|
|
 |
|
| |
HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| Titolo |
 |
Palpebre |
 |
| Autore |
|
Canova Gianni |
|
| Dati |
|
230 p., rilegato |
|
| Prezzo |
|
€ 16,60 |
|
| Prezzo IBS |
|
€ 14,11 |
|
| Editore |
|
Garzanti Libri |
|
| Collana |
|
Narratori moderni |
|
| EAN |
|
9788811741091 |
 |
 |
 |
|
|
 |
Palpebre: un grande critico cinematografico, Gianni Canova, e il suo primo romanzoLeggi l'intervista all'autore
Non fu con gli occhi che feci la conoscenza di lei. Fu con l’udito e con il tatto. Prima fu il ticchettio dei suoi tacchi sull’asfalto a richiamare la mia attenzione. Poi il lieve contatto – niente più che uno sfioramento casuale, a ripensarci ora – della sua gamba, con il mio ginocchio, mentre si infilava fra un tavolino e l’altro del bar all’aperto davanti all’università, dove anche quel martedì pomeriggio stavo cercando di ammazzare il tempo. Solo allora – lo ricordo con strana nitidezza – sollevai gli occhi dal mio giornale, convinto di incrociare il suo sguardo."
Inizia così il primo e intenso romanzo di Gianni Canova, critico cinematografico, professore di Filmologia e Preside della Facoltà di comunicazione presso l’Università IULM di Milano.
Inizia così anche la storia “in discesa” di Giovanni Vigo, ricercatore precario universitario, alla prese con il seminario de “Il Purgatorio di Dante” del “cattedratico” professore Rattazzi, presso la facoltà di Lettere dell’Università Statale di Milano. Un tocco seducente, inscindibile quello tra Mia, dark lady senza tracce di vita passata, e Vigo, che più che risolvere il mistero di un incontro e di un pedinamento ossessivo sino ai bagni della Statale “Non so perché la seguii, quel giorno. Me lo sono chiesto decine di volte, da allora, e non sono mai riuscito a darmi una risposta convincente. Forse perché ero stanco di leggere sul giornale i soliti commenti sulla guerra in Iraq. Forse perché mancavano ancora quaranta minuti all’inizio del seminario sul Purgatorio di Dante. Forse perché le cose capitano, a volte, solo perché devono accadere. Ricordo soltanto che nel breve tragitto in via Festa del Perdono rimasi con gli occhi incollati ai suoi fianchi, come in stato di ipnosi” , ci sprofonda “letteralmente” dentro. Milano, metropoli non ancora globalizzata, “acquario sporco dove galleggiano alla rinfusa corpi, miasmi, gas di scarico e smog” , è lo scenario ideale al susseguirsi di vicende e immagini virtuali, riprovevoli, reali che “cadono” addosso al ricercatore abitudinario, dal vizio cronico di (s)fuggire di fronte a ciò che più lo attira, al tempo della decapitazione di Nick Berg, ostaggio americano sequestrato in Iraq da un commando di al-Qaeda “la mattina seguente, se non ricordo male, mi svegliò una telefonata di Simmel che mi chiedeva di andare subito in redazione a Radio popolare. C’era fermento per l’esecuzione di Baghdad – Hai visto Il Foglio? La testa mozzata di Nick Berg sparata in prima pagina… - sibilò con il tono inconfondibile che aveva la sua voce quando sentiva aria di battaglia. - No, non ho ancora visto i giornali. Solito sciacallaggio sugli islamici barbari e feroci…? – No, non proprio. Piuttosto l’ambizione di Giuliano Ferrara di essere il Caravaggio del giornalismo nostrano…”
Una deriva non solitaria la sua, ma inconsciamente e consciamente collettiva, subita da tutti i personaggi, spesso colti e ben inseriti nel tessuto sociale, a lui vicino, verso una dimostrazione inverosimile: l’esistenza del male ossessivo della mente e la sua condizione borderline di compiacimento. Canova, utilizzando una voce narrante rapida e cristallina, porta il lettore a condividere un crescente stato di avvincente smarrimento sino al finale, per nulla consolatorio, toccando temi di attualità disarmante.
A partire dall’invidia: castigata, nell’allegoria dantesca, con la pratica dell’accigliatura, ossia la cucitura, con il filo di ferro, delle palpebre di coloro che “hanno guardato con eccessiva curiosità la vita e i beni degli altri” come invito obbligato a guardarsi finalmente “dentro”, punita invece nel Giudizio Universale dipinto da Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova, con il caos e il disordine di corpi martoriati e anonimi, “solo carne, carne da macelleria, carne da umiliare e straziare, colpevole di esserci e di aver vissuto”, con palpebre quasi cucite per rimanere aperte e vigili sulla “geografia informe del terrore”, come se vedere fosse “colpa e pena”, “piacere e punizione del piacere stesso”, “piacere e dolore”. Per continuare con la minacciosità dell’altro, il Nemico, vista più come un inganno mediatico che come un dato di fatto; con la sicurezza esistenziale ostentata, proclamata, ma forse solo idealmente raggiunta; con la “decapitazione” ripercorsa nella storia e nei film sino ai giorni nostri, come testimonianza della non volontà di una radio di informazione libera a non voler fare “erudizione storica, ma solo attualità politica”; con la situazione ingrata vissuta da badanti straniere e profughi del calibro di Ljuba che per (soprav)vivere all’inferno hanno imparato a nuotare verso no man’s land. E ancora un face to face brutale con un passato che non passa mai in Italia “anche il Duce è finito da un pezzo. Perfino la Dc è scomparsa da più di dieci anni. Eppure fascisti e democristiani sono sempre lì, ai posti di comando…..”; con la pornografia “male necessario” che aiuta la società “a scaricare i suoi impulsi peggiori senza fare troppi danni”, almeno in apparenza; con la TV mezzo di comunicazione e di “vendita” tanto prevedibile da poterlo conoscere anche “senza aver visto necessariamente tutto quel che viene messo in onda”; con i giornali ancora legati a una distinzione “obsoleta” tra finzione e realtà.
Una critica serrata di grande intelligenza anche e soprattutto per infrangere il conformismo e il dominio del flusso delle immagini, per vedere realmente “ciò che si guarda”, come un consiglio “guarda bene e pensa a ciò che vedi” prima che tutto possa oscurarsi.
Gianni Canova - Palpebre 300 pag., € 17,60 - Garzanti (Narratori moderni) ISBN 978-88-11-74109-1
Le prime pagine
| 07 gennaio 2010 | | Di Claudia Caramaschi |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.
Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
|
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
|
 |
| I siti del network: |
|
|
|
|