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Recensione


La malapianta di Nicola Gratteri

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Conversazione con Antonio Nicaso


"Quello dell'ecomafia è un business enorme e non riguarda solo il Sud. Secondo un rapporto di Legambiente, dalla fine degli anni settanta oltre trenta navi sarebbero state affondate al largo delle coste italiane in circostanze tutte da chiarire. Al Sud sono finiti i rifiuti delle aziende del Nord, ma anche di altri paesi. È ormai un sistema che non coinvolge solo le organizzazioni criminali, ma anche tecnici di laboratorio che falsificano le analisi e trasportatori che per soldi sono disposti a tutto. Ma anche dirigenti d'azienda, faccendieri e quant'altro; tutta gente che non sapendo risolvere il problema dello scarico e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, si serve della criminalità organizzata non preoccupandosi di mettere a repentaglio la vita o comunque di attentare alla salute dei cittadini."

Questo è uno di quei libri che, come avviene dopo la visione di certe inchieste televisive, giunti alla fine provoca uno scoramento fortissimo, ma subito dopo suscita l'impulso a fare qualcosa per interrompere la caduta verso il precipizio del nostro Paese. Caduta che però pare piuttosto difficile da arrestare visti gli intrecci sempre più forti tra i vari settori, politica, imprese, massoneria, banche, professionisti vari e 'ndrangheta.

Le domande che Nicaso pone a Gratteri, a cui il magistrato risponde con precisione e profonda conoscenza dei fatti, senza reticenze di comodo, introducono il lettore nel significato storico (radici e motivazioni), nell'evoluzione e nell'attualità della 'ndrangheta.

Quando poi i legami con la politica si faranno più espliciti, quando l'evoluzione "culturale" della 'ndrangheta la renderà sempre più pericolosa, quando infine il suo giro d'affari raggiungerà cifre da capogiro, ecco che Gratteri si sofferma sui rapporti internazionali delle 'ndrine e sui principali business che hanno la capacità di produrre tanta ricchezza: droga, rifiuti, estorsioni, ecc. 

Droga appunto. Un affare incredibilmente redditizio, con forti legami internazionali e non solo con i paesi produttori, la Colombia prima di tutto, ma anche con tutti quegli stati (Stati Uniti, Messico, Paesi africani, ecc.) che servono per smistare, commerciare, vendere la cocaina. L'incremento delle vendite negli ultimi anni è poi superiore a qualsiasi altro "prodotto" e il guadagno corrispondente lo è altrettanto. Un solo dato: un chilo di coca si compra a 1.500 euro, alla fine (tagliata e confezionata in bustine) può fruttare 225 mila euro! Quale altro commercio può essere ugualmente redditizio? nessuno, chiaramente.

Un altro affare dai facili e forti guadagli è quello dei rifiuti, in particolare di quei rifiuti che non si smaltiscono facilmente e che fanno molta gola alle ecomafie (un fatturato accertato di oltre 20 milioni di euro nel 2008), che allegeriscono chi li produce da costosi passaggi legali nei luoghi di smaltimento regolari e che devastano i nostri mari e i nostri terreni con gravissimi danni alla salute dei cittadini. Il ritrovamento di una nave carica di rifiuti tossici, affondata nelle profondità del mare, era stata pochi mesi fa al centro dell'attenzione degli inquirenti, ma sono tantissime quelle che stanno uccidendo il mare che circonda l'Italia e che, con ogni probabilità, continuano a scaricarvi i loro veleni. Con i residui tossici poi nel Sud si sono fatte strade, parcheggi e anche scuole (una a Crotone e una a Cutro, ad esempio).

Se la mafia fosse solo un'organizzazione criminale sarebbe stata sconfitta, come si può dedurre anche dal recente libro di Gian Carlo Caselli, Le due guerre, scritto con il figlio Stefano. Infatti Caselli ha potuto sconfiggere il terrorismo perché c'era una chiara volontà politica di farlo, sostegno che non ha potuto invece avere nella guerra contro la mafia.
Un doloroso esempio è l'assassinio Fortugno: un delitto che va oltre la mafia ma in cui "si saldano gli interessi più inconfessabili".
Un altro settore su cui con ogni mezzo la 'ndrangheta vuole mettere le mani è infatti proprio la sanità e l'eliminazione di Fortugno era importante per raggiungere questo obiettivo. 


"In Calabria, la 'ndrangheta ormai è un potere militare, economico e politico che non accetta di essere messo in discussione nemmeno negli aspetti più marginali." Il controllo del territorio a volte è totale, tanto che si può dire, con il procuratore antimafia Piero Grasso, che è lo Stato che deve infiltrarsi e non viceversa... Non c'è settore in Calabria che non sia controllato anche se, rispetto ad altri, poco redditizio: l'importante è determinare la propria supremazia ovunque.

Ovunque, si diceva. E in effetti la 'ndrangheta è diffusa ampiamente nelle regioni del Nord (e Gratteri sfata l'idea che la causa della diffusione sia dovuta al soggiorno obbligato al Nord dei mafiosi) e in particolare in Lombardia dove la sua presenza è stata per anni negata e ancora oggi sottovalutata. L'elenco dei paesi e dei quartieri di Milano sotto l'egida della 'ndrangheta fa davvero paura, come sia presente all'Ortomercato, come condizioni l'economia del capoluogo e come l'Expo 2015 sia un affare colossale per queste mafie fa ancora più paura. Se la Lombardia è un territorio privilegiato, anche Piemonte e Liguria non scherzano...

Ma l'Italia è piccola e allora la 'ndrangheta ha "filiali" nei quattro continenti, tanto che negli Usa è considerata un pericolo alla stregua di Al Qaeda.

Alle domande più personali di Nicaso, Gratteri risponde con qualche cenno sulla sua vita, sulle sue scelte, sulla consapevolezza dei rischi a cui è andato incontro e sugli strumenti che potrebbero servire a una vera lotta alla 'ndrangheta. La preoccupazione per le nuove norme che sicuramente sono di ostacolo alle indagini (limitare le intercettazioni è da irresponsabili!), l'amarezza per la passività della società civile (ma mai tentennamenti o desiderio di lasciar perdere) sono i temi che chiudono questo importante e illuminante libro.


Nicola Gratteri conversazione con Antonio Nicaso - La malapianta
183 pag., € 17,50 - Mondadori (Strade blu)
ISBN 978-88-04-59369-0




Le prime pagine
La mafia più ricca del mondo domina la regione più povera d'Europa.
La 'ndrangheta, che fino a vent'anni fa era considerata una criminalità da Terzo Mondo arcaico e rozzo, oggi fattura 44 miliardi di euro all'anno e controlla quasi tutta la cocaina d'Europa
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L'autore



26 febbraio 2010 Di Grazia Casagrande


26 febbraio 2010

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