978-88-7521-257-5
| 27 luglio 2010 | | Di Giulia Mozzato |
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