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Titolo Le figlie del libro perduto
Autore Howe Katherine
Dati 427 p., rilegato
Prezzo € 18,60
Prezzo IBS € 15,81
Editore Salani
Collana Romanzo
EAN 9788862560542
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Le figlie del libro perduto di Katherine Howe. Streghe e stregoneria tra XVII e XX secolo

"Con infinita delicatezza afferrò l’estremità della carta e la tirò lentamente fuori dal fusto. Sembrava una pergamena in miniatura, arrotolata strettamente in un tubicino. Connie si mise la chiave in grembo e avvicinò il fragile frammento alla luce, srotolandolo un millimetro alla volta. Era ingiallito e macchiato, lungo più o meno quanto il suo pollice.
Sopra, con un inchiostro acquoso a malapena leggibile alla luce tremula, c’erano scritte le parole DELIVERANCE DANE."





1681, Marblehead, Massachussetts.
L’unica figlia di un uomo è molto ammalata.
Lui fa venire la donna che è famosa nel villaggio per saper curare con le erbe, infusi e decotti.
La bambina muore.
Il padre accusa la donna di stregoneria: Deliverance Dane sarà una delle donne implicate nei memorabili processi di Salem, dove una sorta di isteria collettiva causò la condanna a morte di persone innocenti accusate di consorziare con il diavolo.

1991, Cambridge, Massachussetts.

La giovane dottoranda Connie Goodwin sta facendo ricerche per una tesi sui processi di Salem, spronata dal suo relatore.
Si avvicina l’estate e la madre di Connie l’incarica di sgomberare la vecchia casa della nonna a Marblehead, perché vorrebbe metterla in vendita.

Le figlie del libro perduto della scrittrice americana Katherine Howe segue questi due filoni narrativi che scorrono dapprima parallelamente su due piani temporali diversi per poi mostrare di essere non solo collegati ma uno il seguito dell’altro, a trecento anni di distanza.

Non c’è molto di nuovo nella ricostruzione storica del primo filone per chi già conosce la storia dei processi alle streghe o chi, quantomeno, ha letto il dramma Il crogiuolo che Arthur Miller scrisse per denunciare il ripetersi degli stessi meccanismi di follia contagiosa negli anni ‘50, quando il senatore McCarthy scatenò un’ignobile ‘caccia alle streghe’ contro i comunisti.


Examination of a Witch di T.H. Matteson 1853. Peabody Essex Museum

Katherine Howe, laureata in Storia a Harvard, descrive con garbo e precisione minuta la vita quotidiana nella comunità puritana del secolo XVII, gli abbigliamenti femminili e l’interno delle case, riporta dicerie e superstizioni, mette in risalto l’ignoranza delle donne riguardo al proprio corpo: sono le donne che, visitando Deliverance Dane dopo averla fatta spogliare, rilevano la presenza di un terzo ‘capezzolo’, che chiamano ‘il capezzolo della strega’ e che sarebbe preposto all’allattamento dei famigli del diavolo.

Il lettore ha un doppio sguardo sul passato, apprende quanto accadde nel 1682 a Salem dalla prima narrativa e, insieme, dalla seconda che ha Connie per protagonista e che cerca un prezioso Almanacco o Libro delle Ombre, perlustrando biblioteche e archivi. E le sue scoperte sono graduali, più lente, quasi distillate dal filtro del tempo.
Nella vecchia casa della nonna Connie trova una chiave antica dentro una Bibbia e, nell’incavo della chiave, c’è un fogliettino con un nome: Deliverance Dane.
Dapprima Connie è soltanto incuriosita, dopo pensa che, in qualche maniera, le sue ricerche potrebbero essere messe a buon frutto nella tesi, poi incontra Sam che restaura vecchi monumenti e se ne innamora. 


Elizabeth Proctor, antenata dall'autrice. Costume di scena per una rappresentazione di The Crucible di Arthur Miller
Katherine Howe mescola abilmente i generi nel suo romanzo: ne Le figlie del libro perduto c’è la Storia, la ricerca, un tocco di New Age con la madre un po’ hippy di Connie, una spruzzata di colore rosa nella vicenda sentimentale di Connie e Sam, e poi il romanzo vira verso il mystery e il thriller satanico, quando Sam cade da un’impalcatura e subisce violenti attacchi di epilessia. Allora la rincorsa di Connie contro il tempo assume la valenza di una sfida contro le forze del Maligno ed è assolutamente necessario trovare il Libro delle Ombre di Deliverance Dane, perché ormai Connie ha scoperto di avere un qualche fluido o potere nelle sue mani e la malattia di Sam è stata causata da un personaggio mefistofelico che sembra avere fatto un patto faustiano per ottenere il sapere.

Ci sono dei quesiti interessanti nel romanzo di Katherine Howe - che cosa c’è alla base dell’innegabile capacità sanatoria di alcune persone? È qualcosa che si può tramandare geneticamente? Da dove proviene, dal Male o dal Bene? È indubbio che questo qualcosa può essere usato con fini diversi, ma questo avviene per tutto quello che ha a che fare con gli uomini.
E ci sono due personaggi insoliti e con un linguaggio particolare ne Le figlie del libro perduto”: il cane Arlo che, appena varcato il cancello del giardino, appare con una radice di mandragora in bocca, e la casa stessa della nonna, nascosta tra la vegetazione che è cresciuta incontrollata, coperta da rampicanti, senza elettricità, con scaffali pieni di barattoli impolverati e bottiglie di cui Connie scoprirà l’uso. Una di quelle case da romanzo, che hanno una loro voce fatta di sospiri e bisbigli e scricchiolii. Affascinante. Impossibile non prestarle ascolto.

PER SAPERNE DI PIÙ: l'intervista all'autrice



The Witch House a Salem


l'incipit


LEGGI LE PRIME PAGINE >>>

Peter Petford mescolò con un lungo cucchiaio di legno le lenticchie, nel paiolo di ferro che pendeva sul focolare, e cercò di scacciare i timori che gli stringevano lo stomaco ...



l'autrice



29 gennaio 2010 Di Marilia Piccone


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