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Recensione

Il Il gusto proibito dello zenzero copertina
  • Ford Jamie
  • Il Il gusto proibito dello zenzero
  • Garzanti Libri
  • 2010

Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford

"Henry vide un vecchio stanco infilare fra le fiamme, dentro il bidone più vicino, una bandiera giapponese ordinatamente piegata, poi mettersi sull'attenti e salutare militarmente la bandiera che ardeva."

La storia per immagini del romanzo


Una vicenda d'amore che propone, nel suo divenire, alcuni aspetti poco noti della storia degli Stati Uniti guardati attraverso gli occhi e la vita di Henry, il protagonista, che il lettore conosce già uomo maturo ma di cui potrà ripercorrere tutta l'adolescenza.
La famiglia di Henry è cinese e di quelle radici conserva gelosamente le tradizioni anche se da due generazioni vive in America. Keiko è di origine giapponese ma delle sue origini ha solo i tratti somatici: parla americano e si sente figlia del Paese in cui è nata.  


La vicenda ha origini nel 1942 a Seattle, in piena guerra. Tutto ciò che possa ricordare il "nemico" è osteggiato e perfino gli occhi a mandorla di Henry, un ragazzino dodicenne, sono guardati con disprezzo e scherniti nonostante porti sul petto una spilla su cui è scritto "io sono cinese". Il ragazzo frequenta una scuola per bianchi grazie a una borsa di studio, ma il prezzo che paga per questo privilegio è davvero alto: un'ostilità razzista diffusa, il bullismo di alcuni compagni e l'obbligo di servire durante l'ora di mensa sono tormenti quotidiani.

Un giorno però una ragazzina giapponese, Keiko, condividerà con lui gli stessi doveri e le stesse frustrazioni. Così, giorno dopo giorno, anno dopo anno, il legame tra i due diventa sempre più forte, e quando tutti i giapponesi, anche se americani da generazioni, verranno espulsi dalla città, chiusi in campi di prigionia e spogliati di tutti i loro averi, i due ragazzi capiranno che a legarli è molto più di un'amicizia.

La vicenda del periodo bellico è raccontata in diretta ma intrecciata con la vita di Henry quarant'anni dopo. Tutti i ricordi sono ancora vivi, anche se il tempo trascorso ha portato scelte, affetti, legami del tutto diversi da quelli immaginati nell'adolescenza. C'è una sola presenza che attraversa l'intero romanzo, è Sheldon (uno dei personaggi meglio riusciti del romanzo), il giovane di colore, che suonava musica jazz per la strada negli anni Quaranta e che ritroveremo vecchio e malato nel 1986, la cui amicizia con Henry non ha mai visto interruzioni.

Il libro di Ford ha il pregio di proporre un momento poco noto della storia americana e sicuramente uno dei più oscuri. Tutti conosciamo la discriminazione nei confronti degli afromaericani, ma ben poco si è detto di quella verso gli immigrati orientali, così come non si conosce quasi per niente il tema dell'internamento dei giapponesi in campi di prigionia: intere famiglie del tutto estranee alle vicende belliche, furono deportate, private dei loro averi e addidate come spie pericolose.

Il doppio percorso narrativo, quello storico e quello romanzesco che propone la delicata vicenda d'amore di due giovanissimi stroncata dai pregiudizi e dalla guerra, dà a questo libro una chance in più ed è forse questa la ragione principale di un successo quasi imprevedibile, nato dall'apprezzamento di lettori e librai. Ciò fa riflettere su come, fortunatamente, in epoca di dominio del marketing anche in letteratura, talvolta qualche libro sfugga di mano all'industria culturale e diventi un best seller semplicemente per meriti propri.

Jamie Ford - Il gusto proibito dello zenzero
Titolo originale: Hotel on the Corner of Bitter and Sweet
Traduzione di Laura Noulian
372 pag., €










L'autore



11 gennaio 2010  

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