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| Titolo |
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Annus horribilis |
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| Autore |
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Bocca Giorgio |
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| Dati |
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158 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 15,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 12,75 |
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| Editore |
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Feltrinelli |
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| Collana |
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Serie bianca |
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| EAN |
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9788807171826 |
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Annus Horribilis di Giorgio Bocca"Tornerà il fascismo? Tranquilli, un po' è già tornato".
"Perché il fascismo è una tentazione perenne degli italiani, come una traccia di sottofondo che non scompare mai dalla nostra cultura? Perché siamo cattolici apostolici romani con un pontefice infallibile quando parla ex cathedra? E perché il revisionismo storico avverso alla guerra partigiana ha avuto un successo spontaneo diffuso anche tra i non fascisti? Credo, senza risalire all’imperialismo romano, perché la nostra cultura non è mai stata democratica, perché né Dante, né Petrarca, né Guicciardini né Machiavelli sono stati maestri di democrazia."
Un respiro profondo, un ambiente confortevole, una poltrona comoda, una camomilla calda (o altra bevanda rilassante) e molta pazienza. Non leggete questo libro se vi mancano almeno due di questi elementi. Perché? I perché sono tantissimi. Perché scoprirete subito che di giornalisti come Bocca "hanno perso lo stampo", "non ne nascono più", e altre belle banalità del genere. Ma è vero. Perché l'analisi che fa della situazione italiana è sconfortante, soprattutto perché arriva da uno come lui che ha vissuto in pieno decenni che tutti consideriamo assai peggiori e che invece scopriamo come possano essere paragonati all'attualità. Perché vedere la luce in fondo al tunnel è proprio difficile.
Un saggio che dovrebbe diventare testo scolastico (speriamo che qualche docente ne consigli la lettura), un punto di partenza più che di arrivo per tutti noi che dovremo prendere il testimone dalle sue mani, come da quelle dei suoi coetanei che ci stanno lasciando portando via dal mondo i ricordi di chi ha vissuto in un regime e sa cosa vuol dire perdere il diritto democratico che noi diamo per scontato e che non lo è affatto, ma va conquistato giorno per giorno.
L'analisi di Bocca parte dalla situazione politica italiana (nessuno sconto alla sinistra, diciamolo subito) per affrontare anche gli aspetti economici e culturali, dalla crisi internazionale alla fine della classe operaia, dalla diffusa criminalità alla corruzione tutt'altro che sconfitta. Sopra tutto aleggia lo spirito del populismo, che ha trovato la sua cassa di risonanza nella televisione.
Dalla penna di questo piemontese duro e coriaceo, sobrio ma passionale, lucido, obiettivo e coraggioso come lo sono stati tanti conterranei negli anni del fascismo e della guerra, nel primo dopoguerra e negli anni del boom economico, scopriamo che i valori della semplicità e della coerenza contrapposti a quelli del successo a ogni costo, dell'inutile vanto, dell'autocompiacimento basato sull'avere e non sull'essere, sono sui lunghi tempi i valori vincenti.
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Perché il fascismo è una tentazione perenne degli italiani, come una traccia di sottofondo che non scompare mai dalla nostra cultura? >>>
| 19 febbraio 2010 | | Di Giulia Mozzato |
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