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RECENSIONE

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Titolo Prigionieri del paradiso
Autore Paasilinna Arto
Dati 240 p., brossura
Prezzo € 15,00
Prezzo IBS € 12,75
Editore Iperborea
EAN 9788870911770
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Prigionieri del Paradiso di Arto Paasilinna

"Caro lettore, puoi essere certo che ero l'umo più felice del mondo. Adesso che tutto è passato, anche quella gioia è ormai lontana e credo che non ritroverò mai più una tale serenità."

Una premessa è d'obbligo:
conoscete già lo scrittore finlandese Arto Paasilinna?
questo romanzo vi sorprenderà perché è molto diverso da quelli che avete letto sino a oggi
non conoscete lo humour di Paasilinna? iniziate a leggere i suoi romanzi da quest'ultimo (ma non fermatevi qui e proseguite con Il mugnaio urlante o Il migliore amico dell'orso) capirete meglio la sua scrittura e l'evoluzione delle sue storie, dato che si tratta di uno dei primi libri da lui pubblicati (Helsinki - Weilin & Göös, 1974), preceduto solo da Kansallinen vieraskirja. Valokuvannut Mauritz Hellström del 1971 e dal romanzo Operaatio Finlandia del 1972.

Detto ciò, veniamo al nostro libro.
Troverete in queste pagine l'abituale leggerezza con cui ogni tema è affrontato dal nostro Arto (lasciateci chiamarlo così, con una confidenza che significa passione). Chi meglio di lui poteva raccontare sempre con il sorriso sulle labbra il disastro aereo - con tanto di ammaraggio di fortuna in un'isola deserta indonesiana - e le successive peripezie di un nutrito gruppo di superstiti (la spedizione era dell'ONU) che patisce la fame, i rischi di una guerra civile incombente e l'impossibilità di chiedere soccorso?


Solo lui poteva inventare un insieme così curioso di persone: infermiere svedesi, ostetriche e tagliaboschi finlandesi, medici norvegesi, personale di bordo inglese... Soltanto un autore del suo livello poteva immaginare che nella carcassa affondata non si recuperassero tante vettovaglie quante spirali anticoncezionali e che potessero essere così utili, poi! - ricordiamo che stiamo parlando del 1974, quando gli anticoncezionali in Italia erano stati "sdoganati" da pochissimo e la pillola era ancora prescritta come cura ormonale.
E, ancora, solo lui poteva ideare un sistema così incredibilmente impegnativo per richiamare l'attenzione del resto del mondo e lanciare l'S.O.S. addirittura allo spazio...

La voce narrante è quella di un giornalista finlandese, scialbetto e insignificante, che si trova coinvolto in questa avventura e che, con i suoi compagni, man mano costruisce una società equa e onesta in cui vivere splendidamente.
Dopo un primo impatto difficile e spiazzante, il gruppo di nordici catapultati in questo mondo naturale, ancestrale, sono guidati dalle necessità primarie, ma al tempo stesso riescono a realizzare un complesso civile in cui coabitare senza troppe difficoltà. Dalla casa all'assistenza medica, perfino al bar che distribuisce alcolici con misura: tutto è regolamentato senza imposizioni con "un sistema più socialista dei regimi socialisti in Europa", un sistema che potrebbe rivelarsi risolutore di ogni controversia economica e portatore di speranza e pace, ma che, per assurdo, non è frutto della civilizzazione e del capitalismo, ma, come per i popoli primitivi, generato dall'equa distribuzione e dalla solidarietà.


Serebbe un errore anticiparvi le trovate di Paasilinna.
Da sottolineare però che questa volta l'umorismo è più sottile, meno plateale. La scrittura è matura ma la vena ironica ancora non prevale sulla realtà, come invece avverrà in qualche romanzo successivo.
Si tratta di un parodia (del "solito" romanzo o film con protagonisti uno o più naufraghi sull'isola deserta non certo di realty come L'isola dei famosi, visto che quando fu scritto non esistevano) e al tempo stesso di una riscoperta nostalgica dell'Eden perduto per sempre.
Non illudiamoci: si potrebbe vivere in Paradiso, ma non ce lo consentiranno mai.

Arto Paasilinna - Prigionieri del Paradiso

Titolo originale: Paratiisisaaren vangit
Traduzione di Marcello Ganassini
199 pag., 15,00 € - Edizioni Iperborea 2009
ISBN 978-88-7091-177-0



l'incipit


LEGGI LE PRIME PAGINE >>>

L’aereo fluttuava nell’oscurità. Sorvolavamo il Pacifico al largo della Melanesia, avevamo appena passato il trentesimo parallelo e il Tropico del Cancro ...


l'autore



08 gennaio 2010 Di Giulia Mozzato


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