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RECENSIONE

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Titolo Il mio nome è Victoria
Autore Donda Victoria
Dati 207 p., rilegato
Prezzo € 17,50
Prezzo IBS € 14,88
Editore Corbaccio
EAN 9788863800227
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Il mio nome è Victoria di Victoria Donda


L'intervista a Marco Bechis, il regista di Garage Olimpo e di Hijos
Madres y Abuelas de Plaza de Mayo
Buenos Aires: La Escuela de Mecanica de la Armada - l'E.S.M.A.


"Dunque, per me esiste una netta differenza tra le responabilità giuridiche e i sentimenti che provo per le azioni di coloro che hanno avuto un ruolo nella menzogna della mia esistenza. Non è mia intenzione giustificare ciò che provo per Graciela e Raúl, né esentarli dalla loro parte di colpa. I miei sentimenti riguardano solo me, e non c'è nulla che voglia o possa fare per cambiarli. Ma loro non sono né Febrés né Donda, e non è difficile stabilire un criterio di demarcazione: crudeltà, intenzionalità, cinismo. Perché se c'è qualcosa di peggio dell'atto in sé, è goderne. E sono certa che loro ne hanno goduto. La differenza, che piaccia o no, è che amo Graciela e Raúl. Un amore che non è esente da conflitti, ma che è pur sempre amore."


Una drammatica storia raccontata parte in prima persona e parte in terza. La storia di una delle oltre cinquecento persone che hanno scoperto solo recentemente la loro vera identità. Eppure sono ancora tanti, più di duemila, i giovani che, con volontà e coraggio inesauribili, le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo stanno restituendo alle legittime famiglie.

La dittatura militare, che ha dominato in Argentina dal 24 marzo 1976 al 1983 aveva, tra i tanti orrori, anche sottratto i neonati alle donne tenute prigioniere per motivi politici, prima di ucciderle, gettandole ancora vive da un aereo nel Rio de la Plata. I bambini poi venivano "regalati" a famiglie di militari che ne avevano fatto richiesta e venivano registrati come figli legittimi di questi appropriatori.
Analía è uno di questi: per 27 anni ha vissuto credendosi figlia di Graciela e Raúl e all'improvviso ha scoperto di chiamarsi Victoria, di essere figlia di desaparecidos e di amare persone complici dell'assassinio dei suoi veri genitori.





Quando Analía viene avvicinata da due ragazze dell'associazione HIJOS, condotta dalle Madri di Piazza de Mayos e, con grande tatto e delicatezza, le viene rivelata la sua condizione, sente che all'improvviso le crolla il mondo addosso. Chi è davvero? chi sono i suoi veri genitori? e chi sono le persone che l'hanno allevata e a cui vuole bene?

Dentro questo profondo sconvolgimento di tutto il suo essere, Analía racconta ai lettori la sua vita. Irrequieta e anticonformista, fin da ragazzina si è sentita portata all'azione di sostegno sociale e allo schierarsi con i più deboli, entra ben presto (e di nascosto dai genitori) in organizzazioni di sinistra che si occupano del disagio sociale, lavorando nelle zone più povere di Buenos Aires e opponendosi ai governi pseudodemocratici che si erano insediati in Argentina alla fine della dittatura. Cresciuta ed educata nel modo più conservatore possibile, mandata a studiare in collegi religiosi, con una chiara impostazione "di destra", come mai ha avuto dentro di sé uno spirito così ribelle e così nemico delle troppe ingiustizie che la circondavano? Analía incomincia a pensare, quando saprà chi è davvero, di aver ereditato dei geni rivoluzionari dalla sua vera madre e come lei sentire impellente il bisogno di muoversi contro i tanti abusi che il potere esercita sui più poveri. 

Non è facile però, pensare di gettare via 27 anni di vita, di affetti, di relazioni: fare la prova del DNA, unico esame che le può dire con certezza se i sospetti sulla sua nascita sono veri, è un passo molto difficile. Le Madres hanno un grande archivio con il DNA dei desaparecidos e dal confronto con le analisi fatte ai ragazzi possono con certezza, dichiarare chi sono i loro veri genitori, purtroppo scomparsi nel nulla, e i nonni, gli zii, un'intera famiglia ancora viva che ha già perso un figlio o un fratello e che spera di poter riavere almeno un nipote. Analía non sa decidere, lo farà dopo una difficilissima fase di incertezza, e anche aprire la busta con la risposta delle analisi che le può dire chi sia davvero è un vero tormento.

Quando da Analía diventa, o meglio torna ad essere, Victoria, il terribile percorso che le viene richiesto è quello di ricostruire una identità, di sapere che cosa ne è stato di sua madre e di suo padre (orribile è la scoperta che lo zio paterno, un potente militare, è stato tra gli artefici della cattura e dell'uccisione dei suoi genitori). Chiusa nel luogo per eccellenza delle torture, la famigerata Escuela Superior de Mecánica de la Armada  (l'ESMA) dopo aver subito ogni tipo di violenza, sua madre aveva partorito in una stanzetta destinata a quello scopo, le aveva cucito nelle orecchie dei fili blu, sperando che fossero un segno di riconoscimento, aveva scritto una lettera, mai consegnata, ai suoi genitori, e poi era stata sedata e lanciata (15 giorni dopo la sua nascita), ancora viva, nel Mar de la Plata. Anche il padre era stato incarcerato, torturato e ucciso, ma di lui riesce a sapere molto meno

Oggi Victoria Donde è la più giovane deputata del Parlamento argentino, è riuscita a ricongiungere le sue due vite e a sentirsi impegnata, oggi più che mai, alla ricerca della verità, perché ricordare (da pochi anni nell'ESMA è sorto un Museo della Memoria) è fondamentale per poter guardare al futuro, e a lottare contro le ingiustizie sociali. Nello stesso tempo dentro di sé, e questo è qualcosa con cui dovrà convivere per tutta la vita, c'è un duplice e contrastante sentimento nei confronti di chi l'ha allevata, gli "appropriatori": ma tutto ciò riguarda Victoria e il tormento che una vita così violentemente usurpata le ha lasciato come dolorosa eredità.


Victoria Donde - Il mio nome è Victoria
Titolo orginale: Mi nombre es Victoria
Traduzione di Silvia Bogliolo
207 pag., € 17,50 - Corbaccio
ISBN 978-88-6380-022-7




Le prime pagine



L'autrice



08 febbraio 2010 Di Grazia Casagrande


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