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RECENSIONE

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Titolo Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese
Autore Nardini Stefania
Dati 174 p., brossura
Prezzo € 14,00
Prezzo IBS € 11,90
Editore Perdisa Pop
Collana Rumore bianco
EAN 9788883724893
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Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese di Stefania Nardini

Salone Internazionale del Libro di Torino 2010
Domenica 16 maggio ore 14,00
Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Gianmaria Testa, Luigi Bernardi e Stefania Nardini ricordano lo scrittore Jean Claude Izzo
Spazio IBS - Padiglione 2 - Stand J126-K125


“Dalla collina di Notre Dame de la Gare sembra che sia Marsiglia ad avvicinarsi allo sguardo. Una città diseguale, prepotentemente portuale nonostante le nuove logiche dello sviluppo urbano. Città dall’umore variabile. La rabbia del mistral, il silenzio delle calanche. Marsiglia non è una città per turisti, non c’è nulla da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide”.

Leggi l'intervista a Stefania Nardini

Una biografia insolita quella ripercorsa da Stefania Nardini, giornalista e scrittrice romana, in omaggio allo scrittore marsigliese Jean Claude Izzo. Narrare la storia di Izzo significa vivere, abitare Marsiglia perchè “Marsiglia appartiene a chi ci vive” come un’utopia divenuta realtà.

Una città che è “nave” per il piccolo napoletano Gennaro Izzo, padre di Jean Claude, avvolta in un incontro leggendario, quello di un marinaio della Focile con la principessa ligure Gipsy. Una nave che approda ad un’incognita chiamata vita. Gennaro, ribattezzato François, sebbene non avesse nemmeno la certezza di un pasto, gioiva della brezza di quel lembo di Mediterraneo, di quel “mare color del vino”, che come scrisse Sciascia “non ubriaca: si impadronisce dei pensieri, suscita antica saggezza….”. Un mare, una città che ubriacarono di vita Gennaro, a tal punto che una volta arrivato non ripartì mai più. Come accadde a suo figlio, che sempre amò quella città in cui c’era posto per tutti, quella dimora ed espressione di moltissime identità, quel concentrato di vita, di allegria, di disperazione.

Adolescente acuto, bravo a scuola, una scuola per “tornitore - fresatore”, Jean Claude si considererà sempre un rital, un figlio di immigrati, che cercherà un riscatto sociale nella scrittura giornalistica, narrativa, teatrale, poetica,  necessità che si impadronirà di lui rogressivamente e con prepotenza.


Uomo attento alla memoria, e non alla nostalgia, spesso adoperata come strumento per una lucida analisi politica. Fu militante irrequieto dapprima di un movimento cattolico, le Pax Christi, il cui grande tema era quello dei diritti dell’uomo e della giustizia, e successivamente con la giovane moglie Marie-Helene, amica sin dai campi pacifisti, donna passionale con uno spiccato senso pratico e sempre presente “anche quando arriveranno per lui nuovi amori”, a favore del partito comunista, ma sempre, al di là delle adesioni, legato con coerenza ai suoi principi di libertà. Giornalista “umano” con l’occhio da narratore, con il talento e la capacità di immergersi nella vita concreta per sporcarsi le mani prima di utilizzarle per scrivere, lavorò per il quotidiano comunista “la Marseillaise” per poi abbandonarlo con eleganza, perché “lo sdegno fa parte adesso dello spettacolo, lo si serve come un aperitivo e poi si passa appresso. E sempre più velocemente”.

Lasciato il giornale e il Partito Comunista, rivoluzionò la sua vita: iniziò a collaborare con un piccolo  giornale che si occupava di mutualità sociale La vie mutualiste e si trasferì a Parigi, meta “forzata” anche per chi “come lui aveva Marsiglia nel cuore”. Nella capitale francese Izzo scrisse molto: come sceneggiatore, come paroliere a un pezzo musicale di Jean Guy Coulange, come narratore. Venti pagine, Marseille, pour finir., solo venti pagine per un racconto commissionato dalla rivista Gulliver: l’inizio di un'altra storia, ma sempre sua. Creò personaggi, odori, colori, strade, vicoli, caffè, storie e Marsiglia, protagonista per eccellenza perché “non è soltanto una mescolanza di razze, ma di sentimenti” perché Marsiglia “è negli occhi della gente”. Cominciò così la grande avventura della trilogia (ch Casino totale, Chourmo, Solea) che consacrerà Izzo come uno dei più grandi autori di noir.

Quando morì, divorato da un cancro, volle farsi cremare e le sue ceneri furono gettate in mare, davanti a Marsiglia che come Izzo canta, grida al mondo “cosa può provocare la mortificazione interiore” e riscatta una storia ai margini.


Stefania Nardini - Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese
170 pag., 14,00 € - Edizioni Perdisa Pop (Rumore bianco)
ISBN 978-88-8372-489-3



Qualche poesia inedita di Jean Claude Izzo >>>

Sogno
ma senza sonno
e il mio letto è la strada
sogno
sveglio,
in piedi,
in pieno giorno,
sogno la vita che non è un sogno
un incubo
se si nasce poveri ...


l'autrice


11 maggio 2010 Di Claudia Caramaschi


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