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Recensione

Il Il viaggio d'inverno copertina

Il viaggio d'inverno di Amélie Nothomb

Salone Internazionale del Libro di Torino 2010
Domenica 16 maggio ore 10,30
Incontro con le sorelle Nothomb, Amélie e Juliette, intervistate da Massimo Cirri e Filippo Solibello
Spazio IBS - Padiglione 2 - Stand J126-K125


"Scrivere mobilita un importante segmento del corpo: è un'applicazione fisica del pensiero. Da qualche settimana so che provocherò un disastro aereo, e lo organizzo. La novità è che adesso lo scrivo. Ebbene, scriverlo è molto più forte che il solo concepirlo nella propria testa."

L'ospite più attesa dell'edizione 2010 del Salone del Libro di Torino è Amélie Nothomb.
Scrittrice particolare, originale, unica, la Nothomb ha conquistato il pubblico dei lettori "lavorandolo ai fianchi", pubblicando con regolarità un romanzo all'anno, cercando di raccontare l'anima dei suoi personaggi in modo tale da non rendere mai un libro uguale all'altro, spiazzando e al tempo stesso accondiscendendo le aspettative dei suoi lettori affezionati. Tanto Giappone nei suoi romanzi, molta autobiografia, il rapporto con il lavoro, con il cibo, la famiglia, l'amicizia, la scrittura e poi i libri, esaltati e distrutti nel suo capolavoro Libri da ardere .


Ogni breve romanzo è un mondo a sé e al tempo stesso la tessera di un grande mosaico che la scrittrice compone sugli esseri umani.
Questa volta è un amore impossibile e folle a condurre la vicenda, portando il protagonista, che ci racconta la sua storia scrivendola rapidamente prima del suo gesto estremo e incredibile - "l'attività criminale porta con sé la necessità di scrivere" -, a decidere di eliminare un monumento e distruggere molte vite umane, per l'ossessione di una vocale, quella con cui inizia il nome dell'amata.
Pensiero estremo e maniacale che lo lega a un grande artista:  
"Gustave Eiffel era innamorato pazzo di una donna che si chiamava Amélie. Di lì la sua ossessione per la lettera A, che domina Parigi da più di un secolo"


Tra allucinazioni e realtà, nell'evolversi di un rapporto sentimentale che non può avere futuro soprattutto a causa della presenza di una terza figura, una scrittrice autistica (Aliénor) con la quale vive simbioticamente la sua amata (Astrolabe) - e qui la Nothomb trova l'occasione per scrivere anche interessanti considerazioni sulla sua professione -, Zoïle matura un'idea estrema e assoluta che la Nothomb ci prospetta senza farci vivere.

Da ascoltare durante la lettura:





L'autrice



10 maggio 2010 Di Giulia Mozzato

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