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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Il sangue è randagio |
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| Autore |
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Ellroy James |
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| Dati |
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859 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 24,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 20,40 |
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| Editore |
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Mondadori |
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| Collana |
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Scrittori italiani e stranieri |
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| EAN |
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9788804593867 |
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Il sangue è randagio, un noir di James EllroyL'intervista a James Ellroy in Café Letterario
"Microspie, intercettazioni telefoniche, infiltrazioni, perquisizioni, lettere diffamatorie. Pedinamenti. Calunnie a mezzo stampa. Insinuazioni, uso della forza, spionaggio, pettegolezzi, propaganda, guerra psicologica."
A chi, dei tanti "cattivi" del libro, allude la frase sopra riportata? sono solo quelle le tante azioni criminose che popolano ogni pagina del romanzo ad apparire degne di essere segnalate in quel breve elenco? difficile dire chi non utilizzi sistemi illegali per fare il proprio tornaconto negli Stati Uniti di fine anni Sessanta. E nei decenni successivi? Polizia, Fbi, organizzazioni criminali, organizzazioni razziste, gruppi d'opposizione, commercianti di droga, attentatori, militanti afroamericani, organizzazioni neonaziste, esuli cubani: tutti sono in qualche modo collegati, tutti hanno molto, moltissimo da nascondere.
È un'America violenta e senza principi quella che Ellroy descrive in tutti i suoi romanzi, un'America che non ha e non dà speranza. Violenza mirata a uno scopo o del tutto gratuita come uccidere uno scoiattolo senz'altro scopo che vederlo disintegrato sotto i colpi della propria pistola. Gli anni che precedono e che seguono il sessantotto sono una specie di estremizzazione di tale deriva, e non viene indicata nessuna via d'uscita da quel clima. I delitti eccellenti: i due Kennedy e Martin Luther King sono il frutto di un insieme di complotti e di congiure che vedono come protagonisti chi è nello Stato e chi ne è fuori, chi ha giurato fedeltà alla nazione e chi ha come regola di vita l'infrangere la legge. È proprio questa capacità di fare il quadro, negativo, di un paese che si fonda sulla violenza e sull'inganno senza trarre nessuna morale, senza condanne o considerazioni, ma "riportando i fatti", una delle caratteristiche di James Ellroy.
Frasi brevi, spezzate, uno stile sempre impersonale, discorso diretto il più possibile, linguaggio realistico, molto duro, tanto slang, sicuramente non facile da tradurre in italiano (complimenti a Giuseppe Costigliola!), questi gli strumenti che lo scrittore utilizza per dare al lettore continue sferzate e immergerlo nel clima che va costruendo pagina dopo pagina. Anche l'uso di inframezzare il testo con articoli, documenti ufficiali e titoli di giornali, aggiunge verità al racconto che si fa cronaca, quindi sempre più realtà. Si può parlare per questo noir anche di romanzo storico, si intrecciano infatti figure reali, (John F. Kennedy e il più amato Robert, Martin Luther King...), magari non come personaggi della trama, ma citati come riferimenti per i personaggi che per conto o in nome loro agiscono, a personaggi di pura creazione letteraria: il vero e il verosimile insomma come da canone letterario. Le donne? ce n'è davvero di ogni genere, tutte però con quel qualcosa in più che le rende speciali. Giovani e meno giovani, puri strumenti sessuali, o capaci di condurre il gioco, un gioco pericoloso ed estremo, tante. Ma una sola, la Dea Rossa, Joan Rosen Klein, è la regina che muove, facendole girare intorno a sé, tutte le pedine. 1968, 1969 e via così fino al 1972, quindi un salto e le ultime pagine, OGGI, un capitolo in prima persona. Ecco come si conclude il capitolo e il libro: Vi affido questo libro e vi consacro miei compagni. Questo mio dono rappresenta il ricongiungimento con la madre che ho perso, con la figlia che ho perso, e con Joan, la Dea Rossa.
James Ellroy - Il sangue è randagio Titolo originale: Blood's a Rover Traduzione di Giuseppe Costigliola 859 pag., € 24,00 - Mondadori (Scrittori italiani e stranieri) ISBN 978-88-04-59386-7
Le prime pagine: Un camioncino del latte svoltò bruscamente a destra e urtò il marciapiede. Il conducente perse il controllo del veicolo e colto dal panico inchiodò, sbandando di coda.>>>
| 16 febbraio 2010 | | Di Grazia Casagrande |
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