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Recensione

Foto dal finestrino copertina

Foto dal finestrino di Ettore Sottsass

"Quelle montagne di stanze tutte uguali mi fanno molta impressione perché mi sembra che su quelle montagne ci sia molta poca pietà per la gente che le deve scalare."

Ventisei istantanee, corredate da altrettante didascalie, del tutto inconsuete: un occhio particolare le ha scattate, ha scoperto angoli nascosti, luoghi e situazioni che altri non sanno vedere. Certamente è un grande fotografo ad averle scattate, un artista dalla personalità originale e dominante, capace di poesia nell'essere essenziale.

"Sono esistite ed esistono ancora culture, anche molto sofisticate, nelle quali scolpire sculture o dipingere storie non aveva e non ha come tappa finale il mercato, culture nelle quali una scultura o una pittura non finisce per diventare «un prodotto» ma si accontenta di segnalare storie segrete o memorie o visioni misteriose...": ecco questa è una parte di una delle straordinarie didascalie di Sottsass, e già si può capire come, descrivendo un'immagine, il grande architetto comunichi la sua visione dell'arte e della cultura. 

Nelle fotografie vediamo particolari che il suo sguardo attento ha colto nelle diverse parti del mondo, case, baracche, volti, tutti fortemente significativi di come va il mondo, e il mondo non va bene. C'è anche dell'ironia nelle frasi che Sottsass mette a commento dell'immagine, si pensi alla finta lettera scritta dall'amico che ha acquistato un appartamento in mutiproprietà (pag. 23), o al commento amaro sulla violenza nella foto scattata in Cina vicino a Xian (pag. 41).

Ecco una didascalia del 1993 di una foto scattata in India: "Progettare architettura vuole anche dire disegnare un posto dove, al tramonto, due amici seduti per terra si raccontano, adagio, le storie della loro vita."
Ecco che cosa fa un architetto: crea luoghi d'intimità, crea rapporti, amicizie, atmosfere.


Noi, cittadini dell'oggi e del domani, siamo nel bel mezzo di una "rivoluzione barbarica", si dice costantemente che tutti i valori sono andati persi, si chiede Sottsass, quali valori? la conclusione è ben diversa da quelle che generalmente ascoltiamo: I valori sono convenzioni e le convenzioni si muovono. In altre parole stiamo assistendo al nascere di valori "altri", possiamo oggi condividerli o no, ma sono semplicemente diversi da quelli su cui abbiamo impostato le nostre vite. 

Ci sono però saperi antichi che tuttora risultano richiesti e preziosi, la cucina ad esempio. Sono state le donne a tramandare certe capacità, costruite con la fatica quotidiana e l'amore, con l'attesa di ritorni e la voglia di offrire come dono ciò che avevano cucinato. Non sarebbe bello se anche gli 'architetti' avessero qualche sapienza profonda su quello che c'è di vago, nascosto, consolante, prezioso sul pianeta, su quello che si muove e vive per donarlo a noi che navighiamo sul mare lontano della vita?

Ettore Sottsass - Foto dal finestrino
75 pag., € 8,00 - Adelphi (Biblioteca minima)
ISBN 978-88-459-2429-3



L'autore



26 gennaio 2010 Di Grazia Casagrande

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