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HOME | sabato 04 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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La carezza dell'uomo nero |
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| Autore |
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Thiesler Sabine |
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| Dati |
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511 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 20,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 17,00 |
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| Editore |
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Dalai Editore |
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| Collana |
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Romanzi e racconti |
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| EAN |
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9788860735799 |
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La carezza dell'uomo nero, un romanzo di Sabine Thiesler"Aveva compreso il senso della sua esistenza. Non era nato per rendere felici le donne o per accumulare ricchezza, ma per collezionare bambini, strumenti di Dio che solo lui poteva preservare dalle delusioni della vita."
Il titolo originale del libro è terribilmente incisivo e dice già tutto: Der Kindersammler, Il collezionista di bambini. Peccato che non sia stato possibile mantenerlo nella edizione italiana, perché un romanzo con questo stesso titolo è già stato pubblicato, per cui si è ripiegato su La carezza dell’uomo nero. Nel romanzo della scrittrice tedesca Sabine Thiesler non abbiamo mai alcuna incertezza sull’assassino. È lui, con il suo nome, Alfred Fischer, che incontriamo a Berlino in una gelida mattina di novembre, nel 1986. La mattina in cui non è ‘a caccia’, ma è solo il caso che gli fa incontrare Benjamin Wagner, dieci anni e capelli biondi, che ha marinato la scuola perché non ha fatto firmare due compiti ai genitori. Alfred appare a Benjamin come l’eroe che lo salva quando, seduto in riva al canale, viene assalito da due teppisti in cerca di soldi che lui non ha. E Benjamin, infreddolito e bagnato, si fida di lui, lo segue con la promessa di una cioccolata calda e dei porcellini d’India a cui dar da mangiare: non uscirà mai più dalla casupola estiva abbandonata in cui Alfred lo trascina. La madre di Benjamin, ammalata di sclerosi multipla, non reggerà al dolore e si butterà giù dalla finestra della clinica. Suo padre annegherà nell’alcol.
Nel 1983 era scomparso Daniel Doll, anche lui dieci anni, biondo. Nel 1989 Florian, un’altra località, stessa modalità, assomigliava agli altri due bambini, anche a lui l’assassino aveva strappato un canino dalla bocca. Poi, in Germania, basta. Nel 1994 in Toscana scompare Felix, un bambino tedesco in vacanza con i genitori. Nel 2004 Anne, la mamma di Felix, ritorna a Siena, vuole acquistare una casa su quelle colline dove il suo cuore cerca ancora il suo bambino: finché non c’è un corpo, non si può neppure dimostrare che Felix sia morto, vero? E la maggior parte della storia si svolge sulle dolci colline toscane, ambientazione idilliaca in forte contrasto con quanto accade, con il dolore della madre, con il buio del Male che è dentro l’anima di Alfred. Che, a questo punto, non si chiama più Alfred Fischer, ma Enrico Pescatore: il nome è la traduzione del suo cognome prima di assumere quello della ex moglie e il cognome è la traduzione letterale di Fischer. Ed Enrico Pescatore non si nasconde affatto, anzi, ha una certa fama per l’abilità con cui ristruttura vecchi ruderi. Lui stesso vive, con la seconda moglie, in uno di questi - quello che vende ad Anne, senza sapere chi lei sia, senza sospettare quale ignoto sottile richiamo la casa di Valle Coronata, nel suo splendido isolamento, abbia su di lei.
Si può provare compassione per un assassino, pedofilo per di più? Avrei detto di no, eppure ci sono dei capitoli rivolti all’indietro, all’infanzia infelice di Alfred che si sentiva amato solo dal fratello maggiore che poi era morto, in cui non possiamo fare a meno di provare per Alfred lo stesso sentimento che proviamo più tardi per le sue vittime, quando lui, invece, susciterà in noi orrore, rabbia, disgusto, indignazione. Sabine Thiesler è bravissima nel tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, sia del colpevole sia dei genitori dei bambini, che si sentono pure loro colpevoli, di negligenza, di disattenzione. Che sperano l’insperabile, che non accettano l’idea della morte, che costruiscono una realtà alternativa su una serie di ‘se…’. Se non si fosse venuti in vacanza, se lo si fosse tenuto sempre sotto gli occhi, se non avesse piovuto, se… Bravissima nel tenerci con il fiato sospeso pur sapendo già quello che è successo e chi è stato, lasciandoci solo con l’incognita del dove siano i piccoli corpi. Bravissima nell’aumentare la suspense alla fine, quando sappiamo che ci sarà un’altra vittima. Bravissima nel guidarci nella campagna toscana, nel farci sentire l’aria sulla pelle, i profumi dei cibi, il sapore del vino. Nel farci apprezzare la bellezza nostrana che ormai noi diamo per scontata, in cerca di esotismo. E bravissima nel darci un finale da applauso.
Sabine Thiesler - La carezza dell’uomo nero Titolo originale: Der Kindersammler Traduzione di Helga Rainer 511 pag., € 20,00 - Baldini Castoldi Dalai (Romanzi e racconti) ISBN 978-88-6073-579-9
| 17 marzo 2010 | | Di Marilia Piccone |
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