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RECENSIONE

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Titolo La scatola dei calzini perduti
Autore Vauro
Dati 327 p., brossura
Prezzo € 17,50
Prezzo IBS € 14,88
Editore Piemme
EAN 9788856610192
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La scatola dei calzini perduti di Vauro Senesi

"«Non so se ho ancora una famiglia» risposte Madut al maresciallo con un tono neutro. Quella risposta colpì Michele, che intuì che dietro quelle poche parole si nascondeva un dramma. Uno dei tanti che si portavano appresso dalle loro terre gli immigrati che aveva conosciuto, che erano ormai molti. Drammi più pesanti delle povere cose che in genere costituivano il loro bagaglio."

Leggi l'intervista a Vauro


Il mese di marzo è iniziato con un evento importante: lo sciopero dei migranti che ha visto in tanti paesi europei, per la prima volta, persone considerate praticamente invisibili rendere invece ben visibile la loro presenza e il contributo alle economie degli Stati in cui sono emigrati. Il titolo della manifestazione che ha invaso le città europee con i colori e le voci di tanti popoli e ha unito anche tanti italiani in un unico rifiuto del razzismo e delle discriminazioni, era 24 ore senza di noi.

Questa premessa è strettamente collegata al recente libro di Vauro edito da Piemme, in cui il protagonista, Madut, è un giovane sudanese alle prese con le mille difficoltà, le frustrazioni, le ingenuità, la solitudine e il dolore di tanti ragazzi giunti nel nostro Paese in fuga dalla guerra o dalla fame.  
Il passato, gli affetti lontani, l'orrore di tanti ricordi sono elementi che riaffiorano sempre nella mente di Madut: impossibile dimenticare sia il male che ha visto, il fuoco, la morte che gli è passata troppe volta vicina, sia gli affetti familiari o l'amicizia di qualche prete in missione nel suo Paese.


Ma è il presente da immigrato che Vauro sa descrivere, attraverso gli occhi del ragazzo del Sudan, in tutte le sue difficoltà. La paura costante di chi non ha documenti, il disprezzo letto negli occhi degli italiani e un immotivato, ma terribile senso di colpa che viene introiettato, pur nella consapevolezza di non fare nulla di male. Le tante ingenuità nate da una cultura diversa che non vengono capite e anzi vengono sempre mal interpretate. Il colore della propria pelle considerato un peccato o un marchio di cui vergognarsi. Un razzismo diffuso, tanto che anche i bambini ne sono ormai vittima. L'Italia di oggi, egoista, crudele o per lo meno superficiale è quella che emerge da questo libro pieno di poesia e di umanità. 

Ci sono però anche delle infelici presenze italiane in questo libro: gli emarginati, gli esclusi non hanno infatti nazionalità.
Correttamente Vauro mette in chiaro che non tutti gli italiani sono dominati da istinti razzisti e da pregiudizi, per fortuna ci sono molte persone che hanno rispetto e cercano di entrare in contatto positivo con gli stranieri, difendendoli quando vengono ingiustamente attaccati, e questo avviene anche da parte di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine che interpretano in modo intelligente regole profondamente stupide.


Ma l'ingenuità di tanti ragazzi stranieri viene usata da chi invece sa sfruttarli in vari modi, sapendo che sono loro ad andare nei guai per primi...
C'è un po' tutto quello che riguarda la situazione degli immigrati in Italia in questo libro di Vauro, naturalmente di quelli che si portano un fardello di ricordi orribili e vengono qui cercando di trovare nuove possibilità di vita. Ci sono poi, ma come potrebbere diversamente, anche quelli che delinquono, che sono certamente una minoranza, ma sono certamente meno interessanti perchè le loro caratteristiche sono quelle di tutti i delinquenti del mondo, italiani e stranieri senza alcuna differenza. Il romanzo non si chiude con un lieto fine (è difficile oggi pensare realisticamente a un lieto fine) e viene trasmesso al lettore il senso di ingiustizia che spesso vede gli stranieri additati come delinquenti quando in realtà sono vittime e strumenti di ben più agguerriti italiani. 


Vauro Senesi - La scatola dei calzini perduti
327 pag., € 17,50 - Piemme
ISBN 978-88-566-1019-2



L'autore



24 marzo 2010 Di Grazia Casagrande


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