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Recensione

La La cena copertina

La cena di Herman Koch

«Tutte le famiglie felici si somigliano, ciascuna famiglia infelice è infelice a suo modo». Così recita l'incipit di Anna Karenina di Tolstoj citato, nelle primissime pagine, da Paul Lohman, il narratore dell'ultimo romanzo dell'olandese Herman Koch, La cena (Neri Pozza), che sta facendo molto parlare di sé.

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Protagoniste del romanzo, potremmo dire allora, due ex famiglie felici, che condividevano tranquillità economica, un posto di rilievo nella società, stabilità nelle relazioni all'interno del matrimonio: la famiglia di Paul Loman, insegnante a riposo, e la famiglia di Serge, fratello di Paul, impegnato politicamente nella corsa a Primo Ministro olandese, con buone speranze di successo.
A minare questo prezioso equilibrio, la bravata dei due rispettivi figli, Michael e Rick, studenti quindicenni, apparentemente due adolescenti come tanti altri, senza particolari problemi comportamentali.


Durante il rientro da una festa a tarda notte, hanno picchiato e dato fuoco ad una barbona che dormiva in un bancomat, impedendo loro il passaggio e dunque il prelievo di contanti. Le immagini delle telecamere non permettono l'identificazione dei colpevoli, ma nuovi video, ancora più compromettenti, pubblicati su internet, impongono una presa di posizione da parte dei genitori: mettere a tacere l'accaduto, sperando che il fatto venga dimenticato dai media e archiviato dalla polizia, oppure denunciare il proprio figlio, costringendolo ad affrontare le sue responsabilità, ma mettendo anche a repentaglio il suo futuro e la felicità di tutta la famiglia?
La questione viene affrontata dai quattro genitori durante la cena in un ristorante di lusso, durante la quale l'alternarsi delle portate, minuziosamente descritte dal maître, segna il ritmo della discussione stessa, che si fa sempre più animata.


“La felicità basta a se stessa, non ha bisogno di testimoni” afferma ancora Paul,   mentre le famiglie infelici e, soprattutto, le coppie infelici, non riescono mai a stare da sole. L'infelicità è costantemente alla ricerca di compagnia, di testimoni: forse è per questo che la scelta cade su un ristorante esclusivo, costoso ed affollato.
All'inizio, non è neppure ben chiaro “chi” sa “che cosa” o quanto, realmente, ciascuno dei commensali conosca dell'accaduto: cautamente, preferiscono parlare, come in qualsiasi altra cena fra amici, di film, della guerra in Irak, di politica.


Poi però il vero motivo per cui sono lì riuniti si impone alla loro attenzione,  l'imbarazzo è palpabile, la tensione sale nel momento in cui risulta evidente che non c'è accordo sulla condotta da scegliere.
Interrotto più volte da telefonate, pianti, silenzi imbarazzati, da apparizioni e da uscite di scena di uno o dell'altro personaggio, così come da numerosi flashback che contribuiscono a chiarire le circostanze familiari dell'accaduto – se non addirittura l'ereditarietà di alcuni comportamenti violenti –, il racconto ha il suo culmine in un finale originale,  inatteso e, soprattutto, politicamente scorretto.


Sorprende la capacità di Herman Koch nel coinvolgere il lettore in un appassionante quanto fondamentale dilemma morale: che cosa sarei capace di fare per proteggere mio figlio? Fin dove sarei disposto a spingermi pur di preservare il suo futuro?
Ogni personaggio mette in scena una diversa presa di posizione, un diverso punto di vista e, dunque, una diversa motivazione per la scelta che verrà condivisa a tutti i costi, malgrado le resistenze di qualcuno.


Impossibile leggere questo romanzo senza provare un senso di smarrimento per la mancanza di valori da parte di genitori più preoccupati a difendere se stessi e una parvenza di normalità, che a mettere in dubbio l'efficacia della propria azione educativa.
Eppure, nonostante l'incredulità iniziale e la conseguente condanna di un simile comportamento, un tarlo si insinua nella nostra mente, un'inquietudine, un tentennamento: siamo davvero sicuri che, in questa stessa situazione, avremmo agito diversamente?


Herman Koch - La cena
Traduzione di G. Testa
286 pag., € 16,00 - Neri Pozza (Bloom)
ISBN 978-88-545-0400-4



L'autore



15 marzo 2010 Di Lidia Gualdoni

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